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Le narrazioni magiche di Ginna Triplett e Angelo Volpe
Data: 15.01.2010

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Vai all'evento: ANGELO VOLPE | GINA TRIPLETT - HOP UP TALES

Vai alla sede: Changing Role - Move Over Gallery

Gli artisti correlati: Angelo Volpe, Ginna Triplett


Sensuali, erotici e incantati, gli scenari proposti da Ginna Triplett (Oak Park - IL, 1975) e da Angelo Volpe (Pozzuoli - IT, 1976) per gli spazi della Changing Role Move Over Gallery di Napoli sollevano atmosfere visive che riaprono i territori del fantastico e del fiabesco per generare ripetizioni differenti (Deleuze), azioni linguistiche in cui i dati letterari si smarriscono in ambienti fluidi e morbidi per mutare qualitativamente e diventare, fin nella più intima fibra, qualcosa d'altro.

Il ritorno al meraviglioso rappresenta, per i due artisti - anche se da angolazioni stilistiche marcatamente diverse - una naturale riappropriazione della grammatica infantile che serve non solo per proporre regioni riflessive tese ad evadere dal mondo della ragione e dai turbamenti della simmetria, ma anche per schiudere un Bildhafte Denken  che devia dalle norme, dalle linearità della storia e dal razionalismo delle società contemporanee.
Scheggiando i canoni linguistici della bellezza naturale e ironizzando sulle dinamiche della boutique di massa Angelo Volpe formula azioni transpropagandistiche (di attraversamento, analisi e controllo pubblicitario) generando un alfabeto pittorico che fa i conti con le strutture economiche - sempre più autoritarie - della contemporaneità.

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Angelo Volpe, Tell me only lies, 2009, Oil on Canvas, cm. 60x50

Corpicini attraenti, illogici e piccanti - ma anche accurati, aggraziati, delicati ed eleganti -, punzonati da una lingerie fetish sempre più audace e mordace, personaggi strappati al mondo della letteratura fantastica (Pinocchio, Topolino, ecc.), sguardi vogliosi che echeggiano le figure del miglior manga giapponese (da Lamù all'incantevole Creamy) e della letteratura per l'infanzia (Alice in primis), titoli duri, crudi e taglienti (Erotic doll, Red passion, Blue moon, Miss violet and the bird ecc.), riformulazioni ironiche di pubblicità che sottolineano lo smodato utilizzo del corpo femminile (Pepsi, Heineken, Vecchia Romagna, Beck's, Ceres o il marchio del McDonald). Sono soltanto alcuni degli stratagemmi utilizzati da Volpe per scansare con efficacia l'obsolescenza pianificata dal sistema promozionalculturale e bypassare i miracoli e i traumi della comunicazione sì da produrre apparati estranianti davvero notevoli e intelligenti. 

Dal disegno alla pittura, la ricerca artistica di Ginna Triplett, d'altro canto, propone gineprai pulsanti che amalgamano sotto uno stesso firmamento visivo narrazioni differenti. Linee sottili che fanno pensare all'eleganza dei dipinti cinesi di dinastia Tang (VIII secolo) o alla leggerezza della scrittura haykuica, climi floreali che deflagrano - a volte - in frammenti visivi piccanti e pungenti (come in Mother's Milk o in Hot Cross Buns), freschissimi revivalismi tratti dal cinema disneyano (Dumbo, Paperino o Biancaneve). Cortocircuitando nello spazio della tela la crudeltà quotidiana con postulati fantastici, Ginna Triplett propone, in questo modo, una sensibilità estetica decisamente femminile che si cristallizza in immagini trattenute e avviticchiate tra loro dalla morsa di un tracciato scattante, dinamico, affilato.  
Con HOP UP TALES, la Changing Role propone, così, una doppia personale - un doppio viaggio e un doppio sogno - tra narrazioni magiche, vizi privati e pubbliche virtù.

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Ginna Triplett, Mother's Milk, Detail, 2009, Paper, flashe, gouache, acrylic on canvas


In copertina: Ginna Tripplet, Painted Lady, 2009, Paper, flashe, gouache acrylic on canvas, cm. 183x152







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