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Cultura e impresa, una coppia felice negli Archivi e nei Musei aziendali.
Data: 24.11.2010

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Vai all'evento: Internete mondi digitali. Opportunità ed esperienze per i musei e gli archivi di impresa

Vai alla sede: Associazione Civita





In piena epoca tecnologica e multimediale, anche il mondo apparentemente polveroso dei musei e degli archivi d’impresa è chiamato a confrontarsi con le nuove tecnologie e sembra farlo con ottimi risultati. Questo quanto emerso dalla conferenza “Internet e mondi digitali. Opportunità ed esperienze per i musei e gli archivi di impresa”, lo scorso 22 novembre presso l’associazione Civita di Roma.

I musei d’impresa, nati nel corso degli anni Novanta, quali mediatori della storica diatriba tra impresa e cultura, sono oggi una realtà molto consistente nella nostra Penisola. Spesso creati dalla volontà di un imprenditore illuminato con lo scopo di conservare la memoria storica della sua azienda, svolgono funzioni di estremo rilievo sia all’interno dell’impresa stessa, ma anche e sempre di più all’esterno. Salotto bello dell’azienda, il museo, dove accogliere i partners - meglio se internazionali - catalizzatore dell’identità visiva dell’impresa dove tutti i membri possono riconoscersi nello spirito e nella sua memoria storica, diviene oggi “uno strumento di identità territoriale e di valorizzazione turistica”, come testimonia l’intervento di Marco Montemaggi, vice presidente di Museimpresa, l’Associazione nazionale nata nel 2001 che conta oggi 48 associati tra Musei ed Archivi. Dall’ultimo studio del Touring Club sul tema è emerso che la realtà dei musei aziendali è in grado di creare un flusso di turisti considerevoli intorno alle città in cui hanno sede. Un flusso di pubblico che, come spiega Montemaggi, afferisce ad un “turismo tematico” che va oltre quello artistico. L’Italia cioè è apprezzata dagli stranieri oltre che per le sue bellezze storico artistiche, anche per il Made in Italy e sono proprio i musei d’impresa a raccontare la nostra cultura d’eccellenza e la nostra qualità del produrre, divenendo strumenti per il territorio e non solo per l’impresa, assumendo cioè “un valore identificativo” – precisa Montemaggi. “I musei e gli archivi d’impresa sono parte della nostra storia – continua – spazi che conservano consuetudini lavorative che altrimenti andrebbero perse.” Non sono solo dunque meri strumenti al servizio del settore marketing e pubblicità di un’azienda, i musei d’impresa sono portatori di un valore identitario ed identificativo, in cui un’intera comunità può riconoscersi attraverso la storia, la cultura, la lingua. Strumento di de-localizzazione - come argomenta il vice presidente di Museimpresa - poichè spesso sorgono in zone industriali della città, lontani dai siti di attrazione turistica, i musei d’impresa offrono importanti vantaggi allo sviluppo turistico di un territorio contrastando anche il fenomeno del turismo stagionale di alcune zone della Penisola, offrendosi come attrattive perenni e per un pubblico differenziato.

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Da sinistra a destra- Massimo Negri, Lucia Nardi, Antonio Maccanico, Albino Ruberti, Marco Montemaggi

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Museo Salvatore Ferragamo, Firenze.


Inoltre, come conclude Montemaggi, negli ultimi anni stanno nascendo molti network sul turismo d’impresa, come il Motor Valley dell’Emilia Romagna che riunisce e valorizza il patrimonio territoriale dell’automobile; o come Milano città del Progetto e Made in Torino. Progetti di turismo d’impresa che testimoniano come il turismo stia cambiando. Ma del resto che il museo d’impresa funga da medium tra l’azienda ed il territorio, non è una novità. Casi esemplari in questo senso sono il Museo Piaggio di Pontedera, o ancor di più il Museo Borsalino che, come ricorda il vicepresidente di Museimpresa, nasce dalla collaborazione tra azienda e comune. Esempio di eccellenza viene anche dall’esperienza di Mariella Biollino, Assessore alla Cultura della Provincia di Biella, che racconta la nascita del Centro Rete Biellese degli archivi Tessili e della Moda, con l’obiettivo di creare un itinerario turistico del territorio e di “tessere il futuro sulle trame del passato” essendo la storia della lana Biellese il DNA del territorio.

All’interno di un così vasto e complesso sistema museale, che è quello dei musei aziendali, l’uso di internet e del digitale, è fondamentale per la promozione e la diffusione delle realtà museali. Tema questo affrontato da differenti punti di vista e da più di un relatore, durante la mattinata.
Anche il cittadino più riottoso non può che confrontarsi con internet” il moderatore della conferenza Massimo Negri, Direttore European Museum Academy, introduce all’argomento in seguito alla presentazione di Antonio Meccanico, Presidente Associazione Civita, che ricorda in un intervento commosso, Gianfranco Imperatori, economista e fondatore dell’Associazione, scomparso nel 2009. “Come diceva sempre Imperatori – ricorda Albino Ruberti, Segretario Generale Associazione Civita – il turismo ha mondi diversi”, ed il turismo industriale è uno di questi mondi la cui fruizione va incentivata e valorizzata attraverso l’uso di internet e delle nuove tecnologie, quali risorsa ed opportunità. “Bisogna investire in cultura, ricerca ed innovazione tecnologica – continua - per guardare al futuro partendo dal patrimonio storico della nostra memoria”.

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Le regole del gioco donna, Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa

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Progetto 128 disegnatori, Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa

E grazie all’uso di internet questi contenitori di storia e di memoria, che sono i musei e gli archivi, hanno la possibilità di diffondere ed organizzare la conoscenza. A parlare di questo è Danila Silvagni, Direttore Divisione Beni Culturali Data Management SpA, che spiega l’attività della sua azienda mirata all’implementazione strategica dei new media per la costruzione di data base e repository di dati ed informazioni archiviate e facilmente recuperabili. Ma l’esperienza diretta viene dall’intervento di Francesca Appiani vice presidente di Museimpresa e curatrice del Museo Alessi a Crusinallo di Omega, che illustra l’efficace strategia di archiviazione messa in atto, attraverso la realizzazione di un vasto data base digitale in cui le ricche schede di catalogo sono condivise in rete da tutti i settori aziendali. L’obiettivo, raggiunto, è un livello di approfondimento e completezza straordinari, alla cui base si evince un notevole lavoro di studio, catalogazione e schedatura. Uno strumento che segue ciascun oggetto dal progetto alla produzione, l’archivio realizzato dall’Alessi “unisce le esigenze del museo con quelle del settore comunicazione dell’azienda” e garantisce un livello di approfondimento tale da fornire dati relativi a storia, progettazione, esposizione in mostre, apparizioni in film, citazioni in libri e molto altro, di ciascun oggetto prodotto dall’azienda. Aziende che investono in cultura, sia all’esterno che per se stesse, aziende che credono nella propria storia come fattore di valorizzazione e che vedono nell’archivio storico una risorsa imprescindibile per la crescita dell’azienda. Questo il caso dell’Eni, come spiega Lucia Nardi, Responsabile Attività Culturali dell’azienda, in cui la storia aziendale e con essa l’archivio storico è una preziosa fonte per la comunicazione dell’identità aziendale. O come il caso del Museo Ferragamo di Firenze, dove proprio dall’archivio nasce il progetto Ferragamo’s Creations per la riedizione di scarpe storiche, come racconta Stefania Ricci, Direttore del Museo. Dello stesso parere anche Sergio Toffetti Direttore Archivio Nazionale Cinema d’Impresa, “una struttura al servizio di musei ed archivi di impresa”, come sostiene ricordando che “l’industria italiana usa il cinema sin dalle origini del cinema.”

La memoria è bella – dichiara Alessandro Laterza, Presidente Commissione Cultura Confindustria, ricordando le parole di Gianfranco Imperatori – quando diventa fonte di ispirazione quotidiana” e conclude l’intervento con l’auspicio che proprio attraverso la cultura l’Italia riprenda la giusta marcia. Chiude infine l’interessante mattinata di confronto Luciano Scala, Direttore Generale degli Archivi MiBAC, illustrando, tra gli altri, il progetto “Portale Archivi d’Impresa” già avviato, e di imminente conclusione, che ha ottenuto l’adesione di circa quaranta realtà disponibili ad offrire memoria e conoscenza da diffondere e condividere, con l’obiettivo di creare un “racconto corale per far rivivere la storia a giovani e studenti”.

Proprio in questi giorni di agitazione e fermento politico-sociale attorno alla questione cultura, una saggia risposta sembra giungerci quindi dalle storie di Archivi e Musei d’Impresa, storie troppo poco spesso tramandate però. Che sia forse arrivata l’ora di farlo?

In copertina: Museo Salvatore Ferragamo, Firenze.





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