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Maastricht - Tefaf 2010: la pioggia dei bollini rossi
Data: 16.03.2010

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Il viaggio in Olanda vale l’immersione nella scenografia oltremodo chic dei 30.000 metri quadri, allestiti con 75000 rose e 49000 tulipani, con 30.000 opere presentate da 263 espositori, di cui 46 nel Tefaf modern, provenienti  da 17 Paesi. 8.000 gli invitati Vip dal mondo per una preview innaffiata da 12.500 coppe di champagne.
La qualità eccelsa assicurata da 168 esperti nelle diverse commissioni di vetting  per la più influente fiera d’arte del mondo.
Qualità, rarità e provenienza sono la connotazione delle opere presentate che, configurano vere e proprie mostre che confermano la leadership della fiera.
Al primo giorno, in un clima disteso, lontano dalle contrazioni dei mercati, innumerevoli i bollini rossi disseminati dai grandi collezionisti, privati e istituzionali, che si assicurano in apertura i pezzi “forti”. Dopo l’esito delle aste londinesi e newyorkesi sugli old master e l’intonazione del contemporaneo ad Armory, tutti i settori si confermano in denaro.
Tra i capolavori il letto appartenuto al grande diplomatico francese Talleyrand, al quale riceveva per le riunioni mattutine. Per il Tefaf Modern da Dickinson-Londra l’ultimo Gauguin del 1902, Les deux femmes con una richiesta di 18 milioni di euro. La Hammer-Ny, per la prima volta a Maastricht,  presenta la Jeune Fille assise, les cheveux dènouès di Modiglioni (1919) a 12,74  milioni di euro. Laudau, Montreal  ci accoglie con un dipinto espressionista di Marino Marini, il teatro delle maschere (1956) in vendita per 5,5 milioni di euro. Thomas, Monaco di Baviera presenta Seated Young Woman di Munch (1916) con una richiesta di 9,5 milioni.
Per il contemporaneo, Haunch of Venison di Londra, che due anni fa aveva aperto un nuovo percorso con Viola, propone una delle prime opere di  Damien Hirst, un maiale in soluzione di formaldeide This little piggy went to market, this little piggy went to home per 8,8 milioni di wueo.
Una nuova  raffinatissima sezione “TEFAF on Paper”, accoglie disegni, acquerelli, fotografie, edizioni limitate, libri antichi e manoscritti.
Di assoluta qualità la fotografia storica. Da Hamiltons-Londra, una vera mostra di Irving Penn, Small Trade, i ritratti dei lavoratori, nei loro abiti, in una atmosfera “visual nowhere”, realizzati tra il 1950-51. Johannes Faber, Vienna  stupisce con Rudolf Koppitz, Movement study del 1925 e le strabilianti le poetiche nature morte degli anni ’50, provenienti dalla collezione Jan Strimpl di Praga, del ceco Josef Sudek (65.000 euro)  che, reduce di guerra,  stampava in modo perfetto con l’uso di una sola mano.
Kraus, New York, presenta, dalla serie dei monumentali ritratti degli intellettuali europei di Steichen, l’intenso pittore britannico Watts (400.000 euro), le architetture di Gustave Le Gray, il parigino grande innovatore nella tecnica della fotografia.
Il contemporaneo si attesta sugli autori consolidati. Molto bene i Maestri  italiani Manzoni, Castellani, Fontana, Scarpitta, Gnoli presentati da più gallerie. Kukje di Seoul associata conTina Kim – Ny propone Ghada Amer e Kapoor e propone il coreano Ki-bong Rhee con una nuova produzione, Beck & Eggeling, Dusseldorf porta un  grande e spettacolare Heinz Mack di alluminio, legno, acciaio e plexi con una scultura, Unt, di  Kiki Smith del 1992. Ma a Maastricht non si sperimenta.
Hemmerle di Monaco, delizia sempre con le sue creazioni di alta gioielleria, che associano alla qualità delle pietre i materiale più inusitati: sassi, legni, metalli.
Di raffinatezza estrema la sezione Tefaf design, con l’Arc en Seine, Laffanour e Eric Phillippe di Parigi, quest’ultimo con un salotto di Wright del 1955  e la lampada di rame del 1950 del finlandese Paavo Tynnell. Di nota la seige lounge di Krueck e Sexton in acciao specchiante  portata da Sebastina * Parquet di Ny.
Interessante il rapporto The International Art Market 2007-2009, commissionato dalla fiera per leggere i trends durante la recessione globale (http://www.artseconomics.com/)
Ma nella fiera più internazionale, che vede il mondo degli operatori culturali e del collezionismo  con la migliore espressione della mitteleuropea, il ritorno degli statunitensi, la folla dei francesi, degli  italiani tra i quali spiccano  John Elkann, l’industriale Amato, i banchieri Brignone e Giubergia, colpisce l’assenza degli arabi, dei giapponesi.





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