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Nasce il nuovo asset culturale Torino-San Pietroburgo
Data: 17.02.2012

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Un nuovo asse culturale legherà la città di Torino alla russa San Pietroburgo. Una partnership siglata pochi giorni fa nella capitale baltica dal Sindaco Piero Fassino, accompagnato dall’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe, insieme al il direttore dell’Hermitage Piotrovsky, che non si limiterà solo all’arte, ma toccherà anche il mondo dell’economia e della ricerca. Un accordo ampio quindi che vedrà l’arrivo nel 2013 di una grande mostra di arte decorativa con opere di Padalecky datate tra ‘700 e ‘800. In cambio, nel 2015 partiranno per San Pietroburgo pezzi di collezioni della seconda metà del ‘900, tra Gam e Museo di Rivoli e, proprio in quell’occasione, si celebreranno i 250 anni dell’Hermitage. Inoltre, sempre in quella data, Torino punterà “ad ottenere una mostra sugli impressionisti francesi – spiega l’assessore alla cultura Maurizio Braccialarghe – e, visto il grande interesse manifestato dalla direzione dell’Ermitage (che dispone di ben 25 gabinetti di restauro, ndr) per il centro di Venaria, è anche lì che si lavorerà per scambiare il know-how dei nostri tecnici con i loro”.

Si potrebbe pensare così a una politica culturale del baratto, con scambi a costo zero che, in tempi di crisi, influiscono positivamente sui conti cittadini. La cultura è infatti il primo degli ambiti in cui i tagli vanno a incidere, soprattutto perché è un settore - che nel bilancio del Comune è finanziato con entrate straordinarie (mutui, cessioni, dismissioni) i cui proventi per loro natura sono imprevedibili. Con il baratto si continuerebbe a garantire un’offerta culturale elevata, non badando alle ristrettezze economiche. Questa soluzione piace molto a Braccialarghe, certo che “un sistema ramificato di rapporti con altre metropoli può creare un meccanismo virtuoso, fare da volano e permetterci di superare le obiettive difficoltà economiche valorizzando le nostre opere con progetti d’interscambio”.

Un accordo quindi molto ampio, che vedrà anche la partecipazione di aziende torinesi. Infatti, l’investimento che Chrysler concluderà proprio a San Pietroburgo, offrirà spunti di cooperazione con le imprese torinesi di componentistica auto per la produzione di Jeep per il mercato russo e dell'ex Unione Sovietica. “L'investimento in Russia offre grandi spazi di cooperazione alle aziende dell'indotto torinese di componentistica auto – conferma il sindaco Piero Fassino - si tratta di un'opportunità che va colta. Le nostre imprese già lavoreranno su modelli Jeep, c'è una connessione, quindi una possibilità di incrementare le commesse”. Non solo. E’ prevista infatti anche la realizzazione di un Teknopark (settore telecomunicazioni ed energia) che, continua Fassino, “potrà avere nel Politecnico un naturale e prezioso interlocutore. Infine si potrà attivare una cooperazione anche in campo sanitario dove Torino è impegnata nel progetto della Città della Salute e San Pietroburgo in programmi di ricerca e investimenti in campo farmaceutico e sanitario”.

Al momento il prossimo appuntamento con l’ex Leningrado è fissato per giugno, quando una delegazione torinese parteciperà al Forum Economico Internazionale, un’occasione dove incontrare gli esponenti più in vista del mondo imprenditoriale e politico della Russia e del mondo intero. “L’accordo siglato - conclude Fassino - si inserisce nella strategia di internazionalizzazione che il Comune sta promuovendo per offrire nuove opportunità a Torino e al suo sistema economico e culturale. San Pietroburgo è da sempre una capitale di cultura e un centro nevralgico dell'economia russa, così come Torino, grande città industriale da sempre, è divenuta via via anche un centro culturale di eccellenza”.





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