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MUSIKEY LUGLIO 2010
Autore: Mdi Ensemble
Data: 01.10.2010

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Questo mese…





fiaba_1Tema del mese. Fiaba e musica. L’enfant et les sortileges di Maurice Ravel
In evidenza. Le fiabe in musica di Nicolaj Rimskij-Korsakov
Focus on. L’Uccello di Fuoco di Igor Stravinskij
Concerti. Mdi Ensemble al Festival Internazionale di Durazzo e al Festival MiTo
Libro. Musica e Fiaba. Riflessioni, percorsi e proposte didattiche (con CD allegato) di Paola Lenzi ed. ETS- Pisa



Tema del mese. Fiaba e musica.
« L’enfant et les sortileges » di Maurice Ravel


La musica è una disciplina fondamentale per l’educazione dei bambini fin dalla tenera età.
Essi rimangono incuriositi dall’ascolto dei primi suoni-rumori: dalla voce della mamma al tintinnio di alcuni giocattoli ed associano tutto quanto alla sfera del gioco e del divertimento.
Il mondo della musica, così come quello della fiaba, appartiene al un regno del gioco, dell’intuizione, della magia e della fantasia.
Questa concezione moderna è il risultato di un percorso storico-cognitivo cui hanno partecipato con le loro intuizioni grandi studiosi e filosofi già a partire dal VI-V secolo a.C., epoca in cui la musica entra a far parte del sistema educativo e ad essere accostata alla sfera dei numeri e dei pianeti, da Pitagora “…la musica, assieme alla matematica, coinvolge tutto il cosmo…” a Platone “…la musica serve ad arricchire l’animo così come la ginnastica giova ad educare il corpo… (da le Leggi nella Repubblica)”.
Aristotele poi pone l’accento sulle qualità terapeutiche della musica, la Katharsis (catarsi) greca ossia la guarigione della mente mediante la purificazione dell’animo.

Su queste basi filosofiche alcuni compositori cardine del Novecento, pongono il  tenero mondo dell’infanzia e l’atmosfera fantastica al centro delle loro opere: Ravel, Poulenc, Stravinskij.

Maurice Ravel ne “L’enfant et les sortileges” su testo di Colette, narra la storia di un bambino capriccioso  e svogliato che, punito dalla madre, per dispetto inizia a mettere a soqquadro la sua stanza dove è rimasto da solo: strappa i libri, fa volare in mille pezzi la teiera e la tazza, tira la coda al gatto, toglie il bilanciere all’orologio.     
Dopo questa sfuriata capricciosa, si adagia stanco sulla poltrona; e qui cominciano i sortilegi: la poltrona si agita e si mette a ballare una danza antica, seguito dagli altri mobili; l’orologio si lamenta dell’equilibrio perduto (“Ding, ding, ding”); la teiera  e la tazza in un buffo cinese chiedono vendetta; perfino il fuoco del caminetto, sfrigolando con lunghi vocalizzi, nega il suo calore al bambino, che comincia ad aver paura, mentre i pastori e le pastorelle della tappezzeria fatta a brandelli cantano un lamentoso addio (“Adieu pastourelles”).
Ad un certo punto dalle pagine del libro strappato esce a consolarlo la Principessa che lo rimprovera dolcemente (“Oui, c’est Elle”), intreccia con lui un tenero duetto, quasi fosse il Principe dal Cimiero color d’aurora, ma lo abbandona desolato (“Toi, le coeur de la rose”).
Ed ecco sopraggiungere l’aritmetica, un vecchietto con un pi greco in testa e un codazzo di numeri, che sconvolge il fanciullo poco studioso con terribili problemi.
Intanto è sorta la luna e due gatti intrecciano un buffo duetto amoroso. Il bambino si trova in giardino, dove anche alberi e animali hanno sofferto i suoi dispetti e lo rimproverano: la rana, la libellula infilzata, il pipistrello si scontrano in una gazzarra frenetica, in cui uno scoiattolo viene ferito a una zampina. E il bimbo lo cura, fasciandolo con un suo nastro.
Gli animali, stupefatti del buon gesto (“Il a pansé la plaie”), riaccompagnano l’enfant dalla mamma (“Il est bon, l’enfant”).

Quello che sembra aver attirato Ravel verso un’opera quasi fatta di niente, eppure di così difficile realizzazione scenica che lasciò perplessa al suo primo apparire anche la critica, fu senza dubbio lo spirito di leggerezza e libertà ballettistica che la pervade, l’atmosfera fantastica del racconto e delle apparizioni, la presenza del tenero mondo dell’infanzia.

E’ molto importante la scelta degli strumenti che riproducono proprio questo mondo fantastico.
La scena dell’ira infantile è accompagnata dal secco timbro del pianoforte-luthéal che deforma il timbro del clavicembalo (o, in mancanza di esso, da un pianoforte verticale con un foglio tra i martelletti e la cordiera).

Quindi inizia la serie delle danze: il minuetto delle due poltrone, il martellante episodio della pendola, il dialogo della teiera con la tazza cinese.   

L’orchestra ha un ruolo fondamentale, ricchissima di ritmi moderni e d’invenzioni timbriche, ma anche sognante e soffusa (trombe in sordina, celesta, contrabbassi spinti verso l’acuto, la sequenza di quarte e quinte degli oboi per dipingere in apertura il torpore della stanza del bambino svogliato).            

Il sogno del fanciullo si realizza quando viene accompagnato dal coro degli animali, toccante e quasi religioso, nel grembo della Mamma.
E’ qui che Ravel ci conduce «sulla soglia del pianto, con uno scoppio di umana cordialità e un’emozione debordante» (Mantelli).

Siti
http://www.mdiensemble.com/
http://www.mitosettembremusica.it/


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In evidenza. Le fiabe in musica di Nicolaj Rimskij-Korsakov
(Tikhvin-Pietroburgo, 1844 – Liubensk-Pietroburgo, 1908)

La fanciulla di Neve (Snegurocka)

La fiaba di Korsakov è tratta da una commedia di Alexander N. Ostrowsky.
Utilizza il testo e in circa due mesi porta a compimento la sua opera.
Lo spunto creativo gli deriva dalla ricchezza della natura che lo circonda nella sua villa di Stélevo, in piena campagna russa.

L’opera, che per la prima volta viene rappresentata il 10 febbraio 1882 al Teatro Mariinskij di  Sanpietroburgo, ottiene subito un immenso successo di pubblico.
La  critica invece si dimostra abbastanza severa accusando l’autore di eccessivo folclore e mancanza di senso drammatico.
Rimsij-Korsakov è comunque soddisfatto del risultato tanto da considerare La fanciulla di neve come la sua opera più riuscita, sia dal punto di vista musicale, sia dal punto di vista scenico, risultando nell'insieme molto ben proporzionato. Dice: "Chiunque non ami Snegurocka non ha capito niente della mia musica, né di me stesso".
Lo sfondo mitologico nella sua delicatezza fiabesca e nel travestimento fantastico di eventi naturali, è il più adatto all'animo del compositore, che nella musica ricerca sempre le radici dell'anima popolare.
L'intrigo avventuroso serve soprattutto ad alimentare un fiume di canzoni, di balli, di esplosioni corali e strumentali. E' la sterminata campagna russa, nel sonno invernale e nel ridestarsi primaverile che avanza tra canti di pennuti e stormire di fronde.
Dal 1892, dopo il grande successo ottenuto a Mosca sebbene lo spettacolo integrale sia durato ben cinque ore, l'opera è tra le più popolari del mondo russo.

In Occidente hanno successo soprattutto le scintillanti danze che, riunite in suite con altri brani orchestrali, sono anche utilizzate (nel 1915) per uno dei più popolari spettacoli di danza dei Balletti Russi di Djaghilev.

LA SUITE    

1 - Introduction
2 - Danse des oiseaux
3 - Cortège
4 - Danse des buffons
 

La fiaba dello zar Saltan
suite op.57

Una suite orchestrale, eseguita per la prima volta a Mosca il 3 novembre 1900, sotto la direzione di Ippolitov-Ivanov, è composta da quattro quadri:
Addio e partenza dello zar
Si riferisce all'antefatto (la scelta della sposa, la dolce e appassionata Militrissa; la descrizione delle sorelle cattive e della malefica Barbarikha), in cui sono delineati i diversi personaggi con melodie di poche note, di tipico sapore russo, derivate da canzoni popolari e introdotte da una fanfara squillante che, nell'opera, apre ogni atto.
La zarina sul mare
Offre uno spunto per una descrizione a vivaci colori di un ambiente marino, ora cupo e minaccioso ora fiabesco e cullante, nel magico incanto di una notte stellata.
Volo del calabrone
Straordinaria evocazione naturalistica, di onomatopeico realismo e di grande virtuosismo orchestrale, di solito eseguito da solo, trascritto per vari strumenti. In esso si descrive in forma di moto perpetuo la magica trasformazione del principe Guidòn che, sotto le sembianze dell'insetto, sorprende e punisce i nemici che lo hanno cacciato dal regno del padre Saltan.
I tre miracoli
Rappresenta con dovizia di colori e di effetti sinfonici, le tre meraviglie della città d'oro, in cui la vicenda si conclude felicemente: lo scoiattolo, che sulle note acute dell'ottavino sgranocchia noci d'oro dal cuore di smeraldo e riempie la gabbia dei frammenti di esse; i trentatré eroi del mare sospinti dal vento ricreato dai legni e dagli archi; infine, la Principessa-cigno incoronata dalla luna e dalle stelle, in un clima vorticoso e festoso.

LA SUITE

1 – Addio e partenza dello zar (Allegro)
2 – La zarina sul mare (Allegro maestoso)
3 – Volo del calabrone (Allegro)
4 – I tre miracoli (Moderato, Allegro)

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Concerti

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA DA CAMERA CONTEMPORANEA - DURAZZO (ALBANIA)
- Mercoledì 18 agosto 2010, ore 20.00
- Teatro Alessandro Moisiu, Durres

Ludwig von Beethoven, Trio op.11 in si bemolle maggiore per clarinetto,  violoncello e pianoforte
Helmut Lachenmann, Allegro sostenuto per clarinetto, violoncello e pianoforte

Paolo Casiraghi, clarinetto
Giorgio Casati, violoncello
Luca Ieracitano, pianoforte


FESTIVAL MITO

- Venerdì 17 settembre 2010, ore 17.00 - Piccolo Regio Puccini, piazza Castello 215, Torino

- Sabato 18 settembre 2010, ore 17.00 - Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano



Helmut Lachenmann, Trio fluido per clarinetto, viola e percussioni
Arnold Schönberg, Trio op.45 per violino, viola e violoncello
Helmut Lachenmann, Allegro sostenuto per clarinetto, violoncello e pianoforte

Interpreti: Mdi Ensemble


Focus on. L’Uccello di Fuoco di Igor Stravinskij (Pietroburgo, 1882-New York, 1971)
 
Stravinskij, il più geniale rappresentante dell'arte musicale moderna, si interessa di musica per bambini e dall’incontro e l’amicizia con Serghei Diaghilev, fondatore dei celebri Balletti Russi, nasce il noto balletto "L'uccello di fuoco".
All'elemento fantastico della coreografia si aggiunge quello ancor più fantastico della musica: una pioggia di ritmi e note colorate.
La prima, con la ballerina Karsavina, ha luogo a Parigi il 26 giugno 1910.
Con questa partitura Stravinskij si afferma, attirando un grande trionfo di pubblico e critica.

L’opera viene ben presto adattata come suite e sotto questa veste diventa assai popolare.

La trama del balletto deriva da un vecchio racconto russo che tratta del mostro Kaschchei, l'immortale.
E' un ballo russo nel soggetto e nella musica che trasferisce nella forma spettacolare del balletto il gusto del favoleggiare profondo in quel popolo.
I momenti più interessanti si trovano nella danza infernale del mostro Kaschchei, con i suoi barbari contrattempi e le sgargianti scale in ascesa per percorrere l'intera gamma dei suoni.
Un altro momento molto efficace è il Finale preceduto dalla delicata Berceuse, in cui per la dolcezza melodica e il gioco delle armonie sembra salutare il mondo dell'infanzia e i racconti struggenti e incredibili della "niania".
 
LA SUITE

1 Introduzione        
2 Il giardino incantato di Kaschchei     
3 Apparizione dell'uccello di fuoco inseguito da Ivan Tsarevitch 
4 Danza dell'uccello di fuoco      
5 Cattura dell'uccello di fuoco    
6 Supplica dell'uccello di fuoco      
7 Gioco delle principesse con le mele d'oro    
8 Improvvisa apparizione di Ivan Tsarevitch    
9 Ronda delle principesse      
10 Sorge il giorno       
11 Apparizione dei mostri guardiani e cattura di Ivan   
12 Danza del seguito di Kaschchei incantati dall'uccello   
13 Danza infernale di Kaschchei      
14 Berceuse - Ninna nanna      
15 Sparizione del palazzo e dei sortilegi. Animazione dei cavalieri pietrificati. Allegria generale    

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Libro. Musica e Fiaba. Riflessioni, percorsi e proposte didattiche (con CD allegato)
di Paola Lenzi ed. ETS- Pisa


Un invito a riflettere sul binomio musica e fiaba:
- Riflessioni
E’ la parte più densa di contenuti teorici ed è costituita da vari capitoli che aiutano a suddividere la vasta gamma di considerazioni sul tema della fiaba.
Dopo un primo sguardo sul significato e sulle funzioni della fiaba, si sottolinea l’importanza di raccontare fiabe; i bambini non sono adulti in miniatura e la realtà che vivono è una realtà simbolica, in cui sono importanti le spiegazioni per immagini.
Ci si sofferma poi sulle figure di Andersen, Propp, Calvino e Bettelheim che hanno contribuito, in prospettiva artistica, storica, letteraria e psicoanalitica, a mostrarci la fiaba come un supporto indispensabile per accedere al mondo interiore, ma anche per insegnarci ad affrontare creativamente i problemi e a risolverli.
La fiaba viene ad assumere così un valore educativo di per sé, divenendo una sorta di modello di ‘percorsi di pensiero’.
Questa prima parte si chiude con un interrogativo, relativo alla condizione attuale della fiaba, per capire se sia ancora oggi un’esperienza cruciale di crescita e di formazione.

- Percorsi
Si entra nel vivo del libro, in cui si guarda più da vicino come la musica si intrecci alla fiaba, illuminando tutto l’ingranaggio narrativo, scoprendone gli aspetti più intimamente espressivi e comunicativi, in un gioco fantastico che accresce paure, emozioni e attese.
Si esaminano alcune significative fiabe musicali (L’Enfant et les Sortilèges di Ravel, l’Histoire de Babar di Poulenc, L’Histoire du soldat di Stravinskij e Turandot di Puccini), cercando di cogliere i rapporti tra musica e testo.
Questa parte si conclude con uno sguardo alla produzione di fiabe musicali dall’Ottocento ai giorni nostri, che ci dimostra quanto la fiaba sia universale e al tempo stesso flessibile e polimorfa.

- Proposte
L’ultima parte del libro presenta tre fiabe musicali (Cappuccetto Rosso su testo ispirato ai Grimm, Una viola al Polo Nord e L’omino di niente su testo di Rodari) che vogliono essere uno spunto per insegnanti, educatori, genitori e a quanti altri si occupano di bambini e ragazzi, per numerose attività di sonorizzazione, strumentazione, drammatizzazione; ognuno potrà attuare ciò che gli sembra più idoneo all’età e alle capacità medie del gruppo in cui opera e adattarlo alle proprie esigenze.

L’autore
Paola Lenzi è docente di Elementi di Composizione al Conservatorio di musica "G. Puccini" di La Spezia ed è attiva come compositrice. Le sue musiche, ricche di immagini e metafore spesso di tono surreale e fiabesco, spaziano da brani solistici a quelli orchestrali e sono presenti in rassegne, festival e concerti.
Da molti anni opera nel campo della didattica musicale, prestando particolare attenzione al tema della fiaba e al suo rapporto con la musica.
Ha pubblicato testi e musiche per bambini; brani che hanno radici in arti diverse: musiche che ricordano la pittura e viceversa, suoni che ricordano colori, timbri che assumono vibrazioni colorate e che mirano a proiettare idee, fantasie e immagini del ricordo


Discografia a cura di Alberto Moretto
10 anni dopo Franco DONATONI - (1927-2000) ITALIA

Interpreti

Divertimento ensemble
Mario Marzi, sassofono
Lorenzo Missaglia, flauto
Italian Saxophone Quartet
Direttore: Sandro Gorli
Anno di Registrazione: 2009 Data di pubblicazione: 11-06-2010 Numero di catalogo: STR 33838 Etichetta: STRADIVARIUS – Italia

Massacre Wolfgang Mitterer

Interpreti:
ELIZABETH CALLEO, Duchess of Guise (coloratura soprano); VALÉRIE PHILIPPIN, King of Navarre (soprano); NORA PETROČENKO, Queen of N. & Catherine de Medici (mezzo); JEAN-PAUL BONNEVALLE, Henry III (countertenor); LIONEL PEINTRE, Duke of Guise (baritone) Elizabeth Calleo, Duchess of Guise (coloratura soprano); VALÉRIE PHILIPPIN, King of Navarre (soprano); NORA PETROČENKO, Queen of N. & Catherine de Medici (mezzo); JEAN-PAUL BONNEVALLE, Henry III (countertenor); LIONEL PEINTRE, Duke of Guise (baritone)
REMIX ENSEMBLE
Anno di Registrazione: 2008 Data di pubblicazione: 2010 Numero di catalogo: WWE 1 CD 20294 Etichetta: COL LEGNO – Germania







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