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Vissi d’arte, vissi d’amore: l’amicizia tra Patti Smith e Robert Mapplethorpe
Data: 14.02.2011

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 Un’amicizia lunga una vita, nata dalle ceneri di un amore e fondata su un’identità profonda .E’ quella tra Patti Smith, leggendaria musa rock e Robert Mapplethorpe, geniale fotografo.

I due sembrano essere predestinati: sono nati entrambi di lunedì, crescendo si sentono estranei rispetto alla propria famiglia. Si incontrano nella New York degli anni Sessanta, dove Patti è arrivata in fuga da Philadelphia , decisa a raggiungere degli amici che non troverà e dove Robert, non Bob per lei, dipinge.

Patti e Robert vivono insieme un amore fatto di interessi comuni per l’arte e la musica, difficoltà finanziarie, acidi che ogni tanto Robert si cala, grande tenerezza e sostegno reciproco. Fanno un patto di mutua assistenza, cercano se stessi e la propria strada in un momento dalle mille possibilità. Si lasciano, lui parte per San Francisco in cerca della propria identità, lei va a Parigi con la sorella. Rimangono, però, in contatto e al ritorno si ritrovano a New York, dove Robert è rientrato in cattive condizioni di salute. Patti per assisterlo si trasferisce con lui al Chelsea Hotel, mitico albergo di intellettuali e artisti e insieme inaugurano una nuova stagione.

E’ il 1969 e, nel corso di una gita a Long Island per festeggiare il loro secondo anniversario insieme, Patti e Robert si fanno scattare la fotografia che campeggia sulla copertina di “Just Kids”, il libro pubblicato dalla cantante nel 2010 per tenere fede ad una promessa fatta a se stessa e per ricordare l’amico di una vita ormai scomparso e premiato nel mese di novembre con il prestigioso “National Book Award”.

Vi si rievoca il lungo rapporto tra i due ed un momento straordinario dell’ambiente newyorchese, sul quale aleggia lo spirito di Andy Warhol, mito di Robert, della Factory e dei locali come il “Max” che il grande artista pop frequentava. Si ripercorrono i sogni di Patti che scrive e disegna, mentre lavora in una libreria per vivere e scopre gradualmente le sue doti musicali e quelli di Robert, pittore inquieto e raffinato costruttore di look. Emergono i tanti straordinari personaggi della New York di quegli anni, conosciuti tra il Chelsea Hotel ed il “Max”, le difficoltà economiche e la voglia di realizzare qualcosa di grande. Si rivela una relazione intensa e piena di sfumature che intreccia amicizia e amore, vita e arte, tenerezza per le inquietudini altrui e lucidità ricca di poesia.

E al principio degli anni Settanta ciascuno trova la propria strada: Robert complice una Polaroid presa in prestito, Patty affiancando alle poesie e ai disegni le canzoni. Il legame rimane forte, ma si trasforma in un’amicizia profonda al di là delle parole, delle scelte dolorose intuite e non subito dichiarate.

Gli anni scorrono, Patti pubblica con il suo gruppo il suo primo album “Horses” e la foto di copertina è di Robert, sempre più attento a sviluppare quel linguaggio che lo renderà unico. Nell’estate del 1978 con “Because the Night”, nata da una collaborazione con Bruce Springsteen, Patti diventa famosa. Mentre sentono insieme risuonare per la strada la canzone, Robert riflette che il successo è arrivato prima per lei, ma lo dice con affetto ed orgoglio.

Nell’estate dell’anno successivo, lei si trasferisce a Detroit per incominciare una nuova vita con Fred Sonic Smith, ma il legame rimane intenso, perché, dice, Robert è come una stella della sua cosmologia.

E’ il 1986, Patti scopre di essere incinta del secondo figlio, non sente Robert da un po’ e quando apprende che è malato di AIDS, le tornano in mente le sue premonizioni di tanti anni prima. Chiama prima Sam Wagstaff , da molto tempo compagno e mecenate di Robert. Scopre che è anche lui malato, telefona a Robert e il filo si riannoda. Resterà così fino alla fine di lui nel 1989 , un legame che supera la morte.







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