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Kindergarten, una ventata d'aria nuova sulla Civica di Modena
Data: 16.08.2011

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Vai all'evento: Kindergarten

Vai alla sede: Palazzina dei Giardini

Gli artisti correlati: Tom Sachs, Futura, Os Gemeos, Mode 2, Kostas Seremetis, Boris Tellegen Aka Delta




Fino al 18 settembre 2011 la Palazzina dei Giardini di Modena in Corso Canalgrande ospiterà la collettiva "Kindergarten", evento interamente dedicato alla street art. In mostra tele e opere scultoree di sei artisti internazionali, Futura, Mode2, Os Gêmeos, Tom Sachs, Kostas Seremetis, Boris Tellegen (aka Delta), tra i maggiori esponenti di questa forma di espressione. Curata da Giorgio de Mitri, organizzata dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione de Mitri, con la partecipazione di Sartoria e Slam Jam, coprodotta con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la mostra inaugura una nuova stagione espositiva della Palazzina Vigarani, aperta durante tutta l'estate (ma si consiglia di prestate attenzione agli insoliti orari d'apertura: dal venerdì alla domenica dalle 19 alle 24, chiusa gli altri giorni).

L'arte intesa come gioco e libertà da ogni vincolo, da qui nasce il titolo di questo evento, il "giardino d'infanzia”, mostra ospitata, non a caso, all'interno dei giardini del palazzo appartenuto alla famiglia Estense, teatro seicentesco dei giochi e delle raffinatezza di corte. Dopo oltre quattro secoli, il Casino delle Feste ospita dei nuovi "giochi" contemporanei, fra i cortocircuiti e le parodie del consumismo di Tom Sachs, le cronache surreali di Os Gêmeos, le sperimentazioni dei maestri del graffitismo Futura e Mode2, il costruttivismo di Boris Tellegen (aka Delta), fino alle irriverenti iconografie pulp di Kostas Seremetis.

Kindergarten diventa un luogo di scambio e di incontro fra sensibilità diverse, azione collettiva e laboratorio d'insieme, al fine di ri-creare un giardino per bambini di ogni età. La mostra si apre con una scultura sonora di Tom Sachs (New York, 1966) dal titolo "Toyan's" (2002), collocata sotto la cupola della Palazzina, i lavori dello scultore riproducono icone contemporanee come l'"Unité d'Habitation" di Le Corbusier, McDonald's o la famiglia di Hello Kitty, attraverso i materiali più disparati, seguendo la logica del remix. Il visitatore al suo ingresso è accolto anche da due sculture di Kostas Seremetis (1972), entrambe raffiguranti un 'blasfemo' quanto insolito Topolino disneyano: in "Untitled" (2011) il personaggio, rappresentato in bianco e nero, impugna una pistola e fa un gesto minaccioso, come è solito nelle immagini di Seremetis, che ri-contestualizzano protagonisti di film o fumetti in atteggiamenti provocatori. Ciascuno degli altri artisti espone all'interno di una stanza della Palazzina con opere e sculture fra le più significative del proprio lavoro, accompagnate da interventi site specific. Futura (New York, 1955) espone la scultura in bronzo "AK46" (2011), cui si aggiunge un'installazione appositamente realizzata per la mostra di Modena. Contemporaneo di Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, Futura è tra i primi writer a percorrere la strada delle gallerie d'arte. Di recente la sua ricerca si concentra sull'animazione, la fotografia, i progetti cinematografici e multimediali. Mode2 (Mauritius, 1967) propone un'installazione site specific e una scultura che rappresenta la Madre Terra che partorisce il mondo, "Mother Earth" (2011). Mode2, pittore e illustratore, inizia la sua carriera nel 1984, affermandosi nella scena hip hop internazionale. Performance e murales non autorizzati si alternano alla realizzazione di cataloghi, poster, biglietti per locali, copertine di dischi e pubblicità per eventi di vario genere.


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Os Gemeos , Head, La Triennale, Milano, 2006
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Kostas Seremetis, disegno per Up Rock, 2011


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Kostas Seremetis, Up Rock, 2011

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Mode2, Mother Hearth, 2011

Anche Boris Tellegen, in arte Delta, artista olandese tra i pionieri del graffitismo europeo, presenta una scultura di grandi dimensioni realizzata appositamente per l'evento modenese. Delta combina la passione per il writing con l'ingegneria e il design industriale. Esordisce nel 1984 dietro lo pseudonimo che l'ha reso poi famoso e sviluppa il proprio stile a caratteri tipografici in tre dimensioni. Simili a piani isometrici, le sue creazioni rivelano architetture improbabili quanto futuristiche. Os Gêmeos, i gemelli brasiliani Otàvio e Gustavo Pandolfo, presentano un intervento totalmente site specific, esito di una breve residenza degli artisti a Modena durante l’inizio dell’estate. I due fratelli, nati a São Paulo nel 1974, influenzano profondamente con il loro stile il graffitismo brasiliano a partire dal 1987. Molte delle loro opere si ispirano a mondi fantasiosi e realtà immaginarie legate all'infanzia.

La mostra, organizzata presso la "succursale" della Galleria Civica di Modena, porta in città una ventata d'aria nuova, anche grazie al coinvolgimento della Fondazione de Mitri, realtà attiva nel territorio con grande seguito. In occasione dell'inaugurazione, avvenuta il 30 giugno, ha presenziato un pubblico giovane e appassionato che solitamente non partecipa a esposizioni "più canoniche". Questo aspetto rappresenterà un sicuro spunto di riflessione per Marco Paolini, direttore della Civica, sempre attento nei confronti di un pubblico giovane. Altra considerazione riguarda il fenomeno della street art, poiché molti dei suoi protagonisti che hanno lottato (e rischiato) per difendere la propria libertà creativa (ricordate il leit motiv che campeggiava su molti graffiti negli anni '90: "arte o crimine?") ora espongono in alcune delle più prestigiose istituzioni e nelle gallerie più trendy del panorama internazionale. Spesso accade che di fronte a fenomeni del genere la critica tradizionale manchi di parametri specifici, e talvolta anche della terminologia adatta, per giudicare correnti artistiche che affondano le proprie radici in un background non ufficiale. Continuo a ritenere che lo scenario ideale per la street art sia la strada stessa, e che ogni altro tipo di operazione, almeno in termini teorici, corrisponda a una decontestualizzazione, che sottrae l'opera al suo humus naturale. Al contrario, iniziative di questo genere si rivelano positive per i musei, che traggono da esse nuova vitalità ed energie fresche. Per un coinvolgimento continuo e duraturo dei giovanissimi alla vita culturale della città è necessario, tuttavia, un programma dettagliato e capillare che preveda l'organizzazione costante di momenti aggregativi artistici. Speriamo quindi che Marco Paolini continui a seguire questa strada felicemente intrapresa.



In copertina: Os Gemeos






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