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Sgarbi con Settis: la pavimentazione della Piazza dei Cavalieri a Pisa è un falso storico
Data: 01.02.2012

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Pisa, Piazza dei Cavalieri. Uno dei luoghi storici più belli d’Italia è ancora protagonista della nostra attualità. Non perché dalla Torre ‘della Fame’ sia riapparso il fantasma del Conte Ugolino, ma per l’ennesimo caso di restauro che rischia di peggiorare lo stato già precario dei nostri Beni culturali.
L’amministrazione della città di Pisa ha rifatto la pavimentazione della Piazza dei Cavalieri, fino ad oggi asfaltata, sostituendo l’asfalto con lastre di pietra e collocando al centro della piazza una croce con lo stemma dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. Una scelta opinabile che ha unito i pareri di due studiosi abitualmente molto distanti tra loro: l’illustre archeologo ed ex direttore della Normale, Salvatore Settis e Vittorio Sgarbi, critico d'arte nonché attuale sindaco di Salemi.
Settis, consultato dal Comune, si era pronunciato già nel 2007 con parere sfavorevole al progetto. Tanto che oggi Sgarbi afferma con la consueta veemenza “Ma quale amministratore, può permettersi di ignorare le parole di Settis? Settis è un uomo di sinistra, ma allora quale sinistra governa a Pisa?”. E sempre il critico d’arte sottolinea che «Sono stati compiuti errori gravissimi, di valutazione sulla delicatezza del sito, di scelta sull'intervento da seguire, di costi che sono aumentati a dismisura. Commessi anche sbagli grossolani legati a idee di pessimo gusto come quella di collocare una croce [lo stemma dell'Ordine dei cavalieri di Santo Stefano, Ndr] al centro della piazza stessa».

La querelle sul lastricato della piazza suscita numerosi interrogativi poiché la ristrutturazione odierna ha tutte le carte in regola per essere un falso storico. Settis, in un suo articolo dello scorso 23 gennaio, afferma: «A mio avviso questa scelta è tecnicamente e storicamente sbagliata. Usa come “generatore” della forma della piazza la croce di Santo Stefano: ma questo è un falso storico, perché cancella la memoria della Pisa comunale e dell’antica Piazza delle Sette Vie. Nega l’irregolarità “medievale” della piazza, che il Rinascimento seppe rispettare, riducendola a una regolarità da cartolina».
Infatti la costruzione della Piazza dei Cavalieri, detta in origine delle ’sette vie’, risale al Medioevo ed era sede del Palazzo degli anziani, ospitava cioè l’antico Comune della gloriosa città di Pisa. Solo in un secondo momento, a seguito della conquista della città da parte della Firenze di Cosimo I,  la piazza venne rimaneggiata e il Palazzo degli anziani divenne proprietà delle Fabbriche dell’ordine di Santo Stefano; attualmente vi risiede la Normale. La croce di Santo Stefano al centro della piazza offende dunque la memoria d’indipendenza della Pisa comunale ed è ciò che Settis e Sgarbi sostengono di comune accordo.

Anche nel Rinascimento, con il progetto di Vasari, si rispettò l’assetto scenografico della piazza mantenendo- come afferma Settis-  “una pavimentazione volutamente povera” in ciò utile a far risaltare il grande palazzo principale e la chiesa conventuale. Nell’attuale restauro si sarebbe potuta mantenere la pavimentazione povera che era stata concepita all’origine -ed è sempre Settis a sostenerlo- “riproducendo alla lettera lo sterrato mediante pavimenti di aggregato naturale: come è stato fatto, per esempio, a Firenze a piazza Pitti e a Lucca a piazza Napoleone”.
Alla luce dei pareri sfavorevoli, il Comune di Pisa ha deciso di appellarsi al Ministro per i Beni Culturali Lorenzo Ornaghi: vedremo se la querelle sarà risolta.







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