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Far West, in mostra al CAM di Casoria storie e volti di periferia
Data: 28.03.2011

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Vai all'evento: Far West. La terra di frontiera

Vai alla sede: CAM - Casoria Contemporary Art Museum



Risale a poco tempo fa l’appello al cancelliere tedesco Angela Merkel firmato dal direttore del Cam – Contemporary Art Museum, Antonio Manfredi, in cui si chiedeva asilo per il museo di Casoria da tempo costretto a continuare l’attività in un contesto istituzionale e politico completamente assente. Ma il CAM è tornato a far parlare di sé poche settimane fa con una delle iniziative correlate a “Far West”, la mostra in corso fino al 24 aprile sul tema della periferia urbana, in particolare quella dell’hinterland napoletano, come terra di frontiera e degrado. Si tratta del progetto firmato da Sebastiano Deva, una campagna pubblicitaria “shock” con manifesti affissi per tutta la città in cui si invita la popolazione non solo a sottoscrivere una proposta di disegno di legge sulla pena di morte civile per i camorristi (l’annullamento dei diritti civili tra cui la perpetua interdizione al voto per loro e per i familiari fino al terzo grado di parentela), ma anche la condanna di tutti quei comportamenti che, inconsapevolmente, contribuiscono economicamente all’attività camorristica, come l’usufruire di servizi o acquistare presso attività commerciali gestiti dalla camorra. Un’iniziativa che, come raramente accade e come certamente non era accaduto nel caso precedente, ha addirittura suscitato la reazione del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, che ha censurato i manifesti e ne ha ordinato l’immediata rimozione perché portatori di un messaggio “incostituzionale” e che, secondo il vicesindaco di Napoli Tino Santangelo, sono solo “ una provocazione artistica che capiscono solo gli artisti… il messaggio lanciato ai cittadini nudo e crudo non è interpretabile se non in un senso”.

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Antonio Manfredi
Lo sceriffo del Parco Verde Caivano, 2009 Video

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Far West Act Sebastiano Deva
e Antonio Manfredi Napoli

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Gianluigi Gargiulio Vele in collina Fotografia, 2005

Coscienza civile, rivoluzione popolare, terra di frontiera, potere del corpo femminile su chi il potere lo detiene, scontri tra tutori della legge e coloro che le leggi le fanno, criminalità. Mai quanto in questo periodo nel nostro paese si è sentito parlare di questi temi. Ma sono anche i temi di “Far West” la mostra curata da Antonio Manfredi in corso al CAM di Casoria. La periferia di Napoli vista come un Far West, una terra di frontiera e di conquista insieme, una terra dove spesso l’illegalità si confonde con la legge, dove nonostante la creatività artistica e il fermento culturale, ciò che regna e vince alla fine sono quasi sempre il degrado e la criminalità. Tra video, musica, fotografia e scultura, il Far West è fonte d’ispirazione, ma anche arte vera e propria, con i suoi mille volti, i suoi personaggi, le sue scenografie e le sue parole. Il percorso incomincia così con un video di Peppe Esposito che racconta la giornata di un insolito, ma reale, personaggio che ogni giorno trascorre il tempo travestito da cow boy in un finto ranch ricostruito in un piccolo giardino comunale. Alle sue spalle gli alti palazzi di Caivano, una delle aree dell’hinterland dall’alta densità camorristica. L’attualità va in scena anche grazie alla mano di Nicola Mette i cui corpi femminili tricolore rappresentano un chiaro riferimento all’attualità politica e al controllo/potere che il corpo delle donne detiene sugli uomini come una minaccia. Le parole sono invece quelle di “Questa città” una canzone di denuncia firmata da Letti sfatti e Patrizio Trampetti con la collaborazione di Erri de Luca che appare anche nel videoclip. Vincenzo invece è il piccolo protagonista del film di Alessandro Falco sulla storia di un bambino di periferia che sogna di andare a vivere a Barcellona per allontanarsi dalla periferia e dal degrado della sua città. Si parla ancora di evasione nel video di Lello Lopez sulla storia di un barbone di Pozzuoli che ha costruito un rifugio pieno di oggetti raccattati in un palazzo abbandonato della città. L’occhio indagatore e a volte indiscreto della fotografia non poteva certamente mancare. La fotografia che con il suo obiettivo riesce a cogliere i frammenti di una realtà complessa, difficile, ma allo stesso tempo affascinante. La ricerca di un rifugio, di uno spazio personale che sia ristoro dell’anima dal difficile Far West, appare nella poetica foto del brasiliano Salvino Campos, in cui la religiosità è l’unico mezzo per lenire la sofferenza. Non manca ovviamente in mostra un’accezione ironica della descrizione del contesto urbano e dei personaggi che lo popolano. Pubblico sfoggio di spazzatura e sfacciato tripudio di avvenenza, il territorio partenopeo viene osservato attraverso il lavoro dei fotografi Luciano Ferrara e del gruppo Wine&Foto che mettono in mostra le contraddizioni di un’area talvolta abbandonata a se stessa ma che non si rassegna ai propri mali, il suo incontro/scontro con la parte antica e nobile della città, i sui volti, i ragazzi dal look cosmopolita che potrebbero appartenere ad una qualsiasi periferia del mondo, da Parigi a New York.

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Lello Lopez
Cyrus 2006 2010 Intervento su fotografia e video


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Peppe Esposito Il pistolero di plastica
Stampa fotografica su specchio, 2011








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