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Arte in Transito. Viaggio nell'arte in Basilicata
Data: 22.04.2010

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Potenza, Matera, Pisticci, Policoro, Venosa. E poi la zona del Vulture melfese (Rionero in Vulture appunto, Melfi, Monticchio) o quella aspramente dolce del Pollino. Luogo coinvolgente e ammaliante che offre paesaggi incontaminati e panorami d'una bellezza davvero disarmante, la Basilicata è ambiente di lavoro che mostra una massiccia identità territoriale e una competitività che reinterpreta il genius loci con programmi culturali sempre più aperti a ripensare l'antico attraverso le maglie strategiche del presente. Un presente che si misura con l'arte contemporanea per sviluppare e potenziare interventi atti a valorizzare spazi, contrade, trame urbane e paesaggistiche mediante brani estetici, inciampi visivi che spettacolarizzano il luogo preso in esame per generare evoluzioni transartistiche: che transitano, in altre parole, dal luogo stra-ordinario dell'arte a quello quotidiano della vita per spingere lo spettatore dietro il paesaggio, tra magie antropologiche, vivaci apostrofi sociali e formidabili (anzi, uniche) conformazioni geografiche. Dal disegno estetico ArtePollino – disegno che ha saputo coniugare l'arte con uno dei parchi nazionali più interessanti del meridione – al Museo della Scultura Contemporanea di Matera (il MUSMA, appunto) diretto da Peppino Appella, per giungere, poi, alle più recenti manovre del progetto Arte in Transito, la Basilicata ha saputo ribadire il proprio patto con i giovani e con l'arte (un patto messo in campo da Vito De Filippo, Presidente della Regione, durante il suo primo mandato) per considerare il territorio lucano da angolazioni differenti, legate, cioè, a dinamiche attuali e a idee innovative tese ad accogliere alcune azioni creative di respiro internazionale. Proprio a queste manovre è dedicato, ora, un recente catalogo-libro che mette in luce un programma sull'arte pubblica e sui dispiegamenti socio-antropologici che cavalcano e varcano alcune problematiche – legate al rapporto tra l'arte e l'abitare (Trimarco) – decisamente contemporanee legate al vivente, alla coabitazione, al prendersi cura dei luoghi (Platone).


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Copertina del libro-catalogo Arte in Transito. Viaggio nell'arte in Basilicata, Electa

Con Arte in Transito. Viaggio nell'arte in Basilicata (pubblicato da Electa), a cura di Brunella Buscicchio Scherer che sovrintende gli Incontri Internazionali d'Arte, il territorio lucano si arricchisce di alcune nuove attività – ideate e curate da Giuseppe Biscaglia e Francesco Scaringi – che evidenziano l'importanza dell'incontro e del dibattito, della conversazione e della riflessione a partire da un collante comune e comunitario che è l'arte e il suo abitare gli spazi della quotidianità. «L'arte pubblica», suggerisce Achille Bonito Oliva in un testo apparso in questo catalogo-libro, «per definizione non è semplice arredo o commento all'involucro architettonico, quanto piuttosto struttura interagente con quella preesistente dell'invaso architettonico, inciampo felice per lo sguardo del corpo sociale che attraversa tali spazi con attenzione e talvolta disattenzione». Diviso in sei sezioni capillari – Learning cities, Narrazioni urbane, Attenzioni. La cura della città, Danza e paesaggio urbano, L'occhio e lo sguardo e la fondamentale Arte in transito. Mostra d'arte contemporanea dislocata nel tessuto urbano di Potenza – il progetto legato, per l'appunto, al transito dell'arte in Basilicata ridisegna la città e i suoi nuclei fragili a partire da alcuni progetti site specific firmati da Daniel Buren, Michele Iodice, Studio Azzurro, Bianco & Valente che inclinano il prevedibile all'inaspettato, il quotidiano all'originale, all'inusitato, al favoloso. E proprio l'opera Relational, installazione progettata da Giovanna Bianco e Pino Valente per il palazzo dell'ex Biblioteca Provinciale di Potenza (un cavo elettroluminescente che ridisegna le pareti per creare una griglia controspaziale) è, tirando le somme, una delle più belle e riuscite creazioni dell'arte pubblica prodotta in Italia nel 2009. Grazie a Relational, anche il più cinico e accorto dei critici e dei teorici (e anche il più scettico degli individui), si rende conto che è ancora possibile, di fronte ad un nuovo valoroso lavoro, restare senza parole, storditi dalla attraente bellezza matematica, coinvolti in una neodimensione spaziale che dialoga con la civiltà mediante cromatismi squillanti e azioni geometriche piegate alla poesia. Quelle matematiche severe di cui diceva Sinisgalli diventano, così, grazie a Bianco&Valente, coppia nell'arte e nella vita, ragione e disragione, cristallizzazione dell'istintuale, slancio metaforico che congiunge il rigore scientifico a quello espressivo, sguardo razionale che si china, sensibilmente, tra gli incanti dell'immaginario.

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Bianco & Valente, Relational, 2009, cavo elettroluminescente, m. 24,80 x 10,50 x 10,50, veduta dell'installazione sul palazzo dell'ex Biblioteca Provinciale, Potenza

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Bianco & Valente, Relational, 2009, cavo elettroluminescente, m. 24,80 x 10,50 x 10,50, veduta dell'installazione sul palazzo dell'ex Biblioteca Provinciale, Potenza


In copertina: Bianco & Valente, Relational, 2009, particolare  
 





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