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Muro di Berlino. La East Side Gallery e gli intrighi di copyright.
Data: 09.05.2011

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La East Side Gallery può essere considerata la più grande galleria d’arte “open air” del mondo. Si tratta del più lungo tratto (circa 1,3 km) del muro di Berlino, o almeno di quella parte rimasta intatta nella sua posizione originale. Essa costituisce, grazie ai suoi graffiti ad opera di numerosi artisti provenienti da tutto il mondo, un vero e proprio simbolo di libertà e di pace. La East Side Gallery è, infatti, interamente tempestata di murales, tutti dipinti sulla parte orientale del muro. Uno spazio espositivo che sviscera fino a diventare un vero e proprio inno alla libertà e da ogni tipo di totalitarismo, un inno alla pace che dall’ormai lontano 1989 ha demolito i confini che dividevano l’Est dall’Ovest.

Chris Mac Lean è l’artista scozzese che ha creato il primo murale e, successivamente, numerosissimi sono stati i contributi che hanno reso il muro così conosciuto per i colori sgargianti e le diversissime immagini che lo caratterizzano. Fra i graffiti presenti, i più noti sono quelli del bacio fra Erich Honecker ed Est Leonid  Brežnev ad opera di Kani Alavi, quello della Trabant che squarcia il muro, realizzato da diversi artisti tedeschi e “Dio mio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale” dell'artista russo Dmitrij Vrubel.

In seguito alla distruzione di alcuni graffiti dipinti sul muro, la galleria open air si trova coinvolta in un misterioso intrigo di copyright. Molti dei murales, infatti, sono stati coperti da altre pitture o graffiti senza il permesso degli artisti originali. Ciò ha fatto scattare una serie di querele da parte di numerosi “graffitari” contro la città di Berlino, accusata di aver gestito male i lavori di restauro e di aver permesso un simile scempio. Molti artisti chiedono, infatti, il risarcimento per l’alterazione dei loro dipinti durante i lavori di restaurato effettuati nel 2008-2009 per celebrare il ventesimo anniversario della caduta del muro. Inizialmente il Consiglio di Berlino aveva offerto per ciascun artista circa tremila euro per ricreare i loro graffiti ma gli artisti hanno ritenuto che l’importo era troppo basso e hanno così deciso di far causa al Consiglio.

“Vogliamo chiarire se Berlino, rappresentata dal quartiere Friedrichshain-Kreuzberg, godeva del diritto, in qualità di proprietario del muro, di rimuovere i dipinti della East Side Gallery durante i lavori di restauro” ha dichiarato Hannes Hartung, avvocato che rappresenta gli artisti in sede legale. Tra i muralisti coinvolti nella vicenda compare la figura di Bodo Sperling, il cui graffito “La trasformazione del personale in una stella di pace in una Europa senza muri”, è stata coperta da una superficie bianca. Sperling chiede un risarcimento di circa 20.000 per violazione della proprietà intellettuale. Anche i graffiti “No Man’s Land”di Carmen Leidner Heidrich, e “La nascita di Kachinas”di Hans Jürgen Grosse sono stati rimossi e ridipinti senza il consenso degli artisti.

Una strana controversia di copyright che rischia, dunque, di creare un vero e proprio dibattito sull’arte dei graffiti. Dipinti anch’essi da tutelare. Dipinti portavoce di quell’arte di strada che ha portato all’incontro di culture appartenenti a mondi diversi ma, da un punto di vista artistico, capaci di  amalgamarsi. Dipinti metafore di libertà, di democrazia, ma anche di gioia e di disagio.









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