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MUSIKEY MAGGIO 2009
Autore: Mdi Ensemble
Data: 18.05.2009

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MUSIKEY MAGGIO 2009


Questo mese...

  • Il Compositore: Nostalgia di un sogno – La musica di Doina Rotaru di Alberto Moretto
  • Tema del mese. Nei panni dell'ascoltatore
  • In evidenza: Sky Classica
  • Il Provocatore di Alessandro Dolci

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Il compositore. Nostalgia di un sogno – La musica di Doina Rotaru di Alberto Moretto

Il canto struggente di un mondo a molti sconosciuto, un rapimento onirico tra le vie di Bucharest, l’esoterico mescolarsi di strutture dall’imponente valore simbolico: questi i magici ingredienti che, uniti ad un talento fuori dal comune, hanno fatto il successo di Doina Rotaru. Un nome, quello della grande compositrice di Bucharest, che avrebbe segnato quasi profeticamente la sua impalpabile arte. Doina sono infatti i tragici canti del folklore rumeno, vividamente appassionati e colmi di quell’inspiegabile ed ineffabile dolore che è la vita. Nata nel 1951, Doina Rotaru è ampiamente riconosciuta come la voce che si staglia in opposizione all’odierna decadenza musicale, motivo di riscatto artistico per una nazione che da troppo tempo si era chiusa in se stessa. È un ethos puramente rumeno quello che scaturisce dalle sue composizioni, così simili a canti primordiali, intrise di una spiritualità espressiva che ricorda l’era dorata dell’estremo oriente. In quasi quarant’anni di carriera, hanno preso vita dalla sua penna composizioni di estraniante bellezza, per ogni tipo di organico (dall’orchestra sinfonica, al coro polifonico, allo strumento solo), onorate da rappresentazioni in ogni parte del mondo ad opera dei più rinomati interpreti e da numerosi riconoscimenti da parte di illustri istituzioni. I suoi principi stilistici si basano in particolar modo su funzioni e valori simbolici, come i numeri sacri e le forme circolari e spiraliche delle tradizioni orientali, ponendo il simbolo al centro della sintassi compositiva dei suoi lavori, fondamenta di un’espressività strutturale senza paragoni. La presenza di microtoni, abbellimenti, sovratoni, glissandi e, naturalmente, dell’eterofonia, riporta inoltre i suoi lavori in un’atmosfera sospesa, familiare a chi, per i vicoli di Bucharest, ha condotto i primi passi. La musica, linguaggio universale, diventa nelle mani di Doina Rotaru motivo per recuperare quelle emozioni remote che ancora aleggiano nella nostra memoria di inconsci ospiti del mondo, richiamando all’attenzione lo stupore per il dettaglio, per il suono nostalgico e sognante di un flauto solitario, come accade in Mythia, una delle sue opere più pregevoli. Nonostante ciò, però, la compositrice non ha dubbi, e alla domanda di quale tra i suoi lavori sia a lei più caro, con grande umiltà risponde: “La mia opera più importante venne alla luce nel 1981, è mia figlia Diana”.


I concerti

Lunedì 11 maggio 2009, ore 21 Teatro dell’Elfo – Milano 5 in Amicizia Karlheinz Stockhausen Sonatina; In Freundschaft; Refrain; Vibra-Elufa; Amour; Tierkreis Karlheinz Stockhausen ha incarnato più di ogni altro autore l’aspirazione ad una perenne invenzione sperimentale, a una trasformazione radicale del rapporto che la musica instaura con la comunità degli ascoltatori. Al centro della serata una nuova versione realizzata appositamente da Sentieri selvaggi del suo work in progress sui segni zodiacali Tierkreis, in segno di amicizia per la perenne tensione ideale del grande compositore tedesco, purtroppo interrotta dalla sua recente scomparsa. Ensemble sentieri selvaggi: Paola Fre flauto, Mirco Ghirardini clarinetto, Andrea Dulbecco vibrafono e percussioni, Andrea Rebaudengo pianoforte, Piercarlo Sacco violino, Aya Shimura violoncello, Carlo Boccadoro
La rassegna musica "Musica Nuova" prenderà il via a Roma il 17 Gennaio 2009. L'apertura si svolgerà a La Sapienza con la prima italiana di "Paris Mecanique", e la chiusura il 18 giugno al Teatro dell'Opera con "Le grand macabre". Il cartellone è ricco serate interessanti, fra gli altri: il concerto di Karlheinz Stockhausen, la prima teatrale mondiale di "The blue planet" di Peter Greenaway, "A secret rose" un concerto per 100 chitarre e basso elettriche e batteria.

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Discografia a cura di Alberto Moretto

  • Ivan Fedele
Quartetti 1-3, Viaggiatore della notte, Electra Glide
Arditti String Quartet CD Stradivarius
STR 33702

  • Doina Rotaru Over time; Metamorphosis; Masks; Tempio di fumo; Troïte; Noesis.
Yoshikazu Iwamoto, shakuhachi; Pierre-Yves Artaud, flutes; Vasile Mocioc, clarinet; Emil Sein, bass clarinet; Anca Vartolomei, cello; Trio Contrastes; GAME Ensemble Romanian Radio Broadcasting Corporation: DRCD 1002

  • Autori Vari
Forum '91 Le Nouvel Ensemble Moderne UM MUS 106, 1993



I siti
http://www.mdiensemble.com/
http://www.classica.tv/
http://www.agisweb.it
http://www.siae.it/

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Tema del mese. Nei panni dell'ascoltatore

Ascoltare non è una cosa semplice. Ogni giorno mille suoni attirano e pretendono l'attenzione del nostro orecchio: dall'altoparlante del supermercato alla radio, dalla televisione al campanello di una bicicletta... per non parlare di chi ci racconta i suoi episodi chiedendo la nostra partecipazione.
L'enciclopedia on line più famosa al mondo definisce il suono (dal latino sonus) come la sensazione data dalla vibrazione di un corpo in oscillazione. Tale vibrazione che si propaga nell'aria o in un altro mezzo elastico, raggiunge l'orecchio che, tramite un complesso meccanismo interno è responsabile della creazione di una sensazione uditiva direttamente collegata alla natura della vibrazione.

Ascoltare sembrerebbe la cosa più facile e naturale del mondo. Quasi passiva e dunque inevitabile. Ma la verità è che non tutti sanno ascoltare.
Saper ascoltare è una vera e propria arte che si impara con il tempo, la predisposizione (non si può negare) e molto impegno. Il musicista e il compositore sanno bene quanto preziose siano le orecchie del pubblico senza la cui attenzione il loro lavoro risulterebbe nullo, uno sparo a cielo aperto, una nuvola inconsistente che subito muore. Non c'è spazio per la musica nel mondo di chi non sa ascoltare.
Ma esiste qualcosa di più bello e appagante dell'abbandono totale al senso dell'udito?
Chiudere gli occhi, anche solo per il tempo di pochi accordi... fermare il tempo, senza respirare, giusto qualche nota... inebriarsi del sapore del suono puro, negare qualsiasi concetto, la mente totalmente libera... la musica contemporanea costruisce un nuovo pensiero a partire dal nulla... il vuoto, i suoni, l'ascolto... un piacere tutto da assaporare... mai provato, intenso, in breve ci appartiene e lo stupore è infinito. La capacità di trasformare la musica in emozioni attraverso l'ascolto è una magia innata, è parte di ogni anima, che in questo modo riesce a catturare la parte perduta migliore di sé.
Ascoltare è forse la dote più ricercata ed unica del nostro tempo, un tempo in cui nessuno ha più tempo per nessuno, tutti corrono, scappano, volano... verso qualcosa che è sempre più importante di noi. Certo non si può fermare il progresso, la stessa musica contemporanea è immagine di tale evoluzione culturale... semplicemente imparare a ritagliare anche solo lo spazio di un concerto o ancora di un breve attimo sonoro porterebbe ognuno di noi a capire veramente i motivi di questa corsa continua al domani, per ammettere che tanta fretta senza musica non ha poi così senso.
Carpe diem... e da allora l'insegnamento ancestrale ci è giunto come un monito: ascoltare ci aiuta a cogliere quell'attimo senza renderlo fuggente... ci mette davanti allo specchio più limpido che come un suono riflette la nostra piccola immagine dandoci consapevolezza di quanto minuscola sia di fronte all'eco del mondo.


Il libro - Rumori futuri. Studi e immagini sulla musica futurista di Lombardi Daniele, Piccardi Carlo ed. Vallecchi, 2004

Il marinettiano Manifesto di fondazione pubblicato su Le Figaro di Parigi nel 1909 ha aperto la strada a una notevole quantità di interventi teorici, manifesti, articoli, scritti vari, che pongono le basi per una nuova musica in rottura con la tradizione musicale passatista. Rumori futuri raccoglie fotografie, pagine di musica, frontespizi di volumi e altre immagini che integrano questo panorama, collocando le esperienze di questi pionieri nella storia che ha visto e udito realizzare tali innovazioni.

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In evidenza – Sky Classica. La grande musica conquista il piccolo schermo

Classica, l’unico canale televisivo italiano interamente dedicato alla grande musica, è nato nel 1997 sulla piattaforma satellitare Telepiù che nel 2003 è confluita in SKY.

Classica è l’unico canale italiano dedicato interamente a cultura e spettacolo di alto livello, il tutto in qualità digitale.
Offre giornalmente 24 ore di programmazione con un palinsesto che abbraccia opere liriche, concerti, musiche da camera, spettacoli di danza classica e moderna, approfondimenti, documentari, film, arte, jazz fino alla musica di confine. Ciascun programma di Classica è introdotto e commentato in video da esperti attraverso un linguaggio fruibile sia dagli appassionati che dai conoscitori.

Classica è un canale opzionale in onda su Sky: lo si può acquistare in aggiunta a qualsiasi pacchetto ad un costo davvero modico.
Ogni giorno dieci blocchi tematici con il meglio dell'opera, dei concerti e della danza. Tra i generi molto affrontato è anche quello della musica del 900 e contemporanea per la quale è empre prevista una nutrita programmazione.


Le istituzioni - la SIAE

La SIAE è la Società Italiana degli Autori ed Editori. La sua funzione istituzionale è la tutela del diritto d'autore. La SIAE amministra le opere di circa 85.000 aderenti facendo sì che per ogni sfruttamento di un’opera sia corrisposto all’autore e all’editore un adeguato compenso. Di fatto, rappresenta uno sportello unico per la cultura. In un mondo caratterizzato da una sempre più vorticosa diffusione delle opere, la SIAE è, infatti, l'interlocutore per conto degli autori e degli editori di radio, televisioni, produttori discografici, organizzatori di concerti, impresari teatrali, editori e di chi diffonde la cultura ad ogni livello e con ogni modalità. Di tutti coloro, insomma, che utilizzano le opere dell’ingegno, con lo scopo di assicurare il pagamento dei diritti d’autore a chi crea un’opera. Tramite la sua organizzazione capillare sul territorio, la SIAE verifica e controlla tutte le utilizzazioni del repertorio tutelato (musica, teatro, cinema, ecc.) e facilita la definizione delle pratiche che prevedono il contatto con un ufficio SIAE. La Siae intrattiene rapporti contrattuali con Società di autori di tutto il mondo, per tutti i repertori da essa tutelati, in merito allo sfruttamento delle opere dei propri associati all’estero e per la protezione degli interessi degli autori stranieri le cui opere vengono utilizzate in Italia. Fa quindi parte di una "rete" che assicura la protezione dei diritti su scala planetaria. La Siae è membro delle più importanti organizzazioni internazionali istituite per la cooperazione nel campo dei diritti d’autore. La SIAE – sezione musica vantadi un centro di Informazione e Consulenza Musicale chiamato Pitagora, che si rivolge agli associati alla Sezione Musica e agli utilizzatori del repertorio; gli esperti musicali di PITAGORA sono a disposizione di autori, compositori, editori ed organizzatori. Vengono offerte consulenze per il deposito di brani, elaborazioni, edizioni musicali, notizie sul repertorio tutelato e informazioni su qualsiasi altra questione di carattere tecnico-musicale. PITAGORA si trova presso l'Ufficio Tecnico Musicale della Sezione Musica della SIAE Direzione Generale - Viale della Letteratura, 30 - 00144 Roma. La Sezione Musica della SIAE amministra i diritti relativi alle opere musicali, con o senza testo letterario, sia di genere classico che leggero. Per quanto riguarda le opere liriche, i balletti, gli oratori, le operette, le riviste ecc., sono affidate alla tutela delle Sezioni e la Sezione Musica tutela i brani staccati, utilizzati autonomamente rispetto alle opere drammatico-musicali nella loro versione integrale. La Sezione Musica amministra i diritti di pubblica esecuzione delle opere, inclusa quella cinematografica e la diffusione radiotelevisiva, e i diritti di riproduzione meccanica delle opere. Non sono invece amministrati dalla Sezione altri tipi di diritti, come quelli di riproduzione a stampa delle opere musicali e dei relativi testi ed i diritti di sincronizzazione. Chiunque utilizzi pubblicamente opere musicali tutelate ed amministrate dalla Sezione Musica è obbligato ad ottenerne la preventiva autorizzazione. L’utilizzazione abusiva delle opere costituisce reato.


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Il provocatore
di
Alessandro Dolci

Quali sono le caratteristiche che distinguono la cosiddetta musica “colta”, dalla musica “popolare”? Innanzitutto la musica colta nasce dalla SCRITTURA, il che porta conseguenze straordinariamente profonde. Quello che un compositore colto può fare non è solamente mettere per iscritto una improvvisazione, ma elaborare in modo molto più complesso il proprio pensiero musicale, tramite schemi, strutture…ma si ritrova allo stesso tempo molto più legato. La musica improvvisata infatti può sviluppare liberamente delle strutture che per nascere dalla scrittura richiedono un altro tipo di approccio e di fatica. La tradizione della musica pop risiede nelle vecchie canzoni popolari, nella musica da ballo, nei canti dei neri che raccoglievano il cotone (il blues), nell’operetta, nel cabaret. La tradizione della musica colta risiede in Monteverdi, Bach, Mozart, Beethoven, Verdi, Wagner, musicisti che hanno scritto partiture di inaudita complessità, che vanno studiate, decifrate, comprese per poterne trarre gli strumenti di espressione attuali. La tradizione popolare è una tradizione ORALE, quella colta una tradizione SCRITTA. Una differenza davvero abissale. La musica colta e la musica popolare sono due percorsi paralleli che si arricchiscono a vicenda, ma che nascono da due condizioni profondamente diverse. Senza per questo stabilire una superiorità qualsiasi…tra un chirurgo e un infermiere ci sono differenze profonde. Ma proviamo solamente immaginare un mondo senza chirurghi o senza infermieri…sono entrambi necessari, non solo alla società ma anche gli uni agli altri… Diciamocelo francamente: il pubblico del XIX secolo andava a sentire la Traviata, poi andava a sorseggiarsi un caffè, e riconosceva molto bene la differenza tra un’orchestra sinfonica e l’orchestrina da ballo che intratteneva le loro conversazioni. Oggi questo non succede più. Il pubblico considera la Traviata il passato, e i Beatles il presente. E’ vero: la musica pop, si è molto raffinata ed ha spesso un valore di testimonianza molto alto, un vero e proprio valore artistico. Ma del resto l’ha sempre avuto! Ci sono operette magnifiche, la musica popolare, in passato, ha esercitato un fascino immenso, molto di più…ha dato una spinta innovativa straordinaria anche alla musica “colta”. I Fiamminghi contrappuntavano su canti popolari, Chopin scriveva Mazurke: insomma, non c’è nemmeno bisogno di farlo notare!

Cos’è allora la musica-classica-contemporanea?

Pur rifiutando in genere qualsiasi definizione o scaffalatura (soprattutto quelle che pretendono di dare giudizi di valore dettati dall’alto), questa è forse l’unica definizione sensata possibile nei confronti della musica. Possiamo definire Musica Classica Contemporanea quella musica che parte dalla tradizione delle tecniche strumentali e delle tecniche di scrittura del passato, sviluppando un linguaggio nuovo e moderno ma allo stesso tempo altrettanto complesso di quello di Beethoven o Wagner. La storia della musica non è un gioco al ribasso e se bisogna parlare della modernità lo si deve fare in modo altrettanto sofisticato di quanto veniva fatto dai nostri antenati musicali. Scimmiottare MALE la musica pop, non è sicuramente un buon modo per continuare la Tradizione Musicale Colta Occidentale: se una musica non può reggere il confronto, sul piano della complessità di mezzi espressivi, con Beethoven, Mozart, Mahler, si tratta di musica contemporanea, ma non sicuramente di musica colta. I suoi termini di paragone sono Offanbach, Lehar, il Cabaret, non sicuramente l’Opera Italiana o la Sinfonia. Non serve che arrivi un Paolo Bonolis a dirci che la canzone italiana deriva dall’Opera Italiana. NON E’ VERO. La canzone italiana deriva DALLA CANZONE ITALIANA, che è sempre esistita (“La biondina in gondoletta”, ad esempio, era una canzone carinissima molto di moda nel 1800). La canzone Italiana ha sicuramente ereditato dai mezzi espressivi dalla musica colta: abbiamo detto che i due ambiti si influenzano a vicenda. Ma ciò non toglie che vi siano differenze abissali tra Opera e canzone italiana in termini di complessità e di radici culturali. Anche la musica contemporanea ha ereditato dei mezzi espressivi dalla musica pop: le modalità di emissione vocale, l’uso dell’elettronica, l’attenzione al problema ritmico. All’interno, però, di un linguaggio infinitamente più articolato e semanticamente più ricco.






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