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#2 TRACCE PER UNA GEOGRAFIA DIALETTICA
Data: 22.07.2010

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A cura dell’associazione culturale Start

L’associazione Start, nata a Roma nel 2004, presenta una raccolta di interviste inedite effettuate nel 2008 ad alcune realtà artistiche indipendenti del centro sud d’Italia. 
La Geografa Dialettica, questo il nome della raccolta, è una piattaforma di discussione nata con lo scopo di strutturare un processo di networking tra le diverse organizzazioni non profit del meridione e volta ad identificare il loro ruolo e le loro risorse progettuali all’interno del contesto in cui operano.
Start ha svolto l’indagine rivolgendo tre uguali domande a 18 realtà presenti in 8 regioni (Lazio, Campania, Molise, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia). La Geografia Dialettica viene qui presentata in tre parti, ogni sezione riporta le risposte che le organizzazioni hanno dato a una delle tre domande, in questo modo ogni puntata sarà l’occasione per focalizzare e approfondire una  delle tre questioni aperte: “Perché alcuni spazi seppure di valore storico e culturale non rientrano all’interno dei grandi circuiti di poli artistici e museali?” “Perché in quest’area l’arte assume un ruolo di valorizzazione e riqualificazione dei luoghi stessi invece che portarne fuori le potenzialità relazionandole al tessuto nazionale?” “Perché vengono definite “marginali” dal sistema, che da loro spesso trae la forza?”
Dalla mappatura emergono diverse identità e specificità territoriali, questioni legate alla gestione delle politiche culturali locali e al sistema di valorizzazione delle risorse culturali del sud: una panoramica dei principali spazi satelliti indipendenti del mezzogiorno, una terra, quella del sud fatta “di potenzialità espresse e inespresse”.

Le realtà che hanno preso parte al progetto sono: Associazione Start, Artéteca-Exposito,  Carlorendano association-lanificio25, Cam di Casoria, Proposta, The Beds-in Art, Limiti Inchiusi, MICROGalleria, Unimovie, Cineclub Canudo, Eclettica, Loop House e Res, Associazione Nodo, Lab 12:00 & visioni urbane Fondazione Southeritage, Eventoarea, Erbematte, Progetto Rassegna del Contemporaneo, SuccoAcido.

Eugenia Delfini

Tre domande danno inizio ad un tavolo di discussione, una piattaforma verbale, dove a  parlare sono le realtà culturali distribuite nel sud Italia. Le domande della geografia dialettica sono state elaborate nella fase preliminare del progetto La forza dei legami deboli, utilizzate come quesiti sui quali articolare le sue premesse e rivolte ai soggetti culturali coinvolti. Le domande rappresentano i  primi tre punti deboli sui quali si è riflettuto per far emergere risorse e criticità, forza e problematicità dei territori osservati. La geografia seguirà gli sviluppi del progetto e si propone di accrescersi con le partecipazioni che via via si integreranno.

Start | associazione culturale per l’arte contemporanea - Roma

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#1 Castel San Pietro Terme, Bologna - 25 maggio/21 giugno 2008

LEGAME #2: centro sud
Perché in quest’area l’arte assume un ruolo di valorizzazione e riqualificazione dei luoghi stessi invece che portarne fuori le potenzialità relazionandole al tessuto nazionale?


Start - Roma
Non vogliamo toccare una questione stratificata dal tempo, ne è piena la storia di meridionalismi e di continue criticità. Crediamo che il territorio del centro sud sia artefice di energie culturali con le quali attivare relazioni per costruire ponti di narrazione artistica.
Un mezzogiorno fatto da realtà indipendenti e da gruppi di conoscenza che possano raccontarci il loro territorio culturale fatto di paesaggi di saperi diversi. Le regioni dell’ Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia sono i tasselli di una mappa da percorrere.
L’attualità mette in mostra la Campania e la Sicilia come le regioni capitali del sud, anche nel mondo dell’arte il nuovo rinascimento di città come Napoli e Palermo fa pensare ad una positiva apertura e sempre più il ruolo dei beni culturali è legato allo sviluppo sociale ed economico di queste città. Ma tra queste esiste un mezzogiorno più silenzioso che difficilmente appare.
Noi osserviamo tutto questo e sentiamo la necessità di sondare questi territori percorrendone i legami deboli per noi forti indicatori culturali cercando di trovare la connessione con luoghi, regioni e un diverso sistema.

Artéteca-Exposito - Napoli
Da circa 15 anni nella regione Campania, le amministrazioni hanno investito risorse economiche sul contemporaneo: installazioni temporanee a firma di artisti internazionali in Piazza del Plebiscito; collocazione di opere d’arte nelle stazioni della nuova linea metropolitana, creazione di un Museo, il MADRE, e di un centro di documentazione ed espositivo per l’arte contemporanea, il PAN. Questo processo non ha innescato un reale sviluppo nel settore della conoscenza e produzione dei nuovi linguaggi visivi con progetti alternativi di promozione della ricerca dei giovani artisti e curatori. Per promuovere la ricerca locale in campo nazionale e internazionale occorre creare un programma articolato che favorisca, attraverso contributi economici e supporto logistico, le relazioni con l’esterno, che si occupi di fornire i mezzi per la ricerca ad artisti e curatori locali e promuoverne soggiorni e progetti all’estero, che preveda regolari momenti di scambio attraverso programmi di residenza, convegni, dibattiti.

carlorendano association-lanificio25 - Napoli
Il centro sud ha un ruolo importante nello sviluppo artistico e culturale, può proporre modelli culturali nuovi e diversi da quelli esistenti, ricercando, attraverso l’analisi delle difficoltà che vive, una risposta sincera e consapevole che porti verso la crescita e il miglioramento.

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#2 Fuori Luogo 13 - ApertoMolise, Campobasso - 29 novembre/11 gennaio 2009
 
Cam di Casoria - Napoli
Probabilmente il centro sud vi sembra più affascinante in relazione a qualche aspetto dell’immaginario collettivo. Non crescono forse nuove realtà anche al nord e non devono confrontarsi anche loro con qualcosa di precostituito? Non devono comunque relazionarsi anche loro al proprio territorio, regionale e nazionale? Solo per quest’area vale che l’arte deve valorizzare e riqualificare i propri luoghi, o è un esigenza comune? In relazione ad un mezzogiorno silenzioso però questo potrebbe addirittura apparire un gusto autonomista, romantico ed egoista. Accanto ad un’attività di promozione delle nostre potenzialità, dovremmo imparare a spendere meglio le nostre energie, con una pianificazione a medio e lungo termine.

PROPOSTA - Benevento

I centri cosiddetti minori spesso hanno adoperato l’arte per sottolineare le proprie potenzialità architettoniche e turistiche. Benevento, negli anni Settanta ed Ottanta, divenne una fucina di artisti grazie soprattutto alla presenza di un Liceo Artistico in cui operavano docenti di qualità e apertura mentale.

THE BEDS-IN ART- Napoli
Se l’obbiettivo è il mercato dell’arte molte realtà sono escluse per posizione geografica o scarsa produttività, ma se si pensa al volume di esperienza generata in tutte le arie definite marginali, non solo nel nostro paese, forse questo risulta essere superiore al volume prodotto dal sistema tout court. Così questo sistema di retroguardia dovrebbe avere come obbiettivo quello di generare esperienza, tessuto, continuità storica e non bisogno di (sovra)-esposizione.

LIMITI INCHIUSI - Campobasso
Il tessuto economico e quello culturale nazionale dell’arte rigettano le progettualità proposte dal basso, quelle “autoprodotte”, non tanto perché non all’altezza, ma perché difficilmente assimilabili alle strategie economico-culturali del “sistema dell’arte” che ha altre priorità che quelle della diffusione dei talenti. Il mercato ha le sue leggi, chi le accetta deve stare all’interno di strategie selezionate dall’alto.

MICROGalleria dell’Accademia - L’Aquila
- Perché in Italia manca il concetto di tessuto nazionale e anche nel Nord le realtà artistiche sono circoscritte al territorio di appartenenza. - Perché nel centro sud manca un progetto di valorizzazione, sostegno e promozione della contemporaneità artistica. - Le realtà finanziarie private e pubbliche nel centro sud dimostrano scarso interesse verso gli investimenti che riguardano la ricerca e l’arte contemporanea, sono più attratte dalla conservazione dei beni storico-artistici che presentano meno rischi.

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#3 Trastevere 259, Sud Km0-Racconti di viaggio, Roma - 16 giugno 2009

UNIMOVIE, Pescara-Roma
Il sud ha ancora bisogno di affermare una propria valenza culturale, prima di poterla “esportare”. Il nostro festival che esiste da 12 anni che seleziona e mostra centinaia di corti e video ad ogni edizione, provenienti da ogni regione del mondo – da Singapore al Cile, dal Brasile al Marocco, dalla Georgia all’Australia, che ha portato in Italia i primi lavori di artisti come Salla Tykka ai Provmyza… per il Ministero dei Beni Culturali è considerato manifestazione locale.

CINECLUB CANUDO - Bisceglie (Bari)
Più di ogni altra cosa ci spaventa il fatto che il sud possa conformarsi all’idea che l’arte si alimenti finanziando la creazione di contenitori vuoti e l’allestimento di grandi mostre, piuttosto che sostenere i laboratori di produzione artistica. “Avvistamenti” presenta una sezione intitolata “Made in Puglia”, dedicata alle produzioni video e agli autori di origine pugliese, che risiedono lontano dalla propria terra d’origine, spesso al di fuori dei confini nazionali. A partire da questo è necessario tenere conto di quello che accade al di là dei confini locali, non possiamo pretendere di esaurire la complessità del dibattito trincerandoci nei provincialismi e nel rifiuto del confronto. L’unica premessa per la costruzione di una rete di soggetti culturali di un sistema più aperto al contributo delle realtà indipendenti, non può non partire dal riconoscimento del valore di quei legami deboli, fatti di relazioni, scambi e collaborazioni a distanza, collante di una nuova trama culturale.

ECLETTICA - Barletta
In Puglia, parliamo di aree chiuse su se stesse, ma a permettere che si organizzino eventi istituzionali sono comunque sempre burocrati e non tecnici del settore, più aggiornati riguardo ai nuovi fermenti ed iniziative culturali nazionali poiché le vivono in prima persona.
 
LOOPHOUSE – RES - Salento
Non ho questo tipo di esperienza, ho e abbiamo sempre cercato di costruire luoghi che avessero, nel tessuto sociale locale e globale, nutrimento e radice.

NODO - Bari
Il sud dell’Italia vive di due spinte che lo mantengono costantemente in equilibrio: una creativa e l’altra soporifera. Il sud è terra di potenzialità espresse e inespresse, tenuto a bada da amministrazioni “distratte” che non tengono conto di un tessuto umano in continua crescita. Spesso neanche gli spazi già esistenti di confronto, aggregazione e crescita, vengono valorizzati e riqualificati. Questo fa si che non si crei un circuito di interazione fra le diverse realtà culturali meridionali. Così la coesione con il circuito nazionale sembra abbastanza utopica.

LAB 12 & Visioni Urbane_Fondazione Southeritage - Matera
La Fondazione SoutHeritage basa la sua attività strategica su una relazione strettissima con il territorio. In quest’ottica ritengo più interessante una buona collezione o mostra regionale che una pessima collezione o mostra internazionale fatta di scarti, opere marginali e spesso false, come spesso accade in Italia. Sindaci e assessori locali quando immaginano un museo pensano al Guggenheim o al Centre Pompidou, pur non avendoli mai visitati. Se si parla di un museo territoriale ci si sente provinciali. Oggi un artista o uno studioso che voglia conoscere l’arte contemporanea locale del nostro paese dal dopoguerra ad oggi, non ha alcun elemento per farlo, se non rari cataloghi. Eppure se ogni regione avesse raccolto le opere dei propri artisti del novecento avremmo un vero patrimonio. I paesi europei con una grande tradizione culturale sul contemporaneo (Germania, Francia, Inghilterra, ecc.) preservano e proteggono la cultura del territorio attraverso raccolte pubbliche.  Angelo Bianco

EVENTOAREA - Reggio Calabria
Le politiche culturali sinora condotte al Sud rivelano, una totale mancanza di strategia: si tratta di iniziative occasionali, basate su una concezione assolutamente marginale e minoritaria della cultura. Lo testimonia la disinformazione su ciò che accade rispetto alla cultura nel territorio e la tendenza, da parte delle Amministrazioni, di risolvere tutte le politiche culturali in politica di valorizzazione turistica. Non esiste alcuna consapevolezza di come sta cambiando il rapporto tra la cultura e l’identità di un territorio.

ERBEMATTE - Catania
La tendenza sul territorio è quella della valorizzazione dell’esistente che dovrebbe attrarre interessi internazionali, molti sforzi si stanno muovendo in questa direzione. Ci sono progetti su spazi pubblici: la Galleria Civica di Siracusa Montevergini, il museo palermitano di Palazzo Riso (promotore di un portale per l’arte contemporanea). Ci sono iniziative di privati che vanno proprio a riqualificare spazi abbandonati con grandi sforzi logistici ed economici. Di per
 sè, la riqualificazione di spazi esistenti non sarebbe negativa se a questa prima fase ne seguisse un’altra: portare fuori dal nostro territorio le realtà locali.

SUCCOACIDO - Palermo

Il sud è realtà da salvare. Ogni operazione culturale deve essere denuncia sociale. Il sud trasmette la disperazione del sottosviluppo, quindi il sud stesso si muove con un forte complesso d’inferiorità. Il resto del mondo è attratto soltanto da quelle operazioni culturali che possiedono una forma ben stereotipata, quell’aggettivo che Roblés denunciava nei suoi romanzi: “pittoresco”. 
La scoperta dei luoghi e dei territori fuori dal sistema coincide con il meccanismo dell’intervento salvifico che conferisce all’arte un valore aggiunto e può giustificare la richiesta di fondi indispensabili alla crescita si un progetto culturale. In questa dinamica rientra l’assurdità del concetto stesso di giustificazione: perché mai dovrebbe essere fornita una motivazione ulteriore al fare arte in una regione periferica rispetto al cuore degli eventi culturali?
 
PROGETTO RASSSEGNA DEL CONTEMPORANEO - Catania
Non mi sembra che manchino le relazioni con il tessuto nazionale e internazionale. Oggi gli artisti e gli operatori culturali si relazionano con realtà al di là del loro contesto di origine, attivando relazioni a lungo termine. Oltretutto è frequente che gli artisti e operatori culturali abbiano una doppia residenza. Quanto alle specificità dell’arte nei diversi contesti, in un modo sempre più omogeneo e stadardizzato, mi sembra una cosa auspicabile e necessaria. Cultura è anche riflessione sulla propria identità e sull’identità dei luoghi. 
Marina Sorbello

maria_chiara_calvani_sul_pianerottolo_elaborazione_digitale_2008._progetto_artistico_pensato_per_la_forza_dei_legami_deboli_400
Maria Chiara Calvani, Sul pianerottolo, elaborazione digitale, 2008. Progetto artistico pensato per La Forza dei Legami Deboli
        
Leggi anche:
#1 TRACCE PER UNA GEOGRAFIA DIALETTICA

http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=8089
L’INTERVISTA A START
http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=7819


In copertina: #2 Fuori Luogo 13 - ApertoMolise, Campobasso - 29 novembre/11 gennaio 2009





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