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Rubrica 144 - Il ritratto di Dorian Gray. Cronaca irreale dell’acquisto reale di ’One day you will no longer be loved II (No.10)’
Autore: Stefano Riba
Data: 29.12.2009

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Gli artisti correlati: Dinos & Jake Chapman


Mi piacciono le cose antiche, raramente quelle moderne o contemporanee. Molti mi chiedono se è per via della bellezza classica. Quella che intendono loro è un concetto ormai obsoleto, quasi patetico. No, la bellezza decisamente non c’entra. Parlo di estetica, di qualcosa che smuove i sensi. Ruberei lo stipendio da titolare della cattedra di estetica a Oxford se non avessi capito i fondamenti dell’aesthetica di Baumgarten, del sublime di Burke o del perturbante di Freud.

Tutti concetti remoti che ormai quasi nessuno conosce, soprattutto gli artisti di oggi. Questo è uno dei motivi che mi spinge a non amare l’arte contemporanea. Gli altri sono la sua serialità, spesso la sua superficialità, e soprattutto il fatto che può sì aver passato il giudizio di critici e curatori, ma non ha ancora avuto l’ok più importante: quello di Chronos, il dio del tempo.

Tutti questi pregiudizi, quasi sempre motivati, mi hanno tenuto lontano da oggetti d’arte i cui autori non fossero morti da almeno un secolo. Ma come in tutte le cose della vita, ci sono delle eccezioni. La mia ha un titolo, “One Day You Will No Longer Be Loved II (No. 10)”, e un autore, anzi due, Jake e Dinos Chapman. Sono fratelli, sono ancora vivi e a quanto so godono di buona salute. Il loro lavoro non ha ancora superato il filtro del tempo, ma ha passato il mio e la cosa è sufficiente.

Cosa mi ha portato all’acquisto del loro lavoro è solamente il caso. Come ogni mese ho ricevuto il giornale del fondo per l’ospedale Harefield di cui sono sostenitore. A pagina dodici ho letto che il 16 ottobre da Sotheby’s a Londra nove artisti avrebbero messo all’asta dei loro lavori. Tutto il ricavato della vendita sarebbe andato in beneficenza. Seguiva una riproduzione fotografica delle opere. Ho guardato l’immagine di quella donata dai Chapman. Non capivo perché, ma non riuscivo a staccare gli occhi.

Poi il lampo. Dorian Gray. Quel vecchio uomo con i segni della decomposizione sul volto, rappresentato in una tecnica rozza e approssimativa su una tela rotta in più punti e con una cornice ballerina era il ritratto di Dorian Gray. Basil Hallward pittore nato da una penna, ma senza pennello, aveva finalmente realizzato il suo capolavoro che presto sarebbe stato all’asta.

Non mi importa avere sganciato una somma assurda, anche se le 31mila sterline hanno un nobile fine, né sapere che il mio “One Day You Will No Longer Be Loved” faccia parte di una serie di lavori simili. Ogni volta che lo guardo ho i brividi, mi basta questo.


In copertina: Jake e Dinos Chapman, One Day You Will No Longer Be Loved II (No. 10), 2008, Olio su tela, 76.4x63.5 cm; Opera battuta da Sotheby’s il 16 ottobre 2009 per 34.275 €; Il ricavato è andato davvero in beneficenza





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