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Improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo! Superfluo Project a Padova.
Data: 29.06.2011

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Eugenia Delfini: Inizierei col chiederti cos'è Superfluo Project e perchè è nato?
Nicola Genovese: Superfluo nasce a ottobre dell'anno scorso. Il gruppo inizialmente era formato da me, Alex Bellan e Antonio Guiotto, ora siamo rimasti in due, Alex Bellan aveva altre priorità. L'idea è partita da me, ed è molto semplice: perchè non ridare vita ai numerosi spazi sfitti della città, domandando ai proprietari di prestarceli a titolo gratuito per pochi giorni ed organizzarci dei progetti di arte contemporanea? Tutto questo a Padova, la città dove per mille ragioni che non elenco ci tocca vivere…non quindi per spirito campanilistico o attaccamento territoriale.

E.D: Perchè fin da subito avete escluso a priori la possibilità di avere uno spazio a disposizione?
N.G:
Essenzialmente per motivi economici, poi facendo di un vizio una virtù, ci siamo accorti che era molto stimolante cambiare location. Visto poi che la massima visibilità si ha il giorno dell'opening non aveva senso per noi occupare uno spazio stabilmente.

E.D: E come sta andando? Avete riscontrato molte difficoltà?
N.G: Le difficoltà sono infinite. Prima di tutto la disponibilità da parte dei proprietari a cederti uno spazio per pochi giorni...nella stra maggior parte dei casi abbiamo ricevuto risposte negative...poi ovviamente c’è la questione dei finanziamenti per i progetti…anche se abbiamo escogitato delle forme di autofinanziamento non siamo riusciti ad ottenere nessun altro aiuto ne istituzionale ne da aziende private.

E.D: Che tipo di spazi cercate? E fino ad oggi quali location siete riusciti a farvi prestare?
N.G: Essenzialmente ci interessano gli spazi commerciali...dobbiamo sentire un’energia, vederne un potenziale inespresso. Fino ad ora abbiamo ottenuto un intero garage multipiano con negozi annessi, un ex poliambulatorio e un ex pulisecco.

E.D: Parlando con voi era emerso che fino ad oggi vi siete occupati di portare avanti due tipi di formati: progetti macro nei quali coinvolgete collettivi, gruppi di artisti e non solo, per i quali curate la pubblicazione di un catalogo che a sua volta diventa piattaforma di confronto e riflessione, e progetti last minute nei quali coinvolgete invece uno o al massimo due artisti per la realizzazione di personali o bi-personali, e in questo caso la pubblicazione è annuale e include più eventi, me ne vuoi parlare?
N.G:
Il formato ‘Last Minute’, che abbiamo inaugurato con la bi-personale di Lia Cecchin e Albert Scodro, è il format più leggero che potevamo concepire; tutto nasce dalla difficoltà di ottenere l'ok dal proprietario in tempi normali, quindi abbiamo domandato agli artisti di pensare ad un progetto in  quindici giorni...le ultime  due location erano anche senza energia elettrica, abbiamo dunque utilizzato solo la luce naturale...niente inviti cartacei ma solo mail e facebook, insomma una sorta di corsa al ribasso…l'unica soluzione per continuare. Gli eventi più macro invece hanno scadenza non mensile ma trimestrale più o meno, in questo caso puntiamo a creare degli scambi culturali per iniziare delle collaborazioni future...si tratta di eventi più articolati (premetto che siamo artisti e non curatori, non abbiamo gli strumenti per pensare ad un progetto in termini curatoriali, semplicemente chiamiamo artisti con cui abbiamo un’intesa intellettuale, che sentiamo vicini artisticamente o anche perchè no, totalmente diversi...talmente diversi che ci incuriosiscono).


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Motel Lucie “Central Park”, Superfluo Uno 2011

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Alberto Scodro “Lete”, installazione site specific terrracotte,
corde e
polvere di quarzo, Superfluo Last minute 2011

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Jasa “Little stars”, Superfluo Due 2011


E.D: Mostre last minute della durata di una giornata…oltre ad essere una scelta dettata da diverse difficoltà di tipo logistico, si tratta di un ripensamento del formato espositivo? Perché allora non pensare a una giornata di produzione dal vivo? O non so a fare una serie di incontri?
N.G: Questo format non fa altro che esagerare quello che già succede nelle altre realtà del contemporaneo...a noi interessa mettere l'artista in una situazione di stress e di scardinare il meccanismo creativo molte volte fondato su mesi di riflessione tanto da togliere a volte freschezza al lavoro, sono stati pochi gli artisti che infatti si sono resi disponibili a lavorare in questo modo, non è facile mettere in discussione un processo collaudato. Oltre la tavola rotonda ‘Visioni Indipendenti’ che abbiamo organizzato lo scorso gennaio, sicuramente il last minute sarà anche momento di discussione, uno spazio per talking e presentazioni.

E.D: Quindi come sta scritto nel vostro about sul sito: "Improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo"! (cit. Clint Eastwood)
N.G: Esatto la citazione da Gunny calza  a pennello..

E.D: Ma ne vale la pena? Oltre ad aumentare il vostro capitale relazione e generare forme di collaborazione e reti di scambio, che ricadute hanno questi progetti sul territorio?
N.G:
Non lo so...penso che nella provincia italiana ci siano delle forti resistenze al contemporaneo...non penso che per ora ci siano ricadute sul territorio...la nostra è un esigenza di confronto, una piccola provocazione, uno spazio di libertà ma non riesco a caricare il nostro progetto di una valenza sociale...bisognerebbe proporre una riflessione seria sulla reale ricaduta nel territorio di eventi anche più importanti dei nostri…sicuramente il ferramenta che sta di fronte il garage aveva un sorriso a 64 denti...citando Beuys Kunst=Kapital. Poi, si, si potrebbe parlare del caso dell'amministratore del ex garage multipiano che dopo avercelo prestato per realizzare la mostra collettiva ‘Central Park’, cavalcando l'idea di "rivalutare il quartiere degradato", ha poi affittato il garage proprio il week end successivo alla nostra esposizione ad un servizio di moda…ma bisogna mettere in conto tutto questo e capire che non c'è niente di romantico in tutto ciò!

E.D: Mi piaceva terminare la nostra chiacchierata segnalandoti questi due progetti, non so se li conosci... il primo è ‘Temporiuso’, “un progetto che si rivolge, per ora, al Comune e alla Provincia di Milano e si propone di utilizzare il patrimonio edilizio esistente e gli spazi aperti vuoti, in abbandono o sottoutilizzati di proprietà pubblica o privata, per riattivarli con progetti legati al mondo della cultura e associazionismo, dell’artigianato e piccola impresa, dell’accoglienza temporanea per studenti e turismo giovanile, con contratti ad uso temporaneo a canone calmierato”; l'altro invece è ‘Precare’, un progetto in questo momento attivo a Londra, Barcellona e Milano che funziona da intermediatore tra proprietari di locali temporaneamente inutilizzati e iniziative artistiche o sociali che hanno bisogno di lavoro.
N.G: Non li conosco...ottimo...le cose si stanno muovendo un bel po’...la grossa sfida è sicuramente attivare più iniziative del genere in territori difficili come il Nord Est..e mantenere l'adrenalina alta ed evitare che queste realtà diventino routine!

Superfluo Project http://www.superfluoproject.org/home.htm

In copertina: Monika Szczerska “The other room”, Superfluo Zero still da video 2010





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