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#3 TRACCE PER UNA GEOGRAFIA DIALETTICA
Data: 23.07.2010

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A cura dell’associazione culturale Start

L’associazione Start, nata a Roma nel 2004, presenta una raccolta di interviste inedite effettuate nel 2008 ad alcune realtà artistiche indipendenti del centro sud d’Italia. 
La Geografa Dialettica, questo il nome della raccolta, è una piattaforma di discussione nata con lo scopo di strutturare un processo di networking tra le diverse organizzazioni non profit del meridione e volta ad identificare il loro ruolo e le loro risorse progettuali all’interno del contesto in cui operano.
Start ha svolto l’indagine rivolgendo tre uguali domande a 18 realtà presenti in 8 regioni (Lazio, Campania, Molise, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia). La Geografia Dialettica viene qui presentata in tre parti, ogni sezione riporta le risposte che le organizzazioni hanno dato a una delle tre domande, in questo modo ogni puntata sarà l’occasione per focalizzare e approfondire una  delle tre questioni aperte: “Perché alcuni spazi seppure di valore storico e culturale non rientrano all’interno dei grandi circuiti di poli artistici e museali?” “Perché in quest’area l’arte assume un ruolo di valorizzazione e riqualificazione dei luoghi stessi invece che portarne fuori le potenzialità relazionandole al tessuto nazionale?” “Perché vengono definite “marginali” dal sistema, che da loro spesso trae la forza?”
Dalla mappatura emergono diverse identità e specificità territoriali, questioni legate alla gestione delle politiche culturali locali e al sistema di valorizzazione delle risorse culturali del sud: una panoramica dei principali spazi satelliti indipendenti del mezzogiorno, una terra, quella del sud fatta “di potenzialità espresse e inespresse”.

Le realtà che hanno preso parte al progetto sono: Associazione Start, Artéteca-Exposito,  Carlorendano association-lanificio25, Cam di Casoria, Proposta, The Beds-in Art, Limiti Inchiusi, MICROGalleria, Unimovie, Cineclub Canudo, Eclettica, Loop House e Res, Associazione Nodo, Lab 12:00 & visioni urbane Fondazione Southeritage, Eventoarea, Erbematte, Progetto Rassegna del Contemporaneo, SuccoAcido.

Eugenia Delfini

Tre domande danno inizio ad un tavolo di discussione, una piattaforma verbale, dove a  parlare sono le realtà culturali distribuite nel sud Italia. Le domande della geografia dialettica sono state elaborate nella fase preliminare del progetto La forza dei legami deboli, utilizzate come quesiti sui quali articolare le sue premesse e rivolte ai soggetti culturali coinvolti. Le domande rappresentano i  primi tre punti deboli sui quali si è riflettuto per far emergere risorse e criticità, forza e problematicità dei territori osservati. La geografia seguirà gli sviluppi del progetto e si propone di accrescersi con le partecipazioni che via via si integreranno.

Start | associazione culturale per l’arte contemporanea - Roma

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#1 Castel San Pietro Terme, Bologna - 25 maggio/21 giugno 2008

LEGAME #3: realtà indipendenti

Perché vengono definite “marginali” dal sistema, che da loro spesso trae la forza?


Start - Roma
La decentralizzazione sul territorio di molte realtà indipendenti (collettivi, gruppi, associazioni, curatori…) offre loro spazi di autonomia ma non predispone alla possibilità che invece una loro distribuzione potrebbe configurare, aprendo e rendendo disponibili i legami deboli che tra questi spontaneamente sorgono.
Attivare dunque una rete nel tessuto sociale tra le realtà indipendenti dell’arte significa indagare un territorio utilizzando una modalità dialogica che si apre al confronto con diversi soggetti culturali.
La rete viene tessuta tra le realtà indipendenti per arrivare ad una risposta culturale che nella sua restituzione avvicini ma nello stesso tempo mantenga l’identità singola di ogni realtà.
Questa si fa strumento dinamico di lettura del contemporaneo e può diventare soggetto operante che attiva relazioni, incontri, confronti, partecipazioni.
Solo in un tessuto culturale così disegnato si può ridistribuire sul territorio italiano il dibattito sulle questioni del contemporaneo.

Artéteca-Exposito - Napoli
I progetti indipendenti e non profit non muovono capitali e per questo sono ritenuti poco interessanti dal punto di vista del contributo alle dinamiche economiche. La loro forza è nell’essere collaborativi e connettivi, nella capacità di fare rete attraverso la collaborazione tra più operatori intergrati. L’arte contemporanea rappresenta oggi una scelta precisa e innovativa di metodologia operativa, in ambito curatoriale e artistico. I progetti non profit indipendenti uniscono le forze proprio per fronteggiare la chiusura e l’esclusività del sistema istituzionale e di mercato, per indicare dei percorsi alternativi e più liberi.

carlorendano association-lanificio25 - Napoli
L’impegno delle realtà indipendenti è di veicolare prodotti artistici, spesso sperimentali che sono esclusi da un circuito commerciale e che quindi propongono punti di vista diversi e innovativi del “fare arte”.

Cam di Casoria - Napoli
Perché le prime non si sono volute integrare al sistema o il sistema non le ha integrate, perché operano e pensano in modo differente, perché contano su una diversa partecipazione o perché hanno a disposizione risorse diverse per realizzare le proprie progettualità.
 La marginalità non è questione legata al valore, ma all’intenzione. Un sistema è una relazione di interessi e finalità, ma anche condivisione di risorse e progettualità. 
Il problema sta nel sapere se un sistema può essere fatto di realtà indipendenti e se tali realtà hanno la voglia di costituirsi in sistema.
 Si può allora mantenere la propria indipendenza pur rientrando in un sistema?
 La creazione di network o di collettivi stessi crea sistema, e la condivisione di principi e finalità rende forti anche le autonomie più radicate. Se invece di marginalità si utilizzasse il termine parallelismo, la questione sarebbe diversa. Si deve combattere il concetto che indipendenza sia sinonimo di auto-sufficienza.


PROPOSTA - Benevento
Marginalità significa scarsa visibilità, non certamente scarsa importanza o scarso valore. Ma nel mondo della cultura-spettacolo quale è diventato quello odierno, avere poca visibilità significa anche essere esclusi (o quasi) dal dibattito culturale in atto.

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#2 Fuori Luogo 13 - ApertoMolise, Campobasso - 29 novembre/11 gennaio 2009

THE BEDS-IN ART - Napoli
In un sistema incompleto, verticistico e condizionato da interessi economici è chiaro che il termine marginale sia usato nella sua accezione limitativa. 
Il margine è un confine, un territorio decongestionato, un luogo di relazioni non codificabili e di grande trasversalità.
 La marginalità produce un tempo non agonistico dove l’esperienza si fà linguaggio.

LIMITI INCHIUSI - Campobasso
A volte alcune realtà sono davvero marginali, non rispetto al “sistema”, quanto piuttosto rispetto alla qualità delle proposte. Credo che in ogni caso il sistema dell’arte consuma le produzioni artistiche provenienti dai margini, ma solo ed esclusivamente quelle disponibili a coniugare il proprio bisogno di crescita ai processi di normalizzazione di cui il mercato dell’arte, controllato da pochi, ha bisogno.

MICROGalleria dell’Accademia - L’Aquila
• Perché l’indipendenza garantisce da un lato un’unicità, ma costituisce anche una condizione di precarietà e dunque, per certi versi, di debolezza.
• Attivare un circuito di realtà indipendenti dovrebbe garantire maggiore stabilità alle singole realtà e maggiore visibilità e forza all’interno del sistema nazionale.

UNIMOVIE - Pescara-Roma
L’indipendenza viene intesa come mancanza di capacità “politica”, piuttosto che una reale indipendenza di scelte e di iniziativa. Noi “indipendenti”, che potremmo giovare dall’unione delle tante indipendenze, tendiamo a mantenere il nostro isolamento. Recentemente siamo stati spettatori di diversi tentativi, l’ultimo in Abruzzo, quello di un consorzio tra festival conclusosi in nulla di fatto proprio per il veto dei soggetti più deboli.

CINECLUB CANUDO - Bisceglie (Bari)
Le spinte centrifughe originate dalla parziale frammentazione del sistema dell’arte su scala nazionale e dalla rapida affermazione di canali alternativi di distribuzione legati al web (ad esempio il Babelgum Film Festival diretto da Spike Lee, con le sue modalità di promozione e fruizione in alta definizione del video sulla rete) sono alla base della recente proliferazione di eventi e realtà indipendenti sul territorio nazionale. Ma lungi dal rappresentare una risorsa per le autonomie locali, inducono queste ultime a ridisegnare il quadro regionale, per la necessità di consolidare il sistema dell’arte (e dello spettacolo) su base regionale, istituzionalizzando quei soggetti che presentano caratteristiche finanziarie e strutturali compatibili con la logica del finanziamento pubblico.
 Questa linea, a metà strada tra logica assistenziale e logica di mercato, costituisce una frattura tra le realtà indipendenti e quel sistema che si pretende di consolidare, che finirà per perdere il contatto con le realtà più vive nell’ambito della produzione artistica.

ECLETTICA - Barletta
Pur essendo detentori di “grandi” idee, queste realtà vengono messe in condizione di non avere la forza economica di realizzare progetti di respiro, eventi per i quali i “super budget” sono necessari per la promozione e per la realizzazione di allestimenti.
 Quindi, una buona risonanza fa sì piacere al “sistema”, ma contemporaneamente è il “sistema” stesso a voler deliberatamente oscurare fama e vitalità di queste realtà.

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#3 Trastevere 259, Sud Km0-Racconti di viaggio, Roma - 16 giugno 2009

LOOPHOUSE – RES - Salento
Non le definirei “marginali”. Un’organica e vivida relazione tra fuori e dentro (saltando i margini) è sempre più necessaria ed urgente fino a divenire bisogno empirico, azione essenziale, permanente. Ciò serve a capire come orientarsi, come riuscire a definire mappe dinamiche di conoscenza e relazioni (le “encarte” di Pierre Lévy?) fino a vestire il posto vagante delle ideologie (defunte?) e/o quello delle deformità contemporanee delle religioni.
 Può diventare abile a contrastare i sentimenti di precarietà a cui sembriamo condannati e destinati. Questo respiro è una navigazione di nessi e doppi che vengono partoriti e nutriti dall’assenza di temporalità, da una sempre più evidente ipertrofia del presente che iper-informazione, tecnologie e new-media (social-networking compreso) ci dichiarano e ai quali ci costringono.

NODO - Bari
Le realtà indipendenti sono la linfa dell’arte, senza di queste non ci sarebbe che polvere.

LAB 12 & Visioni Urbane_Fondazione Southeritage - Matera
Io estenderei il concetto di marginalità e periferia a tutto il nostro Paese confrontandolo su scala europea. Il sistema Italia con congenito ritardo vive e cerca di attuare (es. “Roma contemporanea”) processi di produzione culturale che il resto d’Europa ha inaugurato agli inizi degli anni Ottanta (musei dedicati o di reti territoriali come i F.R.A.C. francesi e le Kunsthallen tedesche).
 Mentre nel resto d’Europa si discute dell’entrata in crisi del sistema museale, i nostri politici e amministratori progettano la cultura ancora sulla relazione cultura/turismo, per cui il museo è strumento di attrazione di flussi turistici. L’obbiettivo di trasformare i pochi fruitori almeno in abbastanza diventa quindi scopo primario della politica culturale nazionale. Non credo però che lo sviluppo della cultura contemporanea nazionale possa partire dallo sviluppo di “poli” (Milano? Roma? Torino?) o nuovi luoghi espositivi firmati da “archistar”. È l’arte contemporanea che deve entrare non solo nei luoghi altri del territorio ma anche e soprattutto nei momenti più complessi della società: economici, antropologici, urbanistici e di organizzazione della realtà.
Angelo Bianco

EVENTOAREA - Reggio Calabria
Trovarsi in situazioni di periferia sviluppa la capacità di osservare e acuisce lo spirito critico. Questa esperienza capace di tradurre elementi di svantaggio in opportunità di crescita, può sussistere se vengono messe in campo operazioni di “ri-formazione culturale”, tese a recuperare gli aspetti virtuosi di una identità ancora non ben definita.
 Dietro la diffusione ad ampio raggio della cultura si celano dei rischi: cominciano a entrare in gioco tutti i condizionamenti ed i meccanismi tipici dei sistemi diffusi. Scegliere un progetto culturale che va in una direzione diversa, che si basa su processi educativi reciproci e aperti, attrezzare le città meridionali di luoghi dedicati alla produzione oltre che all’informazione dell’arte può giocare un ruolo importante. Senza far emergere le istanze dal basso, la cultura sarà sempre un percorso a senso unico. Occorre, considerare il territorio nel suo insieme, come luogo del pensiero creativo, espressione di diversi linguaggi urbani da saper interpretare e valorizzare.

ERBEMATTE - Catania

Pare che le realtà indipendenti debbano essere per forza marginali e restare ai margini pare essere l’unico modo per esistere, almeno così pensavamo quando abbiamo mosso i primi passi in questa direzione. Il sistema ha le sue regole, le sue gerarchie, la sua formazione e tutto quello che non è “di sistema” viene guardato prima da lontano. La necessità di fare network è assoluta.

SUCCOACIDO - Palermo

Le realtà indipendenti sono una sacca d’idee dove attingere. Ogni grande debutto è accompagnato dalle magiche parole “realtà indipendente”, ma è solo una trovata pubblicitaria con la pretesa di suggerire così genuinità e libertà intellettuale. Ci troviamo allora a gestire un giornale internazionale, a dialogare con Londra e con Bilbao, ad intervistare una galleria d’arte di Marsiglia e la compagnia teatrale di San Pietroburgo senza dimenticare di comunicare con i giovani artisti e scrittori che si esprimono in ogni luogo del mondo. Cosa c’è fuori dal sistema? Tutto, se cerchiamo gli individui e le loro idee, nulla se cerchiamo le etichette indipendenti.
 Cosa vuol dire marginalità? Una ricchezza se intendiamo diversità, l’altra faccia del sistema se ragioniamo nei termini di quelle contrapposizioni che il mercato ci ha inculcato. Non c’è mai stata arte non globale, né mai artista non locale.

PROGETTO RASSSEGNA DEL CONTEMPORANEO - Catania
La marginalità può essere un fattore positivo. La mia esperienza è quella degli spazi alternativi, indipendenti, o marginali, intesi sia come spazi impermanenti e non commerciali, sia come intersezione fra discorso, istituzioni e società, sia come contesti interdisciplinari dove l’arte dialoga con il presente. La frizione fra il luogo non deputato all’arte, o marginale, e la produzione artistica è generatore di nuovi significati, nuove letture, interpretazioni diverse. Non è dopotutto lo spazio dell’arte quello del pensiero, della riflessione, della dialettica?
Marina Sorbello

maria_chiara_calvani_sul_pianerottolo_elaborazione_digitale_2008._progetto_artistico_pensato_per_la_forza_dei_legami_deboli_400
Maria Chiara Calvani, Sul pianerottolo, elaborazione digitale, 2008. Progetto artistico pensato per La Forza dei Legami Deboli
        
Leggi anche:
#1 TRACCE PER UNA GEOGRAFIA DIALETTICA

http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=8089
L’INTERVISTA A START
http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=7819


In copertina: #3 Trastevere 259, Sud Km0-Racconti di viaggio, Roma - 16 giugno 2009





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