ArsKey Magazine | Articolo


Polaroid: Quest’asta non s’ha da fare
Autore: Stefano Riba
Data: 25.03.2010

vai alla pagina

Gli artisti correlati: David Hockney, Ansel Adams, David Levinthal



Proprio nei giorni in cui tornano disponibili sul web (http://www.the-impossible-project.com/) i nuovi caricatori di pellicola, fuori produzione dal 2008, per le vecchie Polaroid, arriva la notizia che un gruppo di agguerriti cittadini capeggiati dall’ex magistrato Sam Joyner ha chiesto al tribunale fallimentare del Minnesota di rivalutare l’assegnazione a Sotheby’s dell’asta dell’archivio del celebre marchio fotografico. Il 21 e 22 giugno a New York dovrebbero, infatti, andare all’incanto 1200 fotografie, scattate da 400 maestri tra i quali Ansel Adams, Andy Warhol, Robert Frank, Robert Mapplethorpe, per un valore totale tra i 7,5 e gli 11,5 milioni di dollari. Il motivo del ricorso è che molte immagini “non rispetterebbero i diritti d’autore - spiega Joyner - . Stiamo chiedendo a molti artisti di rispolverare i loro accordi con Polaroid per vedere che l’asta non contravvenga i termini dei contratti firmati dagli artisti stessi”. La collezione nasce infatti dall’iniziativa del fondatore Edwin Land che, in cambio di opere, metteva a disposizione degli artisti equipaggiamento e materiale fotografico. Pare, quindi, che gli accordi fossero molto poco formali. “Alcuni di questi contratti – continua l’ex magistrato – darebbero sì alla Polaroid la possibilità di esibire e pubblicare i lavori ma solo per fini non commerciali”.

ansel_adams__snake_river_400
Ansel Adams, Snake River

david_hockney__imogen_e_hermione_400

David Hockney, Imogen e Hermione

Nuovi risconti in merito alla non validità degli accordi potrebbero invalidare i due processi per bancarotta (del 2002 e del 2009) con cui le corti del Delaware, prima, e quella del Minnesota, poi, hanno dato il nulla osta per la mega asta di fine giugno che dovrebbe, almeno in parte, ripagare il debito della Polaroid Corporation. “Non c’è nulla su cui fare ricorso - ribatte un portavoce di Sotheby’s. – La sentenza e dell’agosto 2009 non è stata impugnata nei termini di legge. Tutti gli artisti che pensano che i loro lavori non debbano andare all’asta hanno avuto il tempo di chiederli indietro dopo i processi per la prima bancarotta del 2002 e anche dopo quella di un anno e mezzo fa. Ma nessuno l’ha fatto, in asta, quindi, non ci sarà nessun lavoro che non ha diritto a esser venduto”. Ma a gettare benzina sul fuoco ci pensa il giornalista A.D. Coleman che in un articolo (http://nearbycafe.com/artandphoto/photocritic/) afferma che non esiste alcun contratto di vendita tra i fotografi e la Polaroid Corporation. Sempre Coleman infittisce ancor più il mistero rivelando che nell’inventario dell’archivio sembrano mancare 8mila lavori. Un “buco” che emerge facendo la sottrazione dei beni dichiarati alle corti nei due processi: 24mila erano i pezzi della collezione dichiarati nel 2002, “solo” 16 mila quelli censiti del 2009. A lanciare l’ultimo grido di dolore per la vendita dei gioielli della collezione è Mark Haworth Booth, curatore della prima mostra inglese di Ansel Adams nel 1976 e nel 1989 organizzatore di una mostra sul centenario della fotografia. 100 anni il cui la Polaroid ha rivestito un ruolo chiave. “È triste vedere – dice Booth – come una collezione dal valore storico e artistico inestimabile sia ridotta al puro fattore monetario. L’asta è un tragico esempio di incuria culturale”.

david_liventhal__untitled_west_side_story_400
David Levinthal, Untitled (West side story)

In copertina: Samaras, Transformation






© ArsValue srl - P.I. 01252700057