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MARCO CIATTI è il nuovo soprintendente dell’OPD: vecchie glorie, nuove sfide
Data: 16.02.2012

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Lo scorso 9 Febbraio 2012, la notizia è stata resa ufficiale da un comunicato entusiasta, rilasciato dall’assessore alla cultura Regione Toscana, Cristina Scaletti:
Marco Ciatti, è il nuovo soprintendente all’OPD.

L’OPD - Opificio delle pietre dure - è un Istituto Centrale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con sede a Firenze, la cui attività operativa e di ricerca si esplica nel campo del restauro delle opere d'arte. L'Istituto è sede di una delle Scuole di restauro ufficiali dello Stato, definita di Alta Formazione; essa accoglie ogni anno, dopo una severa selezione, allievi (provenienti anche da paesi extraeuropei) suddivisi in cinque aree didattiche scelte a rotazione e rilascia un diploma di restauratore di opere d'arte, equiparato a laurea magistrale. Marco Ciatti, originario di Prato, si laurea a Firenze nel 1977 e dal 1980 è storico dell’arte presso il Ministero per i Beni e le Attività culturali; dal 1981 al 1984 ha lavorato alla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Siena, poi dall’84 presso l’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze, dove è stato Direttore di vari settori e in particolare di quello dei Dipinti su tela e tavola, nonché Direttore Associato della Scuola di Alta Formazione per il restauro annessa all’Istituto e Incaricato dell’insegnamento di Storia delle Arti Applicate e poi di Storia e Teoria del restauro presso la Scuola di Alta Formazione dell’Opd.

In qualità di soprintendente all’OPD subentra a Cristina Acidini, sovrintendente del Polo museale fiorentino, che deteneva l'incarico ad interim dal dicembre 2010.

''La scelta di Ciatti è un bel segnale per il futuro di questa prestigiosa struttura''.

Commenta così l’assessore Scaletti, la quale non nasconde la sua preoccupazione per il futuro dell’istituto, in seria difficoltà a causa della grave crisi finanziaria che attraversa. Inoltre, circa il 70% dei suoi autorevoli restauratori, depositari di quelle tradizione che rende l’OPD un’eccellenza nella formazione, sono prossimi al pensionamento, senza che siano previste nuove assunzioni. L’assessore, sostiene di aver sollevato il problema con il ministro, auspicando il concorso di tutte le istituzioni nel far fronte ad un’emergenza che va ad intaccare uno dei fiori all’occhiello del sistema culturale nazionale.






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