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Nedko Solakov. Uccelliera di Villa Borghese – Roma
Data: 08.06.2010

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Vai all'evento: Nedko Solakov - The Passage (a commissioned art work’s story)

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The Passage (a commissioned art work’s story)


Nedko Solakov, si sa, ama raccontare storie, catturare il visitatore nelle maglie del suo inesauribile ed ironico immaginario e condurlo, quasi per mano con l’ausilio dei suoi collaboratori lillipuziani (i fellows), ad interrogarsi su tematiche alte, universali, spesso di carattere esistenziale. Nelle sue opere c’è sempre un percorso da seguire e, alla fine di questo, qualcosa su cui interrogarsi, il tutto con esiti a volte spiazzanti. Non fa eccezione The Passage (a commissioned art work’s story), nuovo appuntamento della serie ‘Committenze Contemporanee’ realizzato dall’artista bulgaro per l’Uccelliera della Galleria Borghese a Roma, a cura di Laura Barreca, visibile sino al 3 ottobre. Eppure, questa volta, immaginiamo non sia stato facile per Nedko Solakov lavorare sul delicato crinale in cui la storia pubblica, quella della committenza dell’opera (risalente a settembre 2009), s’intreccia ineluttabilmente con la storia privata, la perdita di suo padre Mityo avvenuta nel febbraio di quest’anno dopo una lunga battaglia contro il cancro. Invitato dagli organizzatori del progetto ‘Committenze Contemporanee’ (la Galleria Borghese in collaborazione con Fondazione MAXXI ed Unicredit) a confrontarsi ‘idealmente’ con due maestri come Caravaggio e Bacon il cui lavoro è stato soprattutto un continuo confronto, fisico e viscerale, con l’idea della morte, Nedko Solakov si è trovato, ironia del destino, a vivere sulla propria pelle questo drammatica esperienza. Il proposito iniziale, di dipingere due tele speculari in stile caravaggesco e alla maniera di Bacon, con un uomo (o una donna) intenti ad usare l’audioguida (o il walkie-talkie) viene meno, travolto dalla gravità dell’evento. Decide invece di “dipingere il famoso tunnel – quello in cui si dice si trovino le persone appena decedute, quello che conduce alla luce eterna [..]”. Del primo progetto rimane la collocazione pensata sin dall’inizio, due tele su cavalletto, posizionate una di fronte all’altra rispettivamente al centro dell’ala destra e di quella sinistra dell’Uccelliera. Tradotta su un piano concettuale, l’operazione condotta dall’artista diventa massima espressione del libero arbitrio: “Mi spiace – scrive sulla tela – ho dipinto per quattro ore à la Bacon, cambiando numerose volte la mano con l’audioguida. Ma non ha funzionato. Forse perché non mi piace veramente Bacon”.

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The Tunnel (Caravaggio), 2010 olio su lino | oil on linen 73 x 92 cm

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The Audio Guide (Bacon), 2010 tecnica mista su MDF| mixed media on MDF 30 x 30 x 2 cm

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Little Fellows, 2010 pennarello su cavalletto da studio in legno, dimensioni variabili | felt-tip pen on a wooden studio easel, dimensions variable

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The Passage project, 2010 grafite e penna a sfera su carta | graphite and ball-pen on paper 29 x 21 cm

Alla fine, quello che poteva essere letto come fallimento ed inadeguatezza si traduce nella rivendicazione di un diritto, intimo e assoluto: È ancora vivo , e lo conserverò come un bene prezioso, il ricordo del corpo di mio padre che sta per andarsene e – credetemi – non vi era nulla di cattivo ma una gran quieta luce. Ecco dunque i due tunnel a destra e a sinistra, l’uno di fronte all’altro, che mettono il visitatore nella strana posizione di trovarsi nel buio della propria vita, in mezzo ad entrambi, pur con la scelta ottimistica di quale usare per uscita, se un giorno decidesse di lasciarci.” Alla fine ce l’ha fatta Nedko Solakov a raccontare qualcosa che avesse una valenza personale e universale: The Passage (a commissioned art work’s story) è, sì, la storia di un confronto interiore con la morte ma, allo stesso tempo, la storia della nascita di un’opera d’arte e della sua autonoma vita, lontana da colui che l’ha generata. 

In copertina: Studio dell’artista a Sofia, Aprile 2010 | The artist’s studio in Sofia, April 2010






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