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La galassia estetica di Bianco-Valente
Data: 07.06.2010

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Vai all'evento: Bianco-Valente - Costellazione di me

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Gli artisti correlati: Bianco - Valente


Collegamenti, brecce tra il singolare e il plurale, azioni di interazione sostenibile (ai limiti del credibile), passaggi e raccordi tra sensibilità diverse, estensioni mentali (Rupert Scheldrake ha monitorato e teorizzato, per tempo, i paesi e i paesaggi della mente estesa), aggregazioni creative e coniugazione di linguaggi difformi.

Facendo della relazione il primus movens della creazione, Bianco-Valente propongono per gli spazi della V.M. 21 arte contemporanea di Maurizio Minuti (Roma) un progetto - “Costellazione di me” - altamente aperto ai territori della diversità e della moltitudine. Di un mondo inter-relazionale che salta l'esitazione degli angeli (Baterson) e lascia convivere, sotto uno stesso cielo, le ricchezze espressive della polisemia e della vagueness quiniana.

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Bianco-Valente, Costellazione di me, 2010, Carboncino su muro, veduta dell'installazione presso la galleria VM21 artecontemporanea, Roma, Courtesy VM21 artecontemporanea, Roma

Con “Costellazione di me” - costellazione indica, appunto, una forma magica di Eröffnung e aggregazione, una vaporizzazione (per dirla con Baudelaire amante della modernità) che schiude a ventaglio multidirezionale il brano creativo - il duo artistico Bianco-Valente mette a segno una sorprendente partitura riflessiva che, se da una parte aziona un discorso estetico centrato sul concetto di multiloquio interagente, dall'altro centralizza l'asse creativo su un prefisso idiomatico che stravolge e ridetermina il flusso comunicazionale mediante escamotages unici, eleganti (ingrediente che nelle opere di Bianco-Valente non manca mai!), elegiaci.

Ad aprire la mostra, cinque trittici pluri-relazionali formati, ognuno, da una fotografia (scattata dagli artisti durante i loro viaggi in varie località del mondo), un breve testo che descrive lo scatto fotografico (scritto, di volta in volta, da una persona differente) e un acquerello (anche questo formulato, via via da un artista diverso, ma soltanto in base alle indicazioni offerte dalla relazione testuale) invitano lo spettatore a riflettere sulla diramazione del racconto - sulle sue inevitabili sfumature - lungo un percorso fatto, volutamente, di frammenti linguistici diversi e di vivaci rielaborazioni.

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Bianco-Valente, Costellazione di me, 2010, Carboncino su muro, veduta dell'installazione presso la galleria VM21 artecontemporanea, Roma, Courtesy VM21 artecontemporanea, Roma

Complementare, seconda tappa della mostra, è il titolo di un video, leopardianamente leggero e poetico, che indica il legame del duo artistico - duo nell'arte e nella vita - mediante un'azione in cui sono solo ed esclusivamente le mani (e le mani sono racconti silenziosi) a disegnare e ridisegnare i segni atavici, gli incontri, gli intrecci, le trame e le storie semplici della vita.

Nell'ultima sala una installazione ambientale formata da una fitta costellazione di frasi tracciate lungo la superficie delle pareti propone, a primo acchito, una geometria che ricostruisce lo spazio secondo tracciati taglienti e pungenti spigolosità. Ma a ben vedere anche quest'ultima installazione è un dialogo costante che gli artisti hanno trattenuto con una serie di persone e con i libri che hanno caratterizzato il loro cammino. Ogni filo, ogni tracciato, difatti, è la frase di un libro che ha segnato il lettore che, in compartecipazione con quelle scelte dagli artisti, ha preso il posto di una tessitura - e direi, anche, uno spartito temporospaziale - relazionale che non sa più qual mano si fece spola, tra un ricordo (forse anche tra un raccordo mnemonico) e l'altro, ad intrecciarne i fili.

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Bianco-Valente, Costellazione di me, 2010, Carboncino su muro, veduta dell'installazione presso la galleria VM21 artecontemporanea, Roma (Particolare), Courtesy VM21 artecontemporanea, Roma

Seguendo le linee generali della teoria d'interazione e connessione proposta da Gregory Baterson in uno dei suoi volumi più significativi – assieme all'indimenticabile “Steps to an Ecology of Mind” del 1972 -, “Mind and Nature” (scritto nel 1979 e pubblicato, l'anno successivo), e attraversando inoltre la teoria delle reti (le metamorfosi del territorio sociologico) che il ricercatore inglese Mark Buchanan ha definito nel suo “Nexus. Small Worlds and the Groundbreaking Science of Networks” (2002), Bianco-Valente costruiscono, così, un palinsesto visivo - dedicato a Mario Masullo aka Mass, straordinario pilota dell'elettronica musicale con cui hanno (oltre alla chiara amicizia) condiviso progetti comuni - in cui s'attorcono storie, formule legate ad una nuova retorica della variazione (Lévi-Strauss), forme che propongono, via via, la varietà dei sensi, la costante propensione dell'opera all'apertura, all'oltrepassamento, al divenire delle società e dei vari stili di vita.


In copertina: Bianco-Valente, Complementare, 2010, Video, 2'40", Courtesy gli artisti e VM21 artecontemporanea, Roma





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