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MUSIKEY LUGLIO 2009
Autore: Mdi Ensemble
Data: 08.08.2009

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Questo mese...  

Il compositore: Fenomeni contemporanei
di Alberto Moretto
Tema del mese: Metodi didattici contemporanei

Il Libro: Musica per gioco
Il Provocatore
di Alessandro Dolci    


Il compositore.
Fenomeni contemporanei.
di Alberto Moretto
 

images_4_01I “bambini prodigio” costituiscono da sempre oggetto di attenzione da parte del grande pubblico. E se all’inizio è mera curiosità a spingerci verso di loro, non ci si può in seguito esimere dal restare a bocca aperta dinanzi questi piccoli corpi, ardenti d’arte e di talento. Siamo consci che spesso, dietro i piccoli fenomeni da palcoscenico, si nasconda la bruciante ambizione di un genitore frustrato, e che l’arte, ladro misterioso e senza scrupoli, stia sommessamente trafugando la loro preziosa infanzia; ma non possiamo evitare di ricordare quelli tra loro che realmente hanno contribuito ad alimentare la fulgida fiamma di Euterpe, e che per sempre hanno cambiato la storia. Ma chi, oggi, può considerarsi successore di quel Mozart che all’età di dodici anni aveva già incantato le corti di tutta Europa con le sue composizioni di apollinea luminosità e carattere? Tra i nomi più citati, due spiccano sugli altri, per il mostruoso curriculum che li accompagna in ogni nazione del mondo: Alexander Prior e Jay Greenberg.  
Compositore e direttore d’orchestra, Alex Prior (16 anni) è oggi considerato l’astro nascente della musica classica. Nato da padre inglese e madre russa, ha iniziato a comporre all’età di otto anni, completando fino ad oggi 40 lavori, tra sinfonie, concerti, due balletti, due opere ed un Requiem dedicato ai bambini di Beslan. Studia attualmente al Conservatorio di San Pietroburgo, sotto la guida di Boris Tichenko per la composizione e di Alexander Alexeev per la direzione d’orchestra.
I suoi lavori, eseguiti in tutto il mondo da importanti orchestre di fama internazionale, hanno incontrato il favore del grande pubblico, riunendo il carattere maestoso dei grandi maestri russi, un’orchestrazione densa ed una forse eccessiva concentrazione di temi ad alto carattere emozionale. Nella sua madre patria, l’Inghilterra, è considerato una vera celebrità, forse anche grazie all’apporto di numerose apparizioni televisive, l’ultima delle quali l’ha visto protagonista di un’intera trasmissione in tre puntate, su uno dei canali di punta dell’etere britannico.
  L’altro piccolo prodigio è Jay Greenberg, cha a soli 15 anni, possiede una consolidata fama di compositore in tutto il mondo. Inizia a dedicarsi seriamente agli studi di composizione nel 1999, giungendo ben presto ad essere ammesso alla più prestigiosa accademia musicale degli Stati Uniti d’America, la Juilliard Music Academy. È il più giovane compositore ad avere un contratto con la casa discografica Sony Classical, e i suoi concerti sono eseguiti da alcune tra le più importanti personalità del mondo musicale. Nelle sue composizioni è inequivocabile il richiamo all’epoca classico – romantica, sia nelle atmosfere che nei colori orchestrali.   Domande sorgono spontanee all’incontro con la musica di questi due giovanissimi fenomeni, e non riguardano il loro indubbio talento.
Sono veramente loro il futuro della musica classica? È nelle loro mani che verrà plasmata l’arte del domani? O essi rappresentano solamente un prodotto commerciale verso cui la morbosa curiosità del pubblico si affievolirà inesorabilmente col tempo? È forse nelle loro romanticheggianti composizioni che si dissolve la ricerca di nuovi linguaggi?
  Solamente il domani potrà rispondere a questi quesiti.
Non dobbiamo però crearci troppe illusioni a proposito: per ogni Mozart, centinaia di “bambini prodigio” aspettano invano il proprio momento.
   


Tema del mese. Metodi didattici contemporanei  

imm_1E’ universalmente riconosciuto che l’ascolto e la pratica musicale siano ottimi stimolatori per i bambini e li aiutino a crescere in maniera sana, curiosa e viva.
Oggi i tradizionali metodi didattici di derivazione romantica sono ormai superati e le migliori scuole e accademie propongono delle metodologie innovative e più attuali, in linea con le esigenze del nuovo ascoltatore e musicista moderno. Se non tutti i bambini diventeranno i Paganini di domani certo è indubbio che un approccio musicale sin dalla tenera età non può far altro che giovare all’animo grezzo dell’infante, trasmettendogli le basi della disciplina, della sensibilità e dell’intelletto.   Si spazia dall’Orff-Schulwerk al metodo Dalcroze, basati sulla relazione e l'importanza tra musica e movimento, dalla Music Learning Theory di Gordon al metodo Suzuki.  
Carl Orff tiene in particolare considerazione il fattore ritmico nella sua totalità, quindi la sua importanza nel movimento, nella voce e nella musica strumentale, attraverso l’insegnamento della musica elementare.
Musica elementare è musica a misura di bambino, comprensibile e accessibile attraverso l'utilizzo della scala pentatonica (ad esempio Do Re Mi Sol La).
« La musica per bambini nasce lavorando con i bambini e lo Schulwerk vuole essere stimolo per un proseguimento creativo autonomo, infatti esso non è definitivo, ma in continua evoluzione. »
Lo Schulwerk oggi è diventato il mezzo attraverso il quale il bambino si avvicina alla musica "facendola", usando mezzi da lui conosciuti, attraverso uno strumentario formato da strumenti a percussione ritmici (tamburi, tamburelli baschi, campanacci, triangoli, piatti, legni, reco reco…) e strumenti a percussione melodici (metallofoni e xilofoni), conte, filastrocche e detti, incoraggiandolo a trovare un nuovo accesso a nuove esperienze musicali e sollecitando la sua fantasia.
Nello stesso tempo viene sviluppata la sua formazione generale, individuale e sociale: coordinazione motoria, fantasia, senso critico, inserimento nel gruppo, confronto non competitivo.   Anche Dalcroze in Svizzera fonda un metodo di didattica musica basato sul rapporto tra suoni e movimento.
La Ritmica, disciplina fondamentale di questo metodo, consiste nel mettere in relazione i movimenti naturali del corpo, il linguaggio musicale e le facoltà di immaginazione e di riflessione. In questo modo la coscienza del legame esistente fra percezione e azione si acuisce e le capacità espressive del corpo si ampliano e si diversificano favorendo di pari passo l’arricchimento del pensiero musicale. Inoltre, facoltà diverse quali la riflessione, la memoria e la concentrazione, come anche la spontaneità e la creatività, vengono esercitate in modo armonioso. "…l’elemento fondamentale, maggiormente legato alla vita e all’arte del suono è il Ritmo! Il Ritmo dipende esclusivamente dal movimento e trova l’esempio perfetto nel nostro sistema muscolare."
I diversi aspetti del discorso musicale vengono percepiti e espressi con il movimento, stimolati e sostenuti dall’improvvisazione pianistica/vocale/strumentale dell’insegnante il quale adegua costantemente la musica alle capacità ed ai progressi degli allievi tenendo conto della loro individualità e possibilità espressiva.
  Frutto di più di quaranta anni di ricerca svolti in diverse università americane, è poi la Music Learning Theory di Gordon che si inserisce nel quadro delle più moderne teorie dell’apprendimento. Essa rappresenta un contributo fondamentale in grado di cambiare molte cose nel campo della didattica musicale. Il presupposto fondamentale di questa teoria sta nell’assunto che la musica può essere appresa secondo gli stessi meccanismi di apprendimento della lingua materna. Il bambino, pertanto, dovrebbe essere avvicinato alla musica fin dai primi giorni di vita per sviluppare il senso della sintassi musicale, premessa indispensabile per trarre i massimi benefici dalla successiva istruzione formale. Le ricerche di Gordon, dimostrano che l’attitudine musicale, innata in ogni individuo, si sviluppa nei primi anni di vita a contatto con l’ambiente musicale in cui si vive. Ed è la qualità di questo ambiente ad influenzare il potenziale di apprendimento musicale del bambino in modo evidente nei primi tre anni di vita e via via in modo minore fino ai nove anni di età circa, momento in cui il potenziale si stabilizza. E’ dunque importantissimo iniziare il percorso di educazione musicale in età neonatale. Il materiale didattico proposto, per prima cosa, è costituito da canzoni e canti ritmici senza testi che rispondono a tre criteri fondamentali: varietà, complessità e ripetizione. Durante le “lezioni” i bambini fin da due o tre mesi vengono lasciati liberi in un’aula priva di giocattoli od oggetti fisici, ma piena solo di canzoni, suoni e canti ritmici. L’uso della voce e del corpo in movimento, più che di strumenti e strumentini da far suonare ai piccoli allievi, arricchisce il quadro di una metodologia che si focalizza nei concetti di guida informale ed educazione più che di insegnamento. La verbalità è bandita, soltanto musica cantata e movimenti liberi e fluenti, spontaneamente ispirati dalla musica. La risposta dei piccoli è sorprendente.
Il lavoro di Gordon va a colmare un vuoto nel campo dell’apprendimento musicale, allineandosi a quegli studi condotti in altri campi dello sviluppo del bambino, nei quali pensatori come Montessori, Pikler, Goldschmied, Stern e altri hanno promosso da tempo una visione del bambino capace di apprendere in autonomia la realtà, in un contesto di rispetto dei suoi tempi e di comunicazione affettiva. Passare anche in musica dall’atteggiamento intrattenitorio e dall’idea del saggio di abilità acquisite alla promozione dello sviluppo musicale del bambino nel rispetto dei suoi naturali processi di apprendimento, rappresenta senz’altro un fondamentale passo in avanti.  
« Voglio creare bravi cittadini. Se un bambino ascolta buona musica dal giorno della sua nascita ed impara a suonarla da solo, allora svilupperà sensibilità, disciplina e pazienza. Ed otterrà uno splendido cuore. »
Queste sono parole di Shinichi Suzuki l’ideatore dell’omonimo metodo musicale, una vera e propria filosofia educativa, detta anche “educazione al talento” che lavora sullo studente, nutrendo di stimoli il suo ambiente e sviluppandone contemporaneamente sia la maturazione artistica e tecnica, sia la moralità ed il carattere.
Suzuki aveva compreso che proprio "l'imitazione" è alla base del processo d'apprendimento umano nei primi stadi della vita e, attraverso il metodo che egli chiamò "della lingua madre", dimostrò che si poteva insegnare ad un bambino così come gli si insegna a parlare: niente di più ovvio, eppure niente di più straordinariamente rivoluzionario per quei tempi (siamo nell’Europa degli anni Venti e Trenta) in cui il gran maestro giapponese ideava e codificava il metodo. Come, infatti, un bambino impara a parlare ascoltando e ripetendo continuamente le parole dette infinite volte dai genitori, così impara a suonare ascoltando e ripetendo continuamente un frammento musicale, un ritmo, una melodia che gli stessi genitori, "addestrati" dall'insegnante, gli proporranno nel corso della giornata affinché gli risultino familiari. Poiché la musica sarà a questo punto entrata a far parte in modo del tutto naturale della vita del bambino e della sua famiglia, diventerà per loro "metodo di vita", attraverso il quale verrà costruito il carattere, si coltiverà il buon gusto, si svilupperanno le buone maniere, si imparerà ad entrare in relazione con gli altri rispettando le regole, ma anche affinando la sensibilità; soprattutto si troverà in essa quella compagnia che non verrà mai meno, ancor più se si sarà in grado di suonare uno strumento.    


Discografia a cura di Alberto Moretto e Alessandro Dolci

imagesAEON 0208
BRUNO MANTOVANI:
D'un reve parti (1999), Jazz connotation (1998) per piano, Danses interrompues (2000), Bug (1997) per clarinetto, Appel d'air (2000) per flauto e piano, Fruh (1998) per flauto (Ensamble Alternance) 

ERATO

LUCIANO BERIO

Sinfonia
 

DGC
PIERRE BOULEZ
Repons, ensemble InterContemporain
   


I siti

http://www.mdiensemble.com/

http://www.alessandrodolci.it/
http://www.newmade.org/



Il libro. Musica per gioco

AA.VV. a cura di Franca Mazzoli

Collana EDT/SIEM

La musica come gioco, invenzione, scambio: i presupposti pedagogici e metodologici del lavoro a progetti e le indicazioni operative che il testo raccoglie suggeriscono nuovi modi per realizzare a scuola situazioni stimolanti per l'apprendimento musicale basate sull'esplorazione, la rielaborazione, l'invenzione collettiva. Un "giardino sonoro" che i bambini possano vivere attivamente, muovendosi e giocando in tutta libertà; uno spazio in cui produrre rumore senza le consuete limitazioni imposte dagli adulti: vasi, barattoli, imbuti, tegami, mille oggetti d'uso quotidiano si trasformano in magici strumenti con cui costruire tunnel sonori e capanne per l'ascolto; la realizzazione di un videoclip, l'ascolto come possibilità di riflessione sulle proprie competenze musicali. Dall'esperienza diretta dei quattro autori un testo che delinea in modo chiaro ed esaustivo i criteri per costruire un ambiente che, privilegiando il gioco, mantenga inalterato il piacere dell'esperienza musicale.  


In evidenza. NEW MADE - un ensemble per il teatro musicale contemporaneo
 

images_3Il NEW Music And Drama Ensemble è una compagnia specializzata nell’allestimento di spettacoli contemporanei, nella quale interagiscono diverse forme espressive, quali la musica, il teatro e la danza.
Il NEW MADE realizzerà un concerto il 9 luglio presso il Conservatorio di Milano, con la prima esecuzione di un lavoro del compositore Luis Bacalov appositamente composto per la formazione e dedicato al direttore artistico dell'ensemble, la pianista e compositrice Rossella Spinosa. Seguirà, sempre in estate, una mini rassegna di tre concerti nell'ambito della manifestazione "Navigli Classica". Il gruppo raccoglie l’eredità del Tema Ensemble, formazione cameristica specializzata nella musica classica contemporanea, che ha realizzato opere di numerosi compositori: Rocco Abate (prima assoluta di "Ma chi sei tu?"), Roberto Andreoni (prima assoluta di “The Antennae of thought that listens”), Luis Bacalov (prima assoluta di “fff”), e molti altri.
Di prossima pubblicazione alcuni lavori discografici per VDM Records / RaiTrade e Centro Musica Contemporanea, nonchè la partecipazione ai Festival ed alle Stagioni di Venezia, Acqui Terme, Torino, Brescia, Aosta.

   
I concerti
 

images_2_01Aula Magna di Villa Simonetta - via Stilicone 36, Milano -  Lunedì 6 luglio dalle ore 10.00 alle ore 17.30
Prova aperta con Helmut Lachenmann
Accademia Internazionale della Musica in collaborazione con associazione musicAdesso Musiche eseguite da Mdi ensemble (Paolo Casiraghi clarinetto, Giorgio Casati violoncello, Luca Ieracitano pianoforte)
 

Musica contemporanea a Senigallia Si svolgerà dal 19 luglio al 4 ottobre 2009 la XVIII° edizione della rassegna marchigiana

Auditorium S. Rocco di Senigallia – domenica 19 luglio 2009 - ore 21,30
"poesia contemporanea in musica" incontro e concerto monografico dedicato alla Poetessa FRANCESCA MERLONI Massimo Mazzoni – sassofoni, Fausto Bongelli – pianoforte, Francesca Merloni – voce recitante

Auditorium S. Rocco di Senigallia – mercoledì 22 luglio 2009 - ore 21,30 "I linguaggi del pianoforte e della parola" Concerto e presentazione del CD della pianista Elitza Harbova voce recitante Mauro Pierfederici

Cortile della Biblioteca Luca Orciari di Marzocca – domenica 26 luglio 2009 - ore 21,30 "letteratura, musica e teatro " Recital con attori e musiche con l' EnsembleContemporanea MAC presentano I miti greci e Pavese in occasione del 100° anno dalla nascita dello scrittore Cesare Pavese. In collaborazione con la Biblioteca Luca Orciari di Marzocca e il Centro Sociale Adriatico di Marzocco  

Fin dal 1991, anno di fondazione, l'Associazione Musica Antica e Contemporanea sorta in Senigallia con lo scopo di divulgare la passione per la musica in genere, ma soprattutto la conoscenza della musica contemporanea, ha curato la realizzazione di una Rassegna interamente dedicata ai talenti della nuova musica: "MUSICA NUOVA FESTIVAL" è stata e continua ad essere una utilissima occasione d'incontro tra autori ed esecutori prestigiosi e pubblico, che in diciotto anni di attività ha seguito con grande interesse e partecipazione gli appuntamenti proposti.
L'Associazione ha così prodotto manifestazioni di rilievo con la formula dell'incontro diretto tra musicisti e pubblico: autori come Ennio Morricone, Franco Donatoni, Salvatore Sciarrino, Ada Gentile, Francesco Pennisi, Roman Vlad, Giorgio Gaslini, Vittorio Fellegara, Giacomo Manzoni, Luciano Chailly, l'Orchestra A. Toscanini, per citarne solo alcuni, critici come Enzo Restagno, Renzo Cresti, sono stati protagonisti di seguitissime serate.
"MUSICA NUOVA FESTIVAL", rassegna unica nel suo genere, contribuisce a radicare la musica contemporanea in una ricca e varia realtà già esistente nella città di Senigallia, nel contempo a promuovere le risorse turistiche della città attraverso l'utilizzo, ai fini culturali, dei siti storico-architettonici più significativi di Senigallia. Gli scorsi anni, alcuni autori contemporanei hanno appositamente composto musiche su liriche di grandi poeti viventi come Edoardo Sanguineti , Mario Luzi, Franco Scataglini e Maria Luisa Spaziani, Angelo Ferracuti, Umberto Piersanti, Gianni D'Elia, Patrizia Valduga, Giancarlo Trapanese, Carlo Lucarelli, Dacia Maraini, con effetti davvero suggestivi.
Altrettanto entusiasmanti sono stati gli appuntamenti dedicati alla danza, alla pittura, al teatro, all'arte in genere in connubio con la nuova musica colta, a tal proposito sono stati ospiti diversi artisti come Pier Augusto Breccia, Giovanni Schiaroli, Mario Giacomelli, Mariano Sigillo.
Inoltre l'associazione ha prodotto diversi CD dedicati ai poeti di cui sopra e ad ensemble strumentali.    

Il Provocatore di Alessandro Dolci
 

Se la nostra beneamata modernità, con le sue contraddizioni, i suoi drammi e anche le sue bellezze, è rappresentata in musica da due grandi avventure: musica colta-contemporanea, e musica pop, recuperiamo il piacere di ascoltarcele tutte e due, prendendo da ognuna ciò che di buono può dare A NOI. Ma in tutto ciò dove sta l’ “avanguardia”?   Non esiste. Dopo il 1945 e dopo che Duchamp ha chiuso il discorso mettendo i baffi alla Gioconda e mostrandoci (non lo ringrazieremo mai abbastanza) che anche un orinatoio può essere arte, parlare ancora di “avanguardia” è una vera e propria barzelletta che non fa ridere, esattamente come parlare di Arte.  Esiste soltanto la comunicazione. Al mondo d’oggi esistono soltanto persone CHE FANNO e persone dai nomi altisonanti che NON FANNO NULLA e continuano a blaterare a vanvera inventandosi la parola “avanguardia” per mettere a tacere chi prende l’arte (e senza quella irritante A maiuscola) ancora SUL SERIO. La serietà, oggi, fa molto più paura della provocazione. E possiamo anche capire il perché. Perché a ben vedere, cosa fanno i nostri Venerandi Maestri Liberali? Non fanno altro che continuare, ossessivamente, a mettere baffi alla Gioconda. E BASTA! Continuare ad infierire sui cadaveri lasciati da ben altri condottieri non è un’attività molto intelligente. Come diceva Pierre Boulez: ”Non serve mettere baffi alla Gioconda, serve distruggerla con atti reali”. Boulez era un provocatore nato. In realtà quello che ci vuol dire è che quando il passato è stato TUTTO assimilato, quando irradia tutta l’attività del presente, non c’è bisogno di esserne ossessionati.  Bisognerebbe ricordarsi che in quelli che i nostri Venerandi Maestri Liberali consideravano gli “anni d’oro” della musica (l’epoca di Bach o di Mozart), la musica composta 50 anni prima era considerata vecchiume. Si studiava nelle accademie ma non veniva nemmeno eseguita.
Chiudo con qualche riga (stupenda) di e.e cummings:
“Queste poesie sono per te e per me e non sono per i più – inutile pretendere che i più e noi ci assomigliamo. I più hanno con noi in comune meno della radicequadratadimenouno. Tu e io siamo esseri umani; i più sono degli snob. Prendi la faccenda del nascere. Cosa significa nascere per i più? Irriducibile catastrofe. Rivoluzione sociale. L’aristocratico colto sbalzato dal suo superpalazzo iperesclusivo ultravoluttuoso, e gettato in un incredibilmente volgare campo di concentramento formicolante di ogni immaginabile specie di organismi indesiderati. I più sognano una tuta garantita anticoncezionale d’indistruttibile apersonalità. Se i più dovessero nascere due volte improbabilmente lo chiamerebbero morire – tu e io non siamo degli snob. Noi non possiamo mai nascere abbastanza. Siamo esseri umani; per cui la nascita è un mistero che avviene solo quando siamo fedeli a noi stessi. Tu e io portiamo la pericolosamente comoda veste del fato e troviamo che ci dona. La vita, per noi eterni, è il presente, e il presente è troppo occupato ad essere un po’ di tutto per sembrare qualcosa, catastrofico incluso.”
Era il 1938: ora siamo nel 2009, e la situazione nei Sacri Templi della Cultura, non è cambiata per nulla. Semmai è peggiorata. Solo, ci abbiamo fatto l’abitudine. Peccato.

fklineblackawhite1954_01Volete un consiglio sulla colonna sonora più adatta per il mio articolo?

Un paio di soluzioni:

-          Sinfonia di Luciano Berio: uno straordinario esempio di Pop art musicale (un collage di linguaggi e stilemi differenti uniti da una sapienza di scrittura sopraffina) (disco ERATO, diretta da Pierre Boulez).
-          Repons di Pierre Boulez, il Jackson Pollock della musica, il genio ribelle che nel 1948 produsse un terremoto nel mondo musicale con una musica torrida  che “violenta” l’ascoltatore senza possibilità di scampo, come l’Espressionismo Astratto Americano (disco DGG, Ensemble InterContemporain diretto sempre da Boulez).  





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