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Antonio Nunziante - Visioni Ulteriori
Data: 08.07.2011

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Vai all'evento: Antonio Nunziante - La visione ulteriore

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Si intitola La Visione Ulteriore la mostra che il Chiostro del Bramante di Roma, dal 30 Giugno al 31 Luglio, dedica ad Antonio Nunziante. Curata da Giovanni Faccenda, la mostra ospita un’importante selezione di opere del pittore affiancandole a lavori inediti realizzati per l’occasione. Reduce della recente rinuncia alla partecipazione nell’attuale Biennale di Venezia e dopo i successi ottenuti con le mostre Dal Caravaggio e Böcklin, De Chirico, Nunziante, il pittore cinquantenne, formatosi tra Torino e Firenze, torna ad indagare i suoi temi più cari articolandoli, attraverso il linguaggio pittorico, nel recupero nostalgico di una “bellezza” formale a cui l’arte contemporanea sembra aver rinunciato da tempo. Da qui il richiamo costante ai grandi artisti del passato (dai già citati Caravaggio, Böcklin e De Chirico, per arrivare ad Hopper e Dalì) di cui le opere esposte sembrano essere incarnazione. Meta-pittura, forse, ovvero riflessione sul linguaggio pittorico e sulle possibilità della visione che caratterizzano tale sintassi. Come scrive il critico d’arte Antonio Paolucci, Nunziante utilizza “la lingua che gli hanno consegnato le accademie, i libri, i musei, e che ha approfondito, sperimentato, perfezionato nel suo lavoro, fino a farla propria, fino a padroneggiarla come una lingua madre, fino a trasformarla nel suo modus-operandi”. Paesaggi immaginari e onirici, piccole stanze in cui ombre dialogano silenziosamente con l’architettura di finestre e la bianchezza di tele lasciate essiccare al sole (Dialoghi Silenziosi).

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VISIONE, OLIO SU TELA, CM 60x80


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A DANTE E LEONARDO, A PIERO E CARAVAGGIO, A VERDI E ALL'ITALIA!, OLIO  SU TELA, CM 70x70

La luce, sempre intensa, avvolge gli elementi galleggianti nello spazio della tela, ne sospende il movimento elevandoli in una dimensione eterea e sognante. In Visione Ulteriore, l’opera che dà il titolo alla mostra, le onde crespe del mare accolgono una piccola barca, che, immobile, guarda sullo sfondo una torre luminosa, circondata da vortici di grigia nebbia, nella cui pietra sembra custodito un universo mortale ma paradisiaco: pioppi, acque chiare che scorrono rapide, come fonte di vita. Citazione esplicita de L’isola dei Morti di Böcklin, la torre appare, dunque, come quel punto prospettico in cui convergono vita e morte, immaginazione e bellezza. Immobile, la barca, chiazza di vernice su cui viaggia l’artista, indica un percorso senza possibilità di evoluzione temporale, paralizzato dalla contemplazione (di un passato irraggiungibile o inetto a significare nella contemporaneità?). Non a caso l’isola dei morti e la pittura di Böcklin, alla quale Nunziante somma venature surrealiste, ed elementi romantici, ritorna imponente nella maggior parte delle opere esposte. Appare su tele ritratte immobili all’interno di enormi e vuote sale di musei (Mistero al crepuscolo), in cui riecheggia il silenzio e nelle quali l’artista stesso si ritrae in un dialogo costante tra presente, passato e futuro.

La necessità contemplativa (artistica, naturale, metafisica), fil rouge nelle opere dell’artista, si manifesta attraverso il continuo richiamo di una bellezza tecnica, votata alla classicità e ad antichi valori offuscati da nebbie ma ricercati continuamente dai fasci di luce. In questa ricerca, nel bisogno di quella sospensione del tempo utile alle necessità dello sguardo, si colloca la pittura e l’opera dell’artista, l’immaginario storico (o storicizzato), nascosto dalle macerie del tempo, è riportato a galla e riutilizzato attraverso un lirismo atto ad analizzare le motivazioni della propria stessa azione artistica.

In copertina: PRESENZE, OLIO SU TELA, CM 50x100

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