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vessel: motore di ricerca
Autore: Giulia Brivio
Data: 11.04.2011

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Il 14 aprile apre vessel: un nuovo spazio non profit, nuovo nel concept e nuovo nella localizzazione geografica. vessel inaugura infatti la sua attività a Bari. Parliamo del progetto con Viviana Checchia, che insieme a Anna Santomauro, è curatrice di Motore di Ricerca, il cuore di vessel, ovvero un centro di ricerca e di documentazione fisico e digitale, una residenza internazionale per curatori, un ufficio di supporto alla progettazione artistica, una project room e una web radio. Una particolarità di vessel è di essere un progetto creato davvero da giovani, considerando che il team operativo è tutto under 31: Vincenzo Estremo, Fabio Gnali e Andrea Vara, oltre ad Anna e Viviana. A loro si affianca un comitato scientifico di critici e curatori composto da: Charles Esche, Ilaria Gianni, Cecilia Guida, Denis Isaia, Viktor Misiano, Marco Petroni e Roberto Pinto. 

Giulia Brivio: Viviana, qual'è il tuo background? E quello di Anna?

Viviana Checchia:
Sia io che Anna abbiamo lavorato prevalentemente in maniera indipendente e per strutture non for profit, in Italia e all'estero. Forse nasce proprio da qui il desiderio di aprire un luogo come vessel in Puglia. Siamo entrambe pugliesi, anche se non viviamo sul territorio da un po', attualmente io sto svolgendo un PhD alla Loughborough University, in Inghilterra.

G.B:
Cos'è vessel?
V.C:
È una piattaforma aperta, un'agenzia curatoriale, un residency per curatori, un incubatore di progetti e molto altro. Nasce da un attento studio dei bisogni del territorio e dal desiderio di costruire un ponte a vantaggio della mobilità e della riconoscibilità degli artisti pugliesi. Il centro di documentazione raccoglierà i portfolio di artisti pugliesi under 35, che selezioneremo attraverso una serie di open call periodiche, diffuse via web. Alla catalogazione dei portfolio si affiancherà inoltre quella delle tesi di laurea e delle ricerche in diversi campi del sapere: dall'ambiente, alla storia, la linguistica, l'urbanistica, la sociologia... effettuate nelle università e nei principali istituti di ricerca della regione con i quali vessel ha intessuto una fitta rete di collaborazioni.

G.B: vessel: un contenitore o un'imbarcazione pronta a spiegare le vele nel Mediterraneo e oltre? Trovo che la scelta del nome sia molto efficace. Si parla spesso di Mediterraneo, voi avete guardato anche a Est, più lontano. Una scelta nuova, una bella sfida! La residenza per curatori servirà a creare questo nuovo network?
V.C:
Ci auguriamo di si! La residenza servirà a lavorare su questo concetto di ri-definizione, che parte del mio practice based PhD e degli interessi che condivido con Anna. Riteniamo che l'Est sia un campo di azione interessante e debba diventare protagonista attivo di questa tanto decantata Europa alla quale marginalmente anche noi apparteniamo.

G.B: Tornando alla Puglia e all'Italia, quali sono state le difficoltà e gli ostacoli nella realizzazione del vostro progetto?
V.C:
Gli ostacoli son stati e sono tuttora soprattutto di ordine burocratico che, come spesso accade, rallentano i processi. A parte questo, abbiamo riscontrato in alcuni soggetti una certa titubanza nell’accettare il nostro approccio o, più in generale, il nuovo.

G.B: Milano, Roma, Bologna, Torino, sono città che vedono la nascita costante di spazi non profit dedicati all'arte contemporanea e sono ormai avvezze a certe pratiche curatoriali “alternative”, cosa significa scegliere la Puglia?
V.C:
Scegliere la Puglia significa fare una scelta socio-politica, significa confrontarsi con un territorio difficile e allo stesso tempo intervenire su un'aerea privilegiata, piena di spunti culturali e ancora vergine rispetto alla rielaborazione curatoriale.

G.B:
In questi ultimi anni sembra che sia una regione sempre più attiva nell'industria della cultura, a cominciare dal cinema. vessel è un altro importante passo verso questo sviluppo culturale?
V.C:
Credo che la Puglia sia sempre stata molto attiva a livello culturale, una vera fabbrica d'arte, musica e cultura in senso più generale. Sicuramente, in questi ultimi anni, stiamo assistendo ad una fermentazione culturale molto interessante, che vede in gioco nuove energie e nuovi interlocutori, e questo è di certo positivo. Speriamo che si riescano a porre le radici per un reale sviluppo in grado di durare nel tempo.

G.B: Come finanzierete l'attività?
V.C:
Per adesso l'attività è finanziata dal fondo regionale Principi Attivi, in quanto il progetto è vincitore del concorso Principi Attivi 2010 – Giovani Idee per una Puglia migliore. Grazie al contributo del nostro fundraiser, stiamo cercando e ottenendo altre fonti di sostentamento ed altri appoggi.

E a pochi giorni dalla nascita, vorrei farti un'ultima domanda, cos'è l'
incubator?
V.C:
È un ufficio dove i progetti culturali ed artistici verranno “messi in incubazione”. Offriremo assistenza e supporto pratico ad artisti, curatori e operatori culturali pugliesi interessati a sviluppare la propria ricerca in ambito regionale ed europeo. Cercheremo di facilitare lo sviluppo e la sostenibilità dei progetti grazie alle competenze del team, dei curatori, alla nostra rete di partner e collaboratori.

Idee nuove e nuove energie per accendere, il 14 aprile, il motore di ricerca.





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