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Un “Fluxus” in continuo movimento
Data: 28.02.2011

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Gli artisti correlati: Nam June Paik, Alison Knowles




Nella prima metà del mese di febbraio la caffetteria del Museum of Modern Art di New York ha ospitato ad uno dei suoi tavoli un gruppo di commensali che consumavano tutti lo stesso pasto, un sandwich al tonno ed una tazza di minestra, o di siero di latte. Il gruppo di commensali era eterogeneo, solo una persona è stata sempre presente, una signora di 77 anni con i capelli corti e bianchi: si trattava di Alison Knowles, una delle fondatrici di “Fluxus” che riproponeva la performance “Identical Lunch” da lei realizzata più volte a New York e nel mondo a partire dal 1968. In quell’anno, infatti, l’artista incominciò a consumare sempre lo stesso pasto al “Riss” su Eight Avenue a Chelsea. Fu il suo amico e compagno di studio Philip Corner a dare notizia del fatto che Knowles non cambiava mai il suo ordine.

La performance “digeribile” che si è conclusa da pochi giorni al MOMA impersona lo spirito del movimento “Fluxus”, sviluppatosi a partire dagli anni Sessanta tra gli Stati Uniti e l’Europa con l’intento di abbattere le barriere tra l’arte e la vita quotidiana.

Il primo evento ufficiale Fluxus fu il Festival di Wiesbaden in Germania nel 1962, ma gli incubatori della rivoluzione artistica che Fluxus avrebbe avviato, furono, tra la metà e la fine degli anni Cinquanta, più d’uno. Alla Rutgers University a New Brunswick nel New Jersey, nella seconda metà degli anni Cinquanta si incontrarono alcuni giovani artisti come Allan Kaprow, Robert Watts, Geoffrey Hendricks, dando vita ad una serie di sperimentazioni che sarebbero culminate negli “Happenings”. Al seminario di John Cage alla New School of Social Research di New York 1958, si conobbero Dick Higgins, George Brecht, Al Hansen e nella stessa sede l’anno successivo George Maciunas e La Monte Young strinsero amicizia mentre frequentavano il corso di Richard Maxfield seguito al seminario di Cage. Il termine Fluxus incominciò a circolare come titolo di una rivista che Maciunas pensava di pubblicare e dalla fine del 1960 si organizzarono una serie di manifestazioni nello studio di Yoko Ono con la direzione di Young . Nella primavera del 1961 Maciunas organizzò rassegne con il titolo “Musica Antiqua et Nova”. Intanto in Europa Wolf Vostell che già aveva compiuto azioni a Parigi e a Barcellona incominciava a collaborare con Ben Patterson e Bob Watts proponeva “Two Indeterminate Events” al Moderna Museet di Stoccolma.

Alla fine del 1961 Maciunas partì per l’Europa, dove i contatti con Nam June Paik, con Vostell diedero vita al primo Festival Fluxus a Wiebaden nel settembre 1962. Vi si combinarono eventi di carattere musicale ed azioni che sarebbero poi state caratteristiche di Fluxus, come “Zen for Head” di Nam June Paik e “Danger Music 2” di Alison Knowles.

Da quel momento fu un susseguirsi di manifestazioni, il cui centro era occupato dal festival, che offriva la possibilità di presentare il lavoro artistico dal vivo ed in maniera flessibile e dall’evento, inteso come l’unità minimale in lavori d’arte, di performance e di musica. Alla serie di Festival che seguirono come quello del febbraio 1963 all’Accademia di Düsseldorf, che vide la partecipazione di Al Hansen, Robert Watts e Joseph Beuys, Fluxus venne assumendo un’identità più stabile. A Nizza in luglio, nel corso del “Fluxus Festival of Total Art and Comportament”, a prevalere furono le performances in strada e Ben dichiarò la Promenade des Anglais museo internazionale di sculture viventi.

Nel 1964 con la rivista omonima Maciunas ritornato a New York diede vita a quella linea editoriale che avrebbe caratterizzato una delle tendenze Fluxus negli anni a venire.

Negli ultimi anni sempre più spesso mostre ed iniziative hanno ripercorso le vicende di questo movimento, che come è stato più volte osservato si è configurato più come una libera associazione di artisti che come un movimento vero e proprio, segnando una stagione fondamentale per l’arte del secondo Novecento.

Nel gennaio 2010, in particolare, all’Auditorium di Roma si è avviato con la mostra dedicata a George Maciunas il progetto “Fluxus Biennial. 730 giorni hic et nunc”, a cura di Achille Bonito Oliva, che per tutto il 2010 e per il 2011 si è sviluppato con una serie di mostre storiche accompagnate da performances storiche e attuali. Con questa serie di esposizioni-a quella dedicata a Maciunas è seguita quella dedicata a George Brecht, poi quella di Wolf Vostell, è ora in corso quella di Nam June Paik, alla quale seguiranno in quest’anno la mostra di Giuseppe Chiari e poi quella di Robert Filliou- si intende sottolineare l’importanza di Fluxus come collettivo sperimentale, rievocandone lo spirito di immediatezza e di rapporto arte/vita. Fra ottobre e novembre 2010 si è inoltre tenuta a Mosca la mostra “Fluxus. Time will tell…” con la quale si è riaperta la “Casa della Fotografia”. Un flusso di arte e vita in continuo movimento.


In copertina: Alison Knowles. The Identical Lunch. 1973. © Alison Knowles


Leggi anche: http://www.teknemedia.net/magazine_detail.html?mId=8288


Info: http://www.moma.org/visit/calendar/exhibitions/1126









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