ArsKey Magazine | Articolo


Padiglione della Danimarca. 18 artisti per “Speech Matters”
Autore: Mario Margani
Data: 24.05.2011

vai alla pagina
Vai all'evento: Padiglione della Danimarca

Vai alla sede: Biennale di Venezia

Gli artisti correlati: Zhang Dali, Han Hoogerbrugge, Robert Crumb, Runo Lagomarsino, Fos, Taryn Simon, Wendelien Van Oldenborgh, Tala Madani, Lilibeth Cuenca, Thomas Kilpper, Sharon Hayes, Agency, Ayreen Anastas E Rene Gabri, Stelios Faitakis, Mikhail Karikis, Jan Švankmajer, Johannes Af Tavasheden, Tilman Wendland




Il padiglione danese targato Katerina Gregos alla Biennale di Venezia quest’anno si presenta particolarmente folto (18 artisti) ed internazionale – dodici diverse nazionalità e “soltanto” due danesi (FOS, 1971, e Lilibeth Cuenca Rasmussen, 1970).

Intitolata “Speech Matters”, la mostra affronterà il tema della libertà di parola, libertà a volte data per scontata almeno nei paesi che rappresentano la cultura “occidentale”, ma che in realtà trova spesso ostacoli, specie quando sfrutta il web ed altri nuovi strumenti, fino a subire restrizioni e sorveglianze oltre a far scaturire dibattiti su un’eventuale revisione della libertà di parola. La Danimarca è da sempre tra i primi posti nella classifica mondiale sulla liberà di stampa, cosa che ha determinato alcuni casi-limite – quali le famose caricature di Maometto sul giornale Jyllands-Posten – definiti dalla stessa curatrice come casi di “trauma della libertà di parola”.

Sebbene l’attualità ci insegni come la libertà di parola e di espressione vengano spesso sbandierate da più parti diventando vuoti slogan populisti, la realtà più complessa che la Gregos cerca di spiegare presenta diverse ambiguità e zone d’ombra a causa delle quali l’opinione soggettiva su un determinato argomento finisce per influenzare ciò che viene definita come libertà universale. Tornando alla pratica contemporanea dell’utilizzo di Internet si cercherà di stimolare una riflessione sui limiti e le possibilità collegate alla questione della proprietà, del copyright, dell’informazione e del controllo dato una regolamentazione sempre più stringente e tuttavia in apparenza insufficiente.

L’internazionalità dei partecipanti riflette anche la necessità di soffermarsi su determinati casi di censura nazionale – Cina, Iran con rispettivamente Zhang Dali (1963) e Tala Madani (1981) – e sulla volontà di presentare una visione multidisciplinare e ultra-generazionale con la partecipazioni di personaggi come Jan Svankmajer (1934), che con i suoi claymation e stop-motion è diventato celebre per la carica surreale e critica alla società comunista in Cecoslovacchia fino a subire nel 1972 il divieto per otto anni di realizzare film, e Robert Crumb (1943), fumettista ed illustratore statunitense protagonista negli anni ’60 e ’70 del movimento della piccola editoria e del self-publishing con una forte carica satirica su temi come religione, razza e società che nel 2009 ha pubblicato una discussa versione illustrata del libro della Genesi.

7_400_33
Tilman Wendland - Untitled, 2006. Fibreboard, timber. Dimension variable. MMIII Kunstverein Mönchengladbach, Mönchengladbach. Photo: Ivo Faber

6_400_53
Runo Lagomarsino - Las Casas Is Not a Home, 2008-2010; objects, collages, photographs, video, sculptures and schelves. dimension variable. Collection Malmö Art Museum. Photo: Terje Östlind


5_400_89
Thomas Kilpper - State of control, 2009, Site specific floor cut and prints. Former Ministry of State Security of GDR, Berlin. Courtesy Neuer Berliner Kunstverein, Berli. PHOTO: Jens Ziehe


3_400_207
Stelios Faitakis - Heat, 2009, mixed media on wood panel, 125x125 cm, private collection, Athens. Courtesy The Breeder, Athens

2_400_252
Robert Crumb - I was raised to be... ?, 2006, ink on paper; 47,6x36,8 (framed). Courtesy the artist, Paul Morris and David Zwirner, New York

Le tematiche del copyright e della proprietà intellettuale sono affrontati da AGENCY, nata nel 1992 da Kobe Matthys, con un archivio in-progress di materiale legato a processi, contestazioni e controversie legali consultabili liberamente dal pubblico.

Runo Lagomarsino (Argentina/Svezia, 1977) parte da documenti geografici, storici e politici ed utilizzando diversi media riflette sui processi che producono rappresentazioni e metafore attraverso le quali un individuo o un popolo si confronta con l’alterità, sul filo della memoria e del colonialismo. La scenografia ed il progetto espositivo del padiglione danese sono affidati a Tilman Wendland (Germania, 1969) che nei suoi lavori si concentra sull’interazione e integrazione tra gli oggetti, i materiali e le preesistenze architettoniche, spingendo il pubblico a sviluppare nuove modalità di visione delle opere e di relazione con l’architettura.

Fuori dal padiglione tre lavori saranno inseriti nel giardino privato, sulla facciata neoclassica ed anche all’esterno dei Giardini. Il tedesco Thomas Kilpper (1956) presenterà il “Pavilion for Revolutionary Free Speech” come struttura aperta all’interno ed esterno del padiglione e realizzata con materiali recuperati dall’ultima edizione della Biennale di Architettura, spazio che ospiterà uno “Speakers’ Corner” e diversi eventi sul tema del linguaggio e della libertà di parola. Il greco Stelios Faitakis (1976), pioniere della street art greca da metà anni ’90, ricopre la facciata neoclassica del padiglione con il murale “Imposition Symphony” affrontando i temi della libertà di parola, della censura e dell’oppressione e mescolando rimandi alla tradizione bizantina e fiamminga, riferimenti alla vita metropolitana e visioni apocalittiche. FOS, all’anagrafe Thomas Poulsen, costruisce fisicamente una struttura che creerà un’interazione sociale ed una percezione estetica dello spazio e delle relazioni con “Osloo – a floating Pavilion” spazio galleggiante sulla laguna che ospiterà ed offrirà gratuitamente concerti, dibattiti e conferenze.

Completano il padiglione gli interventi di Ayreen Anastas e Rene Gabri (Palestina e Iran), Sharon Hayes (USA, 1970), Han Hoogerbrugge (Paesi Bassi, 1963), Mikhail Karikis (Grecia, 1975), Wendelien van Oldenborgh (Paesi Bassi, 1962), Taryn Simon (USA, 1975), Johannes af Tavsheden.

In copertina: FOS - Osloo, 2009. Floating social pavilion with event program Copenhagen Harbor, Copenhagen, August 2010. Photo: FOS





© ArsValue srl - P.I. 01252700057