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MUSIKEY SETTEMBRE 2009
Autore: Mdi Ensemble
Data: 11.09.2009

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Questo mese...



images8Il compositore: Einaudi e Ianne: i minimalisti
Tema del mese:
Il minimalismo musicale
Discografia
a cura di Alberto Moretto
Concerti:
MDI Ensemble a Chiasso ne La Via Lattea


Il compositore. Einaudi e Ianne: i minimalisti
Questo mese affrontiamo la corrente artistica del minimalismo, i suoi risvolti in musica, i significati nella contemporaneità, attraverso la presentazione di due figure italiane rappresentative di tale movimento: Ludovico Einaudi e Stefano Ianne.

Ludovico Einaudi, compositore torinese e pianista nazionale, figlio del noto editore Giulio Einaudi e nipote del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, inizia la sua carriera di musicista nel jazz rock, entrando in un complesso torinese con il quale incide due album pubblicato dalla Cramps. Nel frattempo continua gli studi classici, diplomandosi al Conservatorio Verdi di Milano con Azio Corghi. Prosegue gli studi con Luciano Berio e nel 1982 riceve una borsa di studio per recarsi al Festival di Tanglewood, USA.
La sua carriera come musicista classico inizia con varie composizioni sia orchestrali che da camera, che verranno eseguite al Teatro alla Scala, al Maggio Musicale Fiorentino, al Festival di Tanglewood, al Lincoln Center di New York, nella Queen Elisabeth Hall, l'IRCAM di Parigi, la Saint Paul Chamber Orchestra, Settembre Musica, l'UCLA Centre for Performing Arts, il Budapest Music Festival e altri.

Scrive per vari settori, in particolare cinema e teatro, componendo nel 1988 l'opera teatrale Time Out; dopo questa prima positiva esperienza con la danza realizza nel 1990 The Wild Man per la Oregon Dance Company, poi Emperor nel 1991.

Stanze
, del 1992, è una raccolta di 16 pezzi per arpa, composti nel corso di tre anni e definiti dall'autore «spazi musicali separati l'uno dall'altro come le stanze di una casa».

Più tardi fonda l'Einaudi Electric Ensemble, un gruppo di cinque musicisti di cui lui stesso fa parte come pianista.

Nel 2007 compone ed esegue per l'album Dormi Amore, la situazione non è buona di Adriano Celentano il "Prologo di un amore finito" del brano "Hai bucato la mia vita". Il 6 dicembre riceve a Cosenza il "Riccio d'Argento" della XXI edizione di "Fatti di Musica", la rassegna del miglior live d'autore diretta da Ruggero Pegna.


Stefano Ianne, compositore e pianista padovano è anche un editore a livello nazionale.

Nel novembre 2006 crea l’opera Variabili Armoniche, album registrato in studio con un ensemble ad hoc di 30 elementi orchestrali e con la partecipazione di Valter Silvilotti in qualità di elaboratore orchestrale e di Simone d’Eusanio.

La sua musica fa capo alla corrente americana del minimalismo inquinato da pathos romantico di cui i maggiori esponenti sono John Adams, Stve Reich e Philip Glass.

Da questo primo album il brano Aurore è stato scelto come colonna sonora dello spot di Acqua Panna in onda dal 1°giugno 2008.

Nell’aprile 2008 esce l’opera Elephant, registrata in live al Teatro Dal Verme di Milano con l’orchestra de I Pomeriggi Musicali e con la partecipazione di Rolf Hind (John Adams compositore, London Sinfonietta). Il concerto è dedicato alla lotta che l’Unicef sta portando avanti per ridurre la mortalità dei bambini a causa dell’aids. È presente nell’album una traccia video d’animazione della storia di ”Elephant”, ambientata a Parigi ai primi del Novecento.

Sempre nel 2008 i brani Flying e Concerto per violino quarto sono la colonna sonora di Beket film del regista surrealista Davide Manuli, in concorso al Festival di Locarno. Questi brani fanno parte della terza opera di Ianne dal titolo Mondovisioni uscita a febbraio 2009 e che vede la partecipazione di Antonella Ruggiero.

Da gennaio 2009 è un artista Rai Trade.

Stefano Ianne è anche editore e ideatore, insieme a Roberto “Freak” Antoni, del fumetto bimestrale Freak ispirato alla vita del leader e vocalist del gruppo rock demenziale Skiantos.

Due personaggi rilevanti nel panorama artistico e musicale odierno, Einaudi e Ianne sono autori eclettici, innovativi, che non si limitano ad esprimersi nella musica ma anche attraverso la letteratura, il cinema e il teatro.
Un’arte globale quella del nostro tempo, l’arte che raccoglie e fonde tutte le arti e fa nascere il nuovo mondo della contemporaneità dove ognuno di noi, proprio per la varietà con cui si presenta, può cercare e trovare il suo spazio interiore.


images5Tema del mese.

Il minimalismo musicale Il minimalismo musicale, importante sorgente espressiva della musica della seconda metà del '900, analogamente e parallelamente al minimalismo delle arti visive, è nato negli Stati Uniti, principalmente sull'onda creativa di Philip Glass, Steve Reich, La Monte Young e Terry Riley, il cui brano In C del 1964 è da alcuni considerato la pietra miliare del movimento espressivo. Da subito si è imposto con modalità e gesto musicale originali, che si affrancavano completamente dall'evoluzione delle scuole musicali europee, a partire dal cammino della scuola seriale di Vienna, fino a giungere allo sperimentalismo di musica elettronica, aleatoria e concreta maturate principalmente nelle scuole di Darmstadt e Parigi.

L'architettura della musica minimale si sviluppa su cellule melodiche brevi e semplici, e su figure ritmiche immediate, e dipana il discorso creativo sulla ripetizione, spesso ossessiva, di tali moduli, mentre il castello armonico e timbrico si evolve a formare la chiave espressiva dell'opera, utilizzando talvolta strumenti di raro utilizzo e sonorità inusuali, con la complicità dell'elettronica e della musica popolare.
Nella maturazione di questa modalità vi è un riferimento a formule musicali tipiche della musica etnica proveniente da aree sociali nelle quali il ritmo e il suono percussivo erano caratteristiche strutturali, come nella musica della zona centrafricana. Ma lo spunto è soltanto una cellula intellettuale dalla quale generare forme che permettono chiavi espressive interessanti e diversificate.

Philip Glass, considerato l'autore di riferimento della corrente musicale, interpreta il minimalismo nel modo più puro, e le sue opere sono paradigmatiche nella ricerca espressiva della corrente.
Steve Reich utilizza la modalità minimale con grande fedeltà, per comporre però opere contaminate dall'interazione con diverse forme espressive, con l'influsso di spunti filosofici nel gesto creativo, e con un sensibile intento di ricerca ed innovazione. Reich è inoltre l'autore di un breve saggio dal titolo "music as a gradual process" che ben sintetizza la prassi compositiva minimalista.

John Adams
utilizza la modalità comune della corrente per comporre opere, spesso con il contributo vocale, il cui intento espressivo è spesso connesso a maglie strette con la realtà sociale e politica in cui è immersa la società a lui contemporanea.

Nelle creazioni dell'inglese Michael Nyman invece la modalità del minimalismo è stata abilmente utilizzata per la costruzione di forme di più semplice fruibilità. La sua musica ha riscontrato un maggiore impatto su un vasto pubblico, con una frequente interazione con il mondo del cinema per la realizzazione di colonne sonore.

Nell'ambito della musica europea della seconda metà del ‘900 e dei giorni nostri il minimalismo ha più o meno indirettamente influito sulla creazione di alcuni autori, prevalentemente di area slava o balcanica, e tendenzialmente orientati ad una creatività mistica. La musica del polacco Henryk Górecki è quella che maggiormente mostra i segni dell'influenza minimalista, ed alcune delle sue creazioni rispettano abbastanza fedelmente le modalità strutturali della corrente. L'estone Arvo Pärt mostra in molte sue opere un'affinità con il minimalismo, più nell'intento creativo che nel rigoroso rispetto dell'architettura musicale. L'olandese Louis Andriessen fa proprio il concetto di "ripetizione" tipico della musica minimalista, installandolo però su un tessuto musicale affatto personale, spesso molto cromatico (a differenza degli autori americani, prettamente diatonici).

In Italia negli anni '90 è stato significativo il connubio tra filosofia minimalista e monodia gregoriana attuato da Gianmartino Durighello in opere prevalentemente vocali, alla ricerca di una profonda suggestione mistico-religiosa.

Attualmente in Italia il minimalismo si esprime soprattutto con Ludovico Einaudi e Stefano Ianne. Il primo si esprime prevalentemente con melodie pianistiche minimali impreziosite da cenni elettronici (album "Divenire" 2006 - Decca) pertanto affine alla scuola di stile europeo; il secondo è decisamente sinfonico (album “Variabili Armoniche" 2006 - Artesuono Fenice D.M.) nel quale infinite variazioni e microvariazioni rinnovano i temi musicali, più vicino alle posizioni americane. Un minimalismo come metafora dei tempi, logorati dalla ripetizione. Entrambi sono estremamente evocativi.

Discografia a cura di Alberto Morettoimages2
FRANCESCONI Luca
Etymo - Da Capo - A fuoco - Animus
Barbara Hannigan
Pablo Marquez
Benny Sluchin
Ircam
Ensemble intercontemporain
Direction Susanna Mälkki
KAIROS 0012712KAI

COHEN Denis
Transmutations - Jeux - Il sogno di Dedalo
Ensemble intercontemporain
Direction Denis Cohen
1994
REF : UNIVERSAL 465 304 2

FERNEYHOUGH Brian

Music for Flute
Kolbeinn Bjarnason, flute piccolo and bass flute
Valgerdur Andresdottir, piano
2002
REF : Bridge B00006JJ56

FEDELE Ivan

Chord - Richiamo - Duo en résonance - Primo Quartetto (per acordar) - Imaginary Sky-Lines
Ensemble intercontemporain
Direction David Robertson
1998
REF : UNIVERSAL 465 774 2


I siti http://www.mdiensemble.com/

http://www.teatrodeltempo.ch/

http://www.concorsocomposizione-manoni.com/


images7Il libro. Scultori di suono. Percorsi nella sperimentazione musicale contemporanea di Daniela Cascella, 2009, 157 p., Editore Tuttle - collana Libri di Harry

Scultori di suono: percorsi nella sperimentazione musicale contemporanea" raccoglie una serie di percorsi attraverso i grandi cambiamenti avvenuti nella sperimentazione non ortodossa e nel modo di fare e di pensare il suono negli anni Novanta: la glitch music e la rivoluzione ‘riduzionista’, i primi segnali di ‘dissenso’, il ritorno della melodia, il rapporto tra suono e spazio, le poetiche della frammentazione, della decadenza, della memoria.

I musicisti in questione hanno raggiunto una maestria nell'assemblare i suoni che nasce da un confronto intenso, ostinato, con il proprio strumento espressivo: il fatto che lo strumento in questione non sia più (o non più esclusivamente) un pianoforte o una chitarra con cui interpretare uno spartito, ma un software musicale o un oggetto da sfregare per trarne rumori, una serie di vecchi vinili da mandare in loop o la giusta porzione di onde radio, non legittima alcun tipo d'approssimazione o di superficialità nell'assemblaggio del suono stesso. Dal momento in cui il suono, espanso attraverso gli strumenti più diversi, si apre ad una miriade di possibilità, il controllo attento della materia sonora così legittimata è ancora più necessario e richiede una fineza di tocco particolare. ricordiamo le parole di Morton Feldman citate da Cage: “ Ora che le cose sono tanto semplici, c'è tanto da fare ”. Il pericolo insito non soltanto nella diffusione della tecnologia digitale legata al suono, ma anche nel rendere ogni oggetto un potenziale generatore di suoni, sta nell'approsimazione. oggi apprentemente tutti possono fare musica, ma quanti ci riescono ?”

I concerti
Sabato 5 settembre 2009 ore 22.00, Cinema Teatro - Chiasso

La Via Lattea
George Crumb
- Night of the Four Moons

mdi ensemble: Sonia Formenti, flauto
Virginia Arancio, chitarra
Giorgio Casati, violoncello
Simone Beneventi, percussioni
Luisa Castellani, soprano
Yoichi Sugiyama, direttore



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53. Festival di Musica Contemporanea. Il corpo del suono - Venezia

Venezia capitale della musica: dopo l'Esposizione Internazionale d'Arte Contemporanea, la città lagunare ospiterà anche il 53. Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia. Il Festival, intitolato Il corpo del suono e diretto da Luca Francesconi, si svolgerà dal 25 settembre al 3 ottobre presso il Teatro delle Tese dell'Arsenale. Proseguendo il percorso avviato lo scorso anno dal nuovo direttore Luca Francesconi, la Biennale Musica diventa il palcoscenico delle diverse tensioni espressive che attraversano il nostro tempo mettendole a confronto con le esperienze del passato che hanno lasciato il segno. Il programma del festival comprende 73 compositori da tutto il mondo, 87 esecuzioni e 26 novità di cui 16 assolute. Come ogni anno, tra i molti eventi collaterali ci saranno installazioni, incontri, laboratori e convegni. Due i filoni principali del Festival Internazionale di Musica Contemporanea: da un lato la musica futurista, quella concreta, o quella elettronica, fino alle sue più recenti propaggini tecnologiche – ovvero quella musica che immette materia, imperfezione, corpo e “sporca” l’universo sonoro allargandone infinitamente gli orizzonti; una musica che modifica, amplifica, inventa il suono, oltrepassando il confine con il rumore; dall’altro lato la musica etnica intesa in tutta la sua più ampia accezione storica e geografica, tutta quella musica che da sempre nasce in relazione con il corpo e con la terra. Il 27 ottobre presso il Teatro alle Tese verrà consegnato il Leone d'Oro alla carriera al compositore ungherese György Kurtág, uno degli autori più originali del panorama musicale internazionale.

Concorsi. Concorso di Composizione “Antonio Manoni”

Si terrà a settembre il Concorso di Composizione “Antonio Manoni”, nell’ambito del MUSICA NUOVA FESTIVAL di Senigallia, sotto la direzione artistica della compositrice Roberta Silvestrini. Il concorso, che si propone di promuovere la nuova musica, i nuovi compositori, e gli organici strumentali insoliti, è aperto a tutti i compositori con piena libertà di stile: tonalità, atonalità, serialismo, modalità, strutturalismo, ecc. Faranno parte della Giuria illustri compositori ed esecutori, tra cui il Presidente Luigi Ferdinando Tagliavini, uno dei più grandi maestri organisti viventi, compositore e profondo conoscitore di tutti gli organi antichi e moderni. Il concorso è rivolto a composizioni per i seguenti organici: “Organo solista”, “Flauto traverso”, “Pianoforte solista”, “Duo Flauto e Organo”, “Duo Flauto e Pianoforte”. Per informazioni: www.concorsocomposizione-manoni.com

In evidenza. Il C.A.M. Aureliano

Il C.A.M.AURELIANO dal 1973, anno della sua istituzione, ha sempre avuto come principale obiettivo il "far musica insieme" con la voce e con gli strumenti. Fulcro della sua attività è sempre stata la coralità considerata strumento essenziale di educazione con la musica. E in questo spirito l'Associazione si è mossa su un duplice binario: la particolare attenzione alla vocalità infantile e la ricerca di nuovi repertori. Non accontentandosi della ricerca sul già edito, italiano e straniero, l'AURELIANO ha sempre cercato la collaborazione di musicisti italiani stimolandoli alla composizione di brani specifici che - oltre ad una sostanza musicale di qualità - presentassero testi verbali interessanti e accattivanti e fossero didatticamente validi. Su questa linea, negli anni '80, i suoi cori associati (Piccoli Cantori e Coro Femminile) hanno cominciato a collaborare con vari compositori contemporanei (Domenico Guaccero, Egisto Macchi, Ennio Morricone, Giancarlo Schiaffini ed altri ancora) realizzando molte prime esecuzioni dei loro brani. Dal 1987 è stato organizzato il 1° Campus Musicale (giunto ormai alla XIII edizione) con seminari e laboratori sulla coralità contemporanea; nello stesso anno è iniziata la Rassegna di Musica contemporanea per Cori di Voci Bianche e nel 1991 è stato istituito il Premio di composizione PAOLO VALENTI - MUSICA E SPORT.


 













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