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MUSIKEY FEBBRAIO 2010
Autore: Mdi Ensemble
Data: 19.03.2010

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Questo mese...


danza_2_01Tema del mese. La musica araba
Focus on. Mehmet Aktug
Discografia. A cura di Alberto Moretto
Il libro. Romanzo balcanico di Abdulah Sidran        
I concerti. Musica araba: passato, presente, futuro
In evidenza.  Premio Fedora      




Tema del mese. La musica araba


L’arte musicale araba è forse ciò che subito sovviene nell’immaginario collettivo, non appena la mente si volge ad oriente. Le atmosfere riscaldate dal sole e dalla sabbia del deserto sembrano veicolare melodie che richiamano una cultura tanto diversa e che come tutte quelle esistenti nel globo terrestre ha usato il medium musicale come primo mezzo espressivo.
I popoli hanno da sempre preferito prima cantare che recitare, così come hanno scelto di ricordare e tramandare a memoria rispetto che scrivere e divulgare. Forse per motivi logistici (la mancanza di supporti su cui scrivere), forse per istinto le culture arcaiche hanno affidato il proprio ricordo alla memoria collettiva piuttosto che a segni tangibili che evitassero l’oblio.
La cultura araba preislamica o nota come “della Jahiliyya” ossia dell’Ignoranza dalla parola di Dio, così chiamata dai dotti Musulmani in netta contrapposizione con la rivelazione del profeta Muhammad, è conosciuta proprio tramite testimonianze musicali.
La musicalità è rimasta nei secoli come caratteristica della cultura arabo-islamica, dalle origini ad oggi.
Se già il popolo arabo-pagano era solito musicare il proprio patrimonio letterario, l’avvento del profeta Muhammad ha amplificato tale abitudine.
Il poeta viene scambiato per un cantore-poeta lungo il corso della sua vita e predicazione dal momento che la profezia e la rivelazione che discendeva su Muhammad veniva da questo trasmessa in forma non esattamente musicale ma salmodiata.
Tutt’oggi il Corano viene salmodiato o recitato (più che cantato) e tutta una serie di cantanti appartenenti alla scena musicale araba moderna (anche la famosa Oum Kalthoum) sono o sono stati recitatori del Corano prima che cantanti in senso pieno del termine.

La musica araba oggi è meno omogenea che in passato ed è forse più opportuno parlare di musica marocchina, algerina irachena e così via. Si rivela dunque indispensabile il fattore geografico.
I musicologi tendono a diversificare almeno tre scuole musicali: la prima è quella maghribina, quella Siro-Egiziana, quella Irachena e una quarta che si può definire Arabo-Africana.
Le migrazioni e le commistioni interetniche che hanno interessato il popolo arabo nel corso della sua storia lo hanno portato a contatto con genti diversissime, dai berberi agli indiani e se da una parte il patrimonio culturale fondamentale è rimasto immutato sostrato comune, dall’altra parte spinte particolaristiche hanno impresso la loro influenza così da generare diversificazione.

Le caratteristiche della musica araba risiedono nell’organizzazione melodica e nella tecnica vocale.
Non esiste un sistema temperato e neppure un concetto di armonia.
Gli strumenti suonano tutti una medesima linea melodica, differenziandosi per quantità ovverosia alcuni strumenti suonano un’ottava sopra altre sotto rispetto alla linea melodica principale.
La notazione della linea melodica non avviene in forma scritta, infatti un musicista arabo non concepirebbe la scrittura del pentagramma. L’organizzazione avviene tutta tramite il manico del liuto arabo, che è infatti lo strumento più importante. Le note arabe hanno tutte un nome diverso e non si definiscono in base alle ottave.
Il concetto principale di questo tipo di musica è il Maqam che si può tradurre come il luogo entro cui avviene la composizione musicale. Ogni Maqam possiede una sua specificità, un suo contenuto emotivo, una specifica espressività melodica.
I trattati di musica araba sono parecchi e tutti databili in un periodo di tempo che va dal nono al tredicesimo secolo. Non esistono dei materiali cartacei però che accompagnino il musicista durante la sua esibizione, ma è lasciato ampio spazio all’improvvisazione. Un concerto può durare diverse ore, durante le quali si avvicendano più esecutori che suonano il repertorio detto Wasla che si compone per una serie di brani cantati di diversa velocità, un intermezzo strumentale o apertura della seconda parte del concerto, l’improvvisazione strumentale o vocale che può avere diversa collocazione nel concerto.


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Focus on. Mehmet Aktug

È morto lo scorso mese a Monaco, all’età di 50 anni, il compositore turco Mehmet Aktug. Nato il 30 Maggio 1959 a Istanbul, è stato uno dei maggiori compositori della Turchia contemporanea, con lavori eseguiti in tutta Europa, negli Stati Uniti, a Cuba e in Ecuador.
Mehmet Aktug iniziò lo studio del violino nel 1970 con Hazar Alapinar presso il Conservatorio Universitario Nazionale Dokuz Eylül. Nello stesso Conservatorio iniziò più tardi lo studio della composizione sotto la guida di Muammer Sun. Dal 1980 proseguì gli studi di composizione presso l’Istituto Robert Schumann di Dusseldorf (Germania) con Günther Becker. Alcuni suoi lavori sinfonici (1989, Ohne Titel; 1990, Wagenaugen; 1991, Fine Esilio; 2003, Odyssee) hanno rappresentato la Turchia al Convegno Internazionale dei Compositori organizzato dall’UNESCO, per ben quattro volte. Dal 1987 era docente presso il Conservatorio Universitario Nazionale  Dokuz Eylül.
Le sue opere riflettono pienamente la grande versatilità del suo animo, strettamente legato ai paesaggi mediorientali così come alla musica della grande tradizione europea.
Di seguito, un elenco dei lavori del compositore turco recentemente scomparso:
LAVORI SINFONICI: Der Moment (movimento sinfonico) per grande Orchestra, 1987; Fine Esilio, per violoncello e grande orchestra, 1990; Odyssee, per grande orchestra, 2001; Orchesterstücke, per grande orchestra, 2004
MUSICA DA CAMERA: Tetrachord, flauto, oboe, fagotto, corno francese, 1982; Tag und Leben, violino, viola, 1983; Dümteke, flauto, clarinetto, fagotto, trombone, violino, contrabbasso, piano, 2 percussioni, 1985; Wagenaugen, sassofono, violino, viola, violoncello, accordion, 1986; Die asiatische Fantasie, flauto, 2 chitarre, vibrafono, conga, bongo, 1986; Scherzo, violoncello, 1988; Dümtektekdümtek, flauto, oboe, clarinetto, clarinetto basso, fagotto, violino, viola, violoncello, pianoforte, percussioni, 1992; Étude, 2 corni francesi, 2003; Bis, fagotto, 2003; Zoom, viola, live electronics, 2004; Derya, flauto, violino, 2004;
MUSICA ELETTROACUSTICA: Ohne Titel, 2 nastri magnetici pre-registrati, 1986


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Discografia. A cura di Alberto Moretto

Il compositore franco-libanese e poeta Bechara El-Khoury, nasce a Beirut nel 1957. Ottenuto un master in orchestrazione, El-Koury utilizza una grande varietà tra i mezzi disponibili ai compositori contemporanei, inserendo nella sua musica “la natura umana e le sue passioni”, attraverso una sempre presente spiritualità Cristiana.

EL-KHOURY: New York, Tears and Hope (In memory of the victims of 9/11) / The Rivers Engulfed
London Symphony Orchestra,  Daniel Harding, Martyn Brabbins, Hideki Nagano, Dimitri Vassilakis
 8.570134 Naxos

EL-KHOURY: Orchestral Works (Requiem for Orchestra, Lebanon in Flames, The Contemplation of Christ)
Colonne Orchestra, Dervaux Pierre
8.557691 Naxos

EL-KHOURY: Orchestral Works (The Ruins of Beirut  Symphony,  Hill of Strangeness, Twilight Harmonies)
Ukraine National Symphony Orchestra, Vladimir Sirenko
8.557043 Naxos

I siti
www.mdiensemble.com
www.vocedellarte.it
www.villamedici.it


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Il libro. Romanzo balcanico di Abdulah Sidran        
 
Da un progetto di Piero Del Giudice, che ne è anche il curatore, nasce uno straordinario volume che costituisce una sorta di cavalcata nel cuore dei Balcani, dalla creazione del regno di Jugoslavia, nel 1918, fino ai giorni nostri, in una affascinante mescolanza di cinema, teatro, poesia e storia, che abitano i ricordi e le opere del poeta, drammaturgo e sceneggiatore Abdulah Sidran, il quale racconta se stesso ed il suo Paese.
Storia della nascita e della fine di una grande nazione europea osservata attraverso le vicende della famiglia Sidran," Romanzo balcanico" è dunque un libro storico, ma allo stesso tempo famigliare, poiché narra la saga dei Sidran dentro la storia di Sarajevo e della Jugoslavia. Arricchito da un ampio repertorio di memorabili fotografie, quali quelle dell'assedio di Sarajevo scattate da Danilo Krstanovic, il volume si chiude con un interessante dibattito sulla situazione attuale di Sarajevo e dello spazio jugoslavo.


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I concerti. Musica araba: passato, presente, futuro  
Il compositore giordano Saed Haddad, attualmente in residenza a Villa Medici, propone un concerto inedito e affascinante che mescola pezzi di musica tradizionale araba alla musica contemporanea interpretati da musicisti virtuosi. In un dialogo continuo fra le sue origini orientali e la sua formazione accademica occidentale, Saed Haddad sottolinea in questo concerto il legame fra la memoria e l'oblio, la tradizione e la modernità.

Programma

Tanburi Jamil Bey, Samai Shad Araban per qanun, oud e violino arabo
Interpretato dal Trio Khoury
I tre fratelli Khoury (Elia, Basil, Osama) condividono lo stesso progetto di indagare nella diversità delle origini greche, turche, arabe e perse della musica orientale per poi portarla sullo scenario della musica contemporanea con uno sguardo novatore. Lavorano attualmente in Francia e si esibiscono in tutta Europa, in Medio Oriente e in Africa del Nord.

Saed Haddad, Les Deux Visages de l'Orient (I-V), 2006, per violino solo
Interpretato da Ulrike Stortz
Ulrike Stortz ha seguito l'insegnamento dei maestri del violino Igor Ozim a Colonia, Ricardo Odnoposoff, Wilhelm Melcher e Joachim Schal a Stoccarda. Si esibisce in quanto solista con diversi ensemble di musica contemporanea come Ensemble Modern, Musikfabrik, Ascolta, Varianti, Zementwerk e figura in numerose incisioni di musica contemporanea

Mohammad Al-Qasabji Zikrayati (mes souvenirs), per oud e qanun
Interpretato dal Trio Khoury

Saed Haddad, Quelques Essais (2006), per mandolina e chitarra
Interpretato dal Duo Amuse-Oreilles
Il Duo Amuse-Oreilles è composto da due musiciste fuori dal comune, Martine e Nelleke, che suonano il mandolino e la tiorba sia per teatri che per castelli e chiese. Sono le invitate di molti festival in Olanda, Spagna e Germania come il Grachtenfestival Amsterdam o il Gelder Music summer. Il loro repertorio si dedica specialmente alla musica barocca ma si apre anche alla musica contemporanea.

Jamil Bashir, Samai Nahawand per solo oud
Interpretato dal Trio Khoury

Saed Haddad, Etudes Mysterieuses, (2006-2007), per pianoforte solo
Interpretato da Noriko Kawai
Noriko Kawai ha studiato con Phyllis Sellick e Yonty Solomon alla Royal College of Music di Londra e con Rodolfo Caporali all'Accademia Santa Cecilia di Roma. È conosciuta per la straordinaria ampiezza del suo repertorio che include tanto la musica del Rinascimento cosi come le opere contemporanee.
Inoltre, è spesso ospite dei festival internazionali più famosi.

Riyad Al-Sunbati, Longa Sultani Yegah per qanun, oud e violino arabo
Interpretato dal Trio Khoury


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In evidenza.  PREMIO FEDORA. Concorso Internazionale per la composizione di Opere di Teatro Musicale da Camera - edizione 2010 con il patrocinio del Centro Musica Contemporanea

Il Premio Internazionale di Composizione per Opere di Teatro Musicale da Camera, istituito con la collaborazione della Camera di Commercio del Verbano Cusio e Ossola, finanziato principalmente da Fondazione Cariplo,  è stato concepito con lo scopo di contribuire al rinnovamento del genere musicale operistico e di attivare situazioni favorevoli per il territorio del Verbano Cusio e Ossola: avvicinare all'opera e al teatro contemporaneo il pubblico, permettendone una facile fruizione da parte di tutti. L’idea base è l’effettiva possibilità di realizzare eventi densi di contenuti veicolandoli in modo piacevole e divertente; creare un centro di produzione legato alla contemporaneità esportabile in ambiti culturali internazionali, con il supporto di significativi partner; offrire significative opportunità professionali ai migliori artisti del territorio, impegnandoli nelle produzioni e mettendoli in contatto con prestigiosi ospiti. Invertire la consolidata pratica di acquistare prodotti culturali (teatrali e musicali) che abitualmente affollano le programmazioni, iniziando anche a “costruire” cultura, producendo spettacoli non solo per il pubblico locale, ma per realtà culturali extraterritoriali e straniere.

Il Premio Fedora è parte integrante del progetto Comporre e rappresentare nel XXI secolo, che oltre al concorso di composizione, comprende laboratori di formazione, un centro di produzione legato alla contemporaneità e una sperimentazione di un esclusivo software (Kilykà) con il quale si intende esplorare la compenetrazione tra arte e tecnologia nel campo della musica, del canto e della danza.

E’ proprio in questi mesi che si tiene la selezione dei progetti d’opera dell’edizione 2010 del Premio Fedora; il termine stabilito per la presentazione dei lavori è il 20 marzo 2010.







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