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Dina Danish, vincitrice del Premio Illy Present Future di Artissima 18.
Data: 11.11.2011

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Novità per tutti i collezionisti di tazzine d’arte by Illy, in arrivo un nuovo pezzo! Sarà firmata Dina Danish la prossima tazzina da collezione per gli amanti del “caffé d’arte”, dopo Kapoor, Rehberger, Clemente, Kentridge e molti altri, sarà la volta della giovane artista francese. Vincitrice dell’undicesima edizione del Premio Illy Present Future di Artissima con l’opera Halim: the dark whistling nightingale, un'installazione video del 2011 e, rappresentata dalla galleria Jeanine Hofland di Amsterdam, Dina Danish, oltre ad un premio di 10 mila euro, ha ricevuto la possibilità di creare una nuova Illy Art Collection. Tra i sedici artisti in gara, la giuria - composta da Anne Ellegood senior curator dell'Hammer Museum di Los Angeles, Tessa Giblin del Projects Art Centre di Dublino e Beatrix Ruf, direttore della Kunsthalle di Zurigo – ha premiato la resa semplice dell’opera che intreccia più linguaggi e significati plurimi.

Artissima 18, con i suoi premi e le sue attività collaterali, quest’anno ha letteralmente trasformato la città di Torino, dal 3 al 6 novembre, in un palcoscenico per l’arte contemporanea. Diretta per il secondo anno consecutivo da Francesco Manacorda, ha coinvolto oltre 45 mila persone, 161 gallerie - 58 italiane e 103 straniere, suddivise nelle quattro diverse sezioni (Main Section, New Entries, Present Future e Back to the Future) che hanno proposto complessivamente i lavori di circa 800 artisti, coprendo con le opere esposte un arco temporale dai primi anni Sessanta (Back to the Future) a oggi - e ha dato vita ad una miriade di eventi, dibattiti, mostre sia interni come “Approssimazioni Razionali Semplici”, progetto curatoriale co-curato da Lara Favaretto e Francesco Manacorda, che esterni. “Sono davvero felice di constatare che la particolare formula di Artissima, una fiera che propone alta qualità, ricerca e sperimentazione, con un approccio aperto e basato sullo spirito di condivisione, anche quest’anno ha incontrato il consenso degli operatori del settore, italiani e stranieri, come quello del grande pubblico e della stampa”. Ha commentato in chiusura il direttore della manifestazione, Manacorda.

Molto più che una fiera, Artissima, si è inserita capillarmente nel tessuto cittadino coinvolgendo Musei, Gallerie, Fondazioni, Centri di ricerca e persino spazi più reconditi della città. Da Artissima Lido, calendario di eventi e mostre serali in città, selezionati da Christian Frosi, Renato Leotta e Diego Perrone, a Paratissima, passando per il Castello di Rivoli e la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, fino alle principali Stazioni Ferroviarie. Due inoltre i riconoscimenti assegnati durante la manifestazione: il Premio Illy Present Future vinto da Dina Danish ed il Premio Guido Carbone - New Entries riconoscimento di 5 mila euro assegnato “per la presentazione dello spazio e il tipo di lavori esposti e in modo particolare per l’integrità programmatica della galleria, il sostegno nella produzione della maggior parte dei lavori e la capacità di contestualizzare il suo programma oltre gli stretti limiti dell’area di mercato” a Laveronica di Modica (Ragusa).

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Dina Danish
Halim: The Dark Whistling Nightingale, 2011
Single Channel video with sound
10.10 min.
Courtesy Jeanine Hofland Contemporary Art, Amsterdam
Ritratto © Sebastiano Pellion di Persano

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Dina Danish
Halim: The Dark Whistling Nightingale, 2011
Single Channel video with sound
10.10 min.
Courtesy Jeanine Hofland Contemporary Art, Amsterdam
Ritratto © Sebastiano Pellion di Persano

Una rivelazione inconfessata, quella che si cela dietro Halim: the dark whistling nightingale il video della Danish, realizzato magistralmente come una stratificazione di letture e narrazioni. L’opera alterna, senza alcuna spettacolarizzazione, momenti live ad inserti documentaristici, presentando una sua performance sullo sfondo di un video trovato su You Tube del cantante arabo Abdel Halim Hafez (noto come l’usignolo nero per la sua carnagione e la sua voce). “Sono da sempre stata ossessionata dal video di Halim che canta The coffee cup reader, con quello che è il fallimento della sua performance e la conseguente irritazione” - dichiarava mesi fa l’artista in un’intervista di Claudio Cravero su Artribune sui contenuti dell’opera realizzata durante la sua residenza alla Fondazione Spinola-Banna del progetto ResÒ International residencies.

La residenza - continua nell’intervista - mi ha permesso di trasformare la mia ossessione in un lavoro finito, concentrandomi sulla modulazione dei gesti del personaggio fino alla “rottura” dell’equilibrio a causa di una semplice interruzione esterna; ma soprattutto sono riuscita ad ascoltare suoni sottili nel pieno silenzio, vere e proprie rivelazioni”. Il video premiato, realizzato durante il mese di residenza a Poirino (To), si interroga sull’importanza del ruolo dello spettatore, raccontando una tragica storia d’amore dalla prospettiva di una lettrice di fondi di caffé. Esaminando le espressioni facciali e i gesti del cantante, Danish si sofferma sull’effetto disturbante che un fischio ha su Hafez che, infastidito, inizia a grattarsi la testa. La sua irritazione cresce fino a farlo smette di cantare, poi cerca di negare il fischio e ci riprova vanamente e crolla: la sua presenza scenica si dissolve. Dina, nella performance mima i gesti del cantante, li indica ed interpreta la scena con la sua voce mentre scorrono sottotitoli che traducono le sue parole in italiano. L’uso del fischio, come una rottura che altera la struttura del linguaggio e la personalità del performer porta alla rivelazione, per la prima volta, di Hafez come persona: ciò che il pubblico non può o non vuole riconoscere.

Dina Danish è nata a Parigi nel 1981, ma si è presto trasferita al Cairo dove è cresciuta. Ha vissuto negli Stati Uniti, ma poi è tornata nuovamente in Egitto. Oggi vive e lavora tra il Cairo e Amsterdam. Tra le sue principali mostre: “A Matter of Time”, Barbara Seiler Galerie, Zurigo (2011); “il gatto è sul tavolo/the cat is on the table”, SpazioA, Pistoia (2011); “Run, Comrade, The Old World is Behind You”, Kusthall Oslo, Oslo (2011); “Shmina Shmanish”, Jeanine Hofland Contemporary Art, Amsterdam (2011); e “Two versions of the Imaginary”, Annet Gelink, Amsterdam (2011). La sua ricerca estetica è legata fortemente all’uso della lingua, strumento di definizione per la propria identità. Passando dal francese, all’inglese e all’arabo, la natura, spesso autobiografica delle sue opere, riflette concettualmente il linguaggio e la sua struttura. Dina Danish, infatti, analizza l’assurdo, l’incomprensione e lo scarto nella traduzione, ma anche la memoria e l’esperienza vissuta in prima persona e lo fa attraverso una ricca varietà di mezzi espressivi - sempre a metà tra performance ed installazione dal richiamo “processuale”- il cui fil rouge sembra essere proprio il tentativo di dialogo con lo spettatore.

Present Future è la speciale sezione di Artissima, dedicata all’arte emergente internazionale, quest’anno per la sua undicesima edizione ha assunto le sembianze di una vera mostra collettiva data da un insieme di personali inedite a cui è stato riservato uno spazio speciale all’interno della fiera. Sedici gli artisti selezionati dal comitato curatoriale (Chris Fitzpatrick, Christophe Gallois, Antonia Macaca) coordianto da Luigi Fassi e di provenienza geografica molto eterogenea. L’ambitissimo Premio, esito di uno stretto confronto durato diversi mesi tra artisti e curatori, da anni rappresenta una piattaforma di lancio per i nuovi talenti dell’ultima generazione artistica rivelandosi, negli anni, un’eccezionale fucina di talenti. Come confermano i numerosi artisti vincitori delle passate edizioni ora affermati e stimati a livello internazionale: Phil Collins, Mateo Tannatt, Patricia Esquivias, Luca Francesconi, Shizuka Yokomizo, Padraig Timoney, Michael Beutler e Melanie Gilligan. Che l’edizione del 2011 sia una rivelazione della “rivelazione”?





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