ArtKey Magazine | ArticoloIntervista a Gianfranco Matarazzo, direttore di GiaMaArt studio
Autore: Francesca Berardi
Data: 14.12.2009
Vai alla sede: GiaMaArt studio Abbiamo intervistato Gianfranco Matarazzo, direttore di GiaMaArt Studio, un progetto ambizioso e innovativo nato nel 2006 a Vitulano, nel cuore del Sannio. Francesca Berardi: GiaMaArt non nasce per essere una galleria tradizionale, esclusivamente finalizzata alla vendita. Ci puoi parlare del tuo progetto? Gianfranco Matarazzo: Il mio obiettivo non è mai stato quello di aprire una galleria commerciale, ma un centro di promozione e divulgazione dell’arte contemporanea dedicata principalmente alla giovane pittura d’immagine. F.B.: Quando hai fondato lo studio nel 2006, uno degli obiettivi era quello di creare una Kunsthalle del Sannio. Pensi di esserci riuscito o di essere sulla buona strada? G.M.:Credo che in questi poco più di 3 anni sono riuscito a gettare le basi necessarie per la creazione di una piccola Kunsthalle nel cuore del Sannio. Ma mi rendo conto che comunque c’è ancora tanto lavoro da fare prima di giungere alla realizzazione completa del mio progetto. F.B.: La tua galleria ha aperto poco tempo dopo ARCOS, il Museo d’Arte Contemporanea di Benevento. Si tratta di una coincidenza o piuttosto è il segnale di una nuova tendenza per l’area del Sannio? A tuo papere nella tua zona, così ricca di storia da valorizzare, si impiegano abbastanza risorse pubbliche per l'arte contemporanea? È una questione scottante un pò in tutta Italia, ma in certe aree le iniziative private vanno pari passo con un sempre maggiore investimento da parte delle istituzioni pubbliche. G.M.: Sicuramente si tratta di una coincidenza, poiché la nascita della GiaMaArt studio, non è altro che l’atto finale di un sogno che coltivavo da anni. Per quello che mi riguarda, le istituzioni sono molto distratte e disinteressate, forse perché le loro attenzioni spesso sono rivolte ad attività o proposte i cui caratteri identificativi si dimostrano diversi da quelli che io propongo. Infatti posso affermare che oltre a non aver avuto mai un aiuto economico da parte delle istituzioni, non ho riscontrato neanche la loro partecipazione a nessun evento da me realizzato. In parole povere “né oneri, né onori!”. Per quanto concerne il rapporto con il territorio posso esprimere un significativo senso di soddisfazione perché la mia breve attività, continua a riscontrare sempre più crescenti attenzioni. F.B.: Perché Vitulano e magari non il capoluogo, Benevento? Pensi di mantenere la tua sede esclusivamente qui, in questo piccolo centro ricco di storia, o di aprire anche da qualche altra parte? Penso per esempio alla galleria Continua, che ha aperto a San Gimignano, per poi arrivare fino a Pechino, una grande capitale dell’economia mondiale. G.M.: Ho scelto Vitulano, perché è il posto in cui sono nato e dove ho ben salde le mie radici. Inoltre qui ho a disposizione uno spazio che sarebbe difficile avere in una grande città. E’ chiaro che il mio obiettivo è quello di arrivare un giorno ad operare in un grande centro, continuando comunque a portare avanti il mio progetto a Vitulano. Sicuramente un grande centro offre molte più possibilità rispetto ad un paesino. Il successo della galleria Continua, lo ritengo per il momento, per ciò che mi riguarda, un progetto molto ambizioso, anche se non ti nascondo che è per me un grande onore già solo il paragone. ![]() F.B.: In questo momento alla galleria GiaMaArt è in corso la mostra “Imagine, la nuova visione della generazione anni ‘80”. Trattando artisti giovani e le nuove tendenze, porti avanti anche un’operazione di storicizzazione del contemporaneo, non credi? Una registrazione di quello che avviene tra le nuove generazioni, un tentativo di definizione in fieri. G.M.: Si, oltre a promuovere artisti giovanissimi, il mio obiettivo è quello di continuare a valorizzare anche il lavoro di artisti contemporanei di qualche generazione precedente. Ripenso con soddisfazione all’ultima edizione della Quadriennale di Roma, (sicuramente uno degli eventi più importanti del nostro paese per ciò che concerne l’arte contemporanea), dove su 100 artisti selezionati, ben 11 sono passati per il mio spazio. F.B.:Stando alle mostre che hai proposto è chiara la tua predilezione per la pittura e la scultura d’immagine, media tradizionali per eccellenza. Eppure tratti artisti molto giovani, certamente influenzati dalle ultime tendenze e tecnologie. Sei convinto che le migliori espressioni dell’arte contemporanea si riconoscano proprio in questi canali più tradizionali, ovviamente rinnovati come dimostrato fin dalla tua prima esposizione “Pittura Elettrica”, o semplicemente sono quelli che prediligi per gusto personale? G.M.:Non penso che le migliori espressioni dell’arte contemporanea si riconoscono esclusivamente nei canali più tradizionali, ma sono semplicemente quelli che prediligo per gusto personale. F.B: Conosco diversi artisti della mia generazione (anni 80), e molti si chiedono come muoversi per farsi conoscere e notare dalle gallerie. Tu promuovi artisti giovani, molto promettenti e con diverse mostre all’attivo, che tuttavia probabilmente non sono ancora all’apice della loro carriera. Giovani talenti che si stanno facendo strada e stanno guadagnando il favore della critica. Capita più spesso che siano loro a bussare alla tua porta o che tu venga a conoscenza del loro lavoro e decida quindi di contattarli? Che consiglio daresti a un giovane artista che vuole farsi conoscere? G.M.: A dire il vero, sono molto attento a ricercare sempre nuovi talenti, visitando mostre, consultando riviste di settore e navigando nel web, anche se mi capita tutti i giorni di ricevere telefonate e email di artisti che si propongono, ma ciò che per me è fondamentale è la valutazione del lavoro che portano avanti. Ad un giovane artista posso innanzitutto consigliare di credere tenacemente nel progetto che porta avanti poiché se è un lavoro di qualità prima o poi otterrà il giusto riconoscimento. F.B.:Com’è nata la tua passione per l’arte? Prima di fondare GiaMaArt lavoravi già in campo artistico, giusto? G.M.:L’amore per l’arte è innato in me, ma mi sono avvicinato a questo mondo quando ho apprezzato la Pop Art attraverso le opere di un giovane artista americano, Jean Michel Basquiat. Da quel momento ho sempre cercato di fare esperienze in questo campo, prima di tutto lavorando come assistente presso altre gallerie e poi dedicandomi alla progettazione e realizzazione di importanti mostre in spazi pubblici. F.B.: Oltre che gallerista e promotore, sei anche un collezionista? G.M.: Si, anche se piccolo. F.B.: Hai da poco compiuto 36 anni…cosa vorresti fare da grande? G.M.: Da grande, vorrei ritrovarmi maturo insieme ai miei artisti. F.B.: C’è una domanda che mi sono dimenticata di farti? G.M.:Me ne hai fatte pure troppe, di solito mi concentro molto più per fare che non per parlare. ![]() in copertina: Gianfranco Matarazzo |
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