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MIA Milan Image Art Fair, un successo da ripetere
Data: 03.06.2011

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Vai all'evento: Milan Image Art Fair - MIA Fair




Si è conclusa l’esperienza di MIA Milan Image Art Fair, la Fiera di Fotografia ideata da Fabio Castelli che si è svolta dal 12 al 15 maggio nella location di Superstudio Più a Milano, ma è ancora tangibile l’entusiasmo per una manifestazione culturale che ha puntato i riflettori su una forma d’arte sempre più apprezzata raccogliendo 194 artisti e 230 espositori da oltre 20 nazioni.

Al MIA è stato possibile confrontarsi con l’opera di grandi maestri riconosciuti a livello internazionale che occupano un ruolo di primo piano nella storia dell’arte. È il caso di autori come Man Ray e Arnulf Rainer. Studio Marconi ’65 presenta le raccolte “Femmes” e “La Mode au Congo” realizzate da Man Ray negli anni ’30. Attraverso queste serie Man Ray, artista tra i più rappresentativi ed innovativi del XX secolo che dichiarò “io fotografo quello che non posso dipingere; dipingo quello che non posso fotografare”, propone un’interpretazione raffinata e al tempo stesso ironica della donna, del suo corpo e della sua personalità.

Eidos Immagini Contemporanee propone invece una selezione di opere di Arnulf Rainer, personalità controversa ed istrionica, in cui l’artista pone al centro dell’attenzione l’individuo e il suo corpo e su queste immagini interviene con segni che scaturiscono dall’automatismo e conducono, attraverso la sovrascrittura, alla ricerca della propria identità. Straordinaria la proposta della Galleria Massimo Minini che presenta il lavoro di Francesca Woodman, artista complessa che in pochi anni di vita ha prodotto opere intense che privilegiano l’autoritratto e una ricerca di tipo concettuale. Come sostiene Chris Townsed, autore della monografia sull’artista pubblicata nel 2006 da Phaidon Press, “le immagini di Francesca Woodman identificano l’indeterminatezza temporale e spaziale dei corpi e degli oggetti ritratti con l’inadeguatezza della rappresentazione fotografica. Anche quando interamente presente nell’immagine come il soggetto dei suoi autoritratti, la Woodman non è mai completamente con noi, mai completamente con se stessa”.

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Arnulf Rainer, Face Farces, cm 60 x 50, tecnica mista su foto, esemplare unico,1970-1975, Courtesy Eidos Immagini Contemporanee, Asti

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Occhiomagico, La casa delle nuvole, cm 112x110, stampa lambda b/w, ed.1/5 2006, Courtesy Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea, Alessandria/Shanghai

Tra le proposte MIA è particolarmente interessante la ricerca espressiva di Francesca De Pieri. Veneziana, classe 1977, la promettente artista che ha alle spalle la partecipazione ad importanti eventi espositivi presso le fondazioni Bevilacqua La Masa, Arnaldo Pomodoro e Pistoletto indaga i settori del design, della video arte e della fotografia distinguendosi in quest’ultimo campo per una ricerca sempre elegante e suggestiva. A partire da un luogo – periferia urbana o “locus amoenus” – apparentemente disabitato e abbandonato Francesca De Pieri risale all’individuo e al suo vissuto più fragile. Le sue opere rappresentano lo spazio interiore e rendono visibile la memoria attraverso i suoi segni nel tempo.

Degni di nota anche i paesaggi silenziosi e rarefatti di Occhiomagico, alias Giancarlo Maiocchi, tratti dal ciclo di lavori “L’ora sospesa” che, come scrive Roberto Borghi, “nasce dal bisogno di sottrarsi al flusso di immagini sovraccariche, eloquenti e persino verbose che ha invaso la nostra quotidianità”. Le opere di Occhiomagico mostrano paesaggi immaginari ma carichi di significato abitati da oggetti sospesi nel tempo e nello spazio. Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea propone anche i lavori di Michele Zaza in cui si rende manifesta una “apparizione magica”, come scrive Luisa Castellini, fatta di corpo ed immagine, di magia e di viaggio, e quelli di Franco Fontana che riflettono sul tema di “Eros e Thanatos” che da sempre affascina artisti e poeti. Recupera invece una tecnica molto cara al cinema e alle avanguardie artistiche Davide Bramante che, per Laveronica Arte Contemporanea, espone al MIA la serie di fotografie realizzate in giro per il mondo “My Own Rave” che propongono accostamenti tanto inusitati quanto improvvisi. Come nota Elio Grazioli per l’artista siciliano “la sovrapposizione, e la fotografia stessa, è anche una tecnica “pirata” – come ha suggerito attraverso certe operazioni degli anni scorsi –, modo curioso non solo di ricordare il prelievo della realtà così com’è, readymade, ma anche, e più intimamente, per Bramante, un modo di farne esperienza, nel senso poetico e sognante (…)”.

È impossibile citare tutte le straordinarie presenze che hanno reso MIA un appuntamento da non perdere ma è importante sottolineare come la scelta di optare per un unico artista all’interno di ciascuno stand abbia permesso ai visitatori della fiera di fruire di una successione di mostre personali e di un insieme di proposte artistiche eterogenee ma sempre di alto profilo. Nel corso della fiera inoltre si sono succeduti dibattiti, conferenze ed incontri che hanno coinvolto gli esperti ed il pubblico contribuendo alla conoscenza di artisti importanti come Andres Serrano - autore provocatorio che ama definirsi “non un fotografo ma un artista con la macchina fotografica” le cui opere come “Piss Christ” continuano a destare scalpore – e a rendere più accessibili alcune delle dinamiche che regolano il mondo della fotografia come “La tutela del diritto d’autore” e “Il collezionismo di fotografia” coinvolgendo personalità del mondo artistico come Cristina Manasse, Francesco Poli, Giorgio Verzotti, Dieter Neubert, Elio Grazioli, Philippe Daverio, Giorgio Marconi, e molti altri.

Fotografia come linguaggio artistico, strumento critico, denuncia sociale, terreno di sperimentazione, riflessione intimista, ricerca personale e momento di incontro. In soli quattro giorni MIA è diventata un punto di riferimento per artisti, curatori, collezionisti, appassionati e curiosi rivelandosi “un’esperienza emozionante”, questa la definizione di Fabio Castelli, che ha registrato un numero significativo di presenze. Aspettiamo impazienti il seguito.

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Francesca De Pieri, Cave di Bosco 85, cm 22,5x30, doppia stampa a colori, plexiglass, 2009, Courtesy Alinari24Ore, Firenze

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Man Ray, Mode au Congo, 1937-1981, fotografia stampata nel 1981 da negativo originale di Man Ray del 1937, cm 30 x 22, tiratura 3 esemplari, Courtesy Fondazione Marconi, Milano


In copertina: Davide Bramante, My own rave Pechino Dui Xiu Shan, cm 120x180, Tecnica fotografica delle doppie e più esposizioni realizzate in fase di ripresa, 2007, Courtesy dell’artista





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