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Da Arskey n.1 -Breaking News-, genesi di una mostra d’autore. Intervista al curatore Filippo Maggia
Data: 07.02.2011

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Vai all'evento: Breaking News. Fotografia contemporanea da Medio Oriente e Africa

Vai alla sede: Ex Ospedale Sant’Agostino

Gli artisti correlati: Pieter Hugo, Yto Barrada, Yael Bartana, Ahlam Shibli, Mounir Fatmi, Samuel Fosso, Wael Shawky, Guy Tillim, Philip Kwame Apagya, Mikhael Subotzky, Akram Zaatari, David Goldblatt, Taysir Batniji, Jodi Bieber, Bob Gosani, Goddy Leye, Daniel Naudé, Cedric Nunn, George Osodi, Hrair Sarkissian, Jinoos Taghizadeh


 
Filippo Maggia è il chief curator della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che con il progetto Fondazione Fotografia ha avviato una serie di acquisizioni per dar vita a una collezione permanente italiana e internazionale strutturata per aree geografiche. Dopo le mostre fotografiche relative all’Est Europa e all’Estremo Oriente, è ora la volta di “Breaking News”, incentrata su Africa e Medio Oriente, ospitata presso l’ex Ospedale S. Agostino di Modena dal 28 novembre 2010 fino al 13 marzo 2011: 100 fotografie realizzate da 21 artisti, acquistate dalla Fondazione negli ultimi due anni.   

Fulvio Chimento: “Mi tolga subito una curiosità, come riesce a scoprire e contattare artisti provenienti dagli angoli più remoti del pianeta?”              
Filippo Maggia
: “E’ fuori di dubbio che le varie attività che ho svolto nel corso della mia carriera in questo caso si intrecciano: critico, docente, consulente. Da più di dieci anni inoltre sono il curatore per la fotografia italiana per conto della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, e queste esperienze mi hanno aiutato a entrare in contatto con colleghi e artisti provenienti da tutto il mondo. Due anni fa per esempio sono stato alla Biennale di Yokohama come inviato del ‘Giornale dell’Arte’. Nello specifico, di alcuni fotografi orientali, mediorientali, africani o dell’Est Europa conoscevo già le opere; altri invece, esordienti, mi sono noti tramite gallerie d’arte con cui mi relaziono. Ci sono dei casi, tuttavia, in cui ho scoperto e lanciato dei nuovi artisti, oppure riattualizzato artisti che erano quasi scomparsi dalla scena. Da questo punto di vista è emblematico il caso di Yto Barrada, fotografa franco-magrebina presente in mostra: ai bordi del mercato internazionale negli ultimi anni, ha vinto un mese fa il premio indetto dalla Deutsche Bank come artista dell’anno. Yto nel 2011 avrà quindi la possibilità di esporre al Guggenheim di Bilbao, e questa è una buona cosa anche per noi, che abbiamo acquistato le sue opere in tempi non sospetti”.

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Philip Kwame Apagya
White House Picknicker, 1999 / 2002
c-print
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena


F. C: “L’acquisizione delle opere avviene in base alla mostra che sta progettando o in base alle esigenze della collezione?”  
F. M:
“A noi non interessa avere una collezione composta di ‘grandi nomi’, lo scorso anno per esempio abbiamo rinunciato a Marina Abramovic e Boris Mikhailov perché la loro quotazione è ormai troppo elevata. Al contrario, riteniamo che il lavoro di ricerca e di investimento che svolgiamo debba puntare su artisti ‘middle carrier’ o emergenti. Detto ciò, c’è un primo momento in cui accumulo tutto il materiale, segnalazioni, informazioni, e contatto galleristi e collezionisti ma soprattutto colleghi e istituzioni. Dopo questa fase di raccolta dati, che solitamente avviene un anno prima dell’inaugurazione della mostra, cerco di rintracciare gli artisti che mi interessano durante le biennali o le grandi fiere, come Basilea. Per comprare infine prendiamo contatti direttamente con la main gallery, perché ci interessa avere la migliore selezione possibile. Il metodo di scelta è molto semplice: si individua un ristretto numero di artisti partendo da un’ampia selezione. Nel caso di ‘Breaking News’, per arrivare a 21 sono partito da 90 nomi iniziali. Il tutto ovviamente è relativo all’area geografica cui ci rivolgiamo: Africa e Medio Oriente presentano problemi di natura politica e territoriale che devo tener presente nella mia selezione. C’è poi un’ultima fase in cui valuto il lavoro nello specifico e di conseguenza l’equilibrio generale della mostra”........ 

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In copertina: Guy Tillim
Jean-Pierre Bemba con le sue guardie del corpo, 2006
stampa inkjet
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena







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