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Oleg Kulik non smette di stupire. Scuola Grande di San Rocco, Venezia
Data: 29.05.2011

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Vai all'evento: OLEG KULIK - VESPRI DELLA BEATA VERGINE. AFTER MONTEVERDI

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Dal 1 al 16 giungo 2011, all’interno della storica sede della Scuola Grande di San Rocco a Venezia – in Campo San Rocco, dietro la Chiesa dei Frari – sarà allestita la suggestiva video-installazione dell’artista performativo russo Oleg Kulik, Vespri della Beata Vergine. After Monteverdi, a cura di Victoria Golembiovskaya.

L’installazione è presentata dalla Galleria Pack di Milano e dalla RNA Foundation di Londra proprio nel periodo che segna l’inizio della 54˚ Biennale d’Arte Internazionale di Venezia. Sarà un’occasione per vedere la produzione teatrale dei Vespri della Beata Vergine di Claudio Monteverdi, realizzata da Kulik al Théâtre du Châtelet di Parigi, nel gennaio del 2009; grazie all’utilizzo di video multi-canale proiettati su diversi schermi e sul soffitto della grandiosa ala principale della Scuola Grande di San Rocco.

L’opera video si troverà dunque in dialogo con lo storico edificio eretto tra il 1517 e il 1570 dalla Confraternita veneziana e la grandiosa opera pittorica compiuta dal Tintoretto – tra il 1564 e 1588 – come unico responsabile della realizzazione dei dipinti per le tre sale della Scuola, approntando un ciclo di rappresentazioni sacre, con episodi dall’Antico e dal Nuovo Testamento. Le opere del Tintoretto presenti nella Scuola Grande di San Rocco - L’annunciazione, L’adorazione dei Magi, La fuga in Egitto, La stage degli innocenti, La circoncisione, L’assunzione della Vergine, Santa Maria Egiziaca, Santa Maria Maddalena - sono un complesso di tele che costituiscono un’unione indissolubile tra spazio pittorico e reale, attraverso un audace uso della prospettiva, tra il messaggio religioso controriformista e l’arte pittorica, mediante un magistrale utilizzo della luce che domina forma e colore, fornendo grande potenza espressiva ed unità alle diverse rappresentazioni.

L’installazione Vespri della Beata Vergine. After Monteverdi consentirà ai fruitori, non solo di immergersi entro l’atmosfera di uno spettacolo teatrale ma soprattutto di godere dell’antico rituale della liturgia, consentendo la sperimentazione, entro uno spazio sacro, del capolavoro monteverdiano completamente rinnovato. La musica rimane il fulcro della messa in scena dei Vespri di Monteverdi, che diventano viva e vibrante presenza. Infatti Oleg Kulik ha creato una vera e propria “liturgia spaziale” attorno ai Vespri della Beata Vergine di Monteverdi, offrendone una rilettura contemporanea a base di canti tantrici, suoni d’acqua, rumori urbani, ologrammi e disco-ball, acrobati e proiezioni di simboli eterogenei. Una vera e propria esplorazione d’avanguardia sulla ripetizione e il contrasto. L’artista stesso ha spiegato di aver concepito una “liturgia spaziale” poiché “La cosa più importante in una liturgia è la non-divisione. Così ho creato uno spazio unito degno di un tempio che ospita una cerimonia”.

Gli effetti sonori introdotti da Kulik punteggiano la partizione senza creare alcuna scissione nella composizione originale. L’artista russo ha sviluppato l’intuizione di creare una liturgia universale e popolare, coinvolgendo tutti i componenti della comunità entro la cerimonia sacra. Quella esplorata dall’artista russo è una nuova visione dei Vespri, o preghiere della sera, composti da Claudio Monteverdi nel 1610, come una monumentale opera di musica sacra in cui erano inserite varie forme musicali, come la sonata, il mottetto, l'inno e il salmo, fondendo la musica profana nella sua rappresentazione religiosa. Uno dei grandi meriti della piece di Kulik consiste proprio nell’esaltazione dei momenti più intimi e toccanti della composizione del Monteverdi, grazie all’orchestrazione all’esecuzione dell’equipe dell’artista russo.

Vi è dunque un filo sottile che unisce idealmente il Tintoretto a Claudio Monteverdi fino ad arrivare al contemporaneo Oleg Kulik che può essere rintracciato in quella particolare dote del trasmettere una forte drammaticità compositiva restituendola al largo pubblico in maniera accessibile e immediatamente comprensibile. La video-installazione di Oleg Kulik, Vespri della Beata Vergine. After Monteverdi, entro la cornice della Scuola Grande di San Rocco a Venezia vuole essere un omaggio al tema “ILLUMInazioni” della 54° Biennale di Venezia, che la curatrice, Bice Curiger – richiamandosi al significato etimologico del termine “illuminazione” –ha progettato e inteso come il potere dell’intuizione, dello stimolo alla percezione e al pensiero favorita dall’incontro con l’arte. All’interno delle tematiche della Biennale, per volontà di Bice Curiger, le opere del pittore veneziano Jacopo Tintoretto (1518-1594) muoveranno un ruolo di primo piano.

La curatrice ha infatti spiegato che esse “[…] esercitano un fascino particolare per la loro luce estatica, quasi febbrile, e per il loro approccio temerario alla composizione che capovolge l’ordine classico e definito del Rinascimento. Nonostante l’auto-riflessione sia un fattore determinante per l’arte contemporanea, raramente questa si muove fuori dal territorio compreso nella storia del Modernismo. L’incorporazione delle opere di Tintoretto del sedicesimo secolo in una biennale d’arte contemporanea trasmette segnali inaspettati e stimolanti e getta luce sulle convenzioni del sistema dell’arte. Tale accostamento non deriva tanto da analogie di natura formale ma è piuttosto pensato come rafforzamento reciproco, finendo per sottolineare l’importanza delle opere d’arte come veicoli visivi d’energia.

Anche la dimensione ottica progettata da Oleg Kulik per la sua rilettura dei Vespri della Beata Vergine di Claudio Monteverdi è incentrata su un groviglio complesso di ombre e di luci, interpretando la liturgia sacra come una esperienza psichedelica multisensoriale – etimologicamente ψυχή (psykhé, anima) e δῆλος (dêlos, chiaro evidente), dunque “rendere manifesta l’anima, la coscienza”) – che genera nell’osservatore stupore e grande impatto emozionale. Si può affermare che con quest’opera Oleg Kulik abbia, a suo modo, creato una liturgia del XXI secolo.

Oleg Kulik (Kiev, 1961) è un’artista dalle ampie sfaccettature, scultore, performer, fotografo e curatore. Il suo lavoro, molto controverso, è riconosciuto nel contesto artistico internazionale tra i più profondamente radicali. Ma al di là delle sue famose performance, al limite del tribale, che hanno scioccato e scandalizzato il pubblico (come in Fourth Dimension, Secessione di Vienna,1997 o in Pavlov’s Dog, Manifesta I, Rotterdam, 1996), l’universalità del messaggio di Kulik risiede nell’identificazione del conflitto tra cultura e natura generato dal processo di civilizzazione che ha travolto l’uomo moderno.

Ed è proprio questa direzione di sviluppo della sua poetica che può fornire una chiave di lettura per la comprensione delle sue scelte artistiche. Anche nella video-installazione Vespri della Beata Vergine. After Monteverdi alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, Kulik non smette di interrogarsi sulla condizione dell’uomo moderno, attraverso una nuova sensibilità e passando attraverso una fase di intensa riflessione mistica.





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