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conceptinprogress, Barbari siamo noi. Furini Arte Contemporanea, Roma
Data: 15.11.2010

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Continueremo a vedere l’altro come barbaro finchè non capiremo che le labbra si aprono quando l’udito è pronto a ricevere le parole’. conceptinprogress

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Courtesy Galleria Furini Arte Contemporanea, Roma


Nella triste Italietta odierna, cinque immigrati arrampicati su una gru dimostrano di avere maggiore dignità e senso civico di chi ci governa o di molti di noi; chissà cosa ne pensano Amparo Ferrari e Sebastián Zabronski, in arte i conceptinprogress – originari di Buenos Aires, dal 2003 a Berlino dove vivono e lavorano – che giovedì scorso ci hanno regalato un’interessante performance dal titolo Barbari siamo noi - presso la Galleria Furini Arte Contemporanea - sui meccanismi di produzione della paura e del potere e di come questi possano essere decostituiti con le armi dell’ironia e dell’intelligenza, le stesse che i due artisti da sempre prediligono utilizzare. Sin dagli esordi come borsisti alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia i conceptinprogress si sono distinti per la predilezione di una modalità artistica spontaneamente orientata verso la pratica performativa socialmente utile; una pratica performativa non fine a sé stessa ma intesa come strumento di ricerca e continua re-interpretazione dei meccanismi di lettura della sfera pubblica. Non fa eccezione Barbari siamo noi che ancora una volta ci stimola ad abbandonare la precostituita dicotomia tra civilizzazione e barbarie e il nostro presunto senso di superiorità per abbracciare, invece, un maggiore relativismo culturale. Sotto le vesti di un coniglio rosa che gradualmente si libera delle sue ingenue apparenze per scoprirsi capace di un innato desiderio di comunicare, e per giunta in una lingua a noi comprensibile e dunque spingendoci a liberarci dei nostri innati preconcetti, ha preso vita la necessità di cominciare a rifondare la nostra convivenza civile su nuove basi: non più dettate da paura e insofferenza ma da tolleranza, curiosità e apertura. ‘My present is your present’ ci sussurrano i conceptinprogress nel finale, giocando con l’etimologia. Tornando all’attualità, il nostro presente appartiene anche a quei cinque immigrati senza permesso di soggiorno. E il loro regalo è continuare a combattere quelle battaglie che noi stiamo dimenticando.






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