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Colosseo: molto rumore sì, ma forse non per nulla
Data: 27.02.2012

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Nei giorni scorsi l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha stabilito che il contratto da 25 milioni di euro per la sponsorizzazione del restauro del Colosseo, poiché 'non appare in contrasto con i principi di legalità, buon andamento e trasparenza dell'azione amministrativa', è regolare. Il contratto era stato contestato dall'Autorità per la concorrenza (Antitrust) lo scorso 9 gennaio.

L'inizio della vicenda si deve però far risalire al maggio 2010 quando il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Comune di Roma hanno condiviso la scelta di ricorrere alla sponsorizzazione per rendere possibile la realizzazione dei numerosi interventi di restauro necessari all'Anfiteatro Flavio. La procedura di sponsorizzazione è stata avviata il 4 agosto 2010 con la pubblicazione di un bando e ha previsto come termine per la presentazione delle proposte il 30 ottobre 2010. A seguito della pubblicazione, si sono presentati due candidati, Ryanair e Tod's SpA, ma la procedura di gara si è conclusa con proposte 'non appropriate'. Pertanto è stata avviata una fase di trattativa per il finanziamento dei soli interventi di sponsorizzazione che, nel gennaio 2011, ha consentito di stipulare il contratto per il finanziamento dei lavori con la Tod's SpA. Nel contratto, lo sponsor si impegna nei confronti della stazione appaltante esclusivamente al riconoscimento di un contributo in cambio del diritto di sfruttare spazi per fini pubblicitari senza lo svolgimento di altre attività.

Subito dopo che è stato siglato l'accordo, però, il Codacons si è rivolto all’Autorità per la concorrenza chiedendo di 'pronunciarsi in merito alla correttezza della procedura che ha portato ad affidare la sponsorizzazione dell'Anfiteatro Flavio al gruppo guidato da Diego Della Valle'. L'Antitrust ha evidenziato anomalie e irregolarità, a partire dai tempi troppo brevi entro cui si è svolta la trattativa privata con i soggetti interessati. Infatti, appena ricevuta la proposta del gruppo Tod’s, l’amministrazione appaltante ha assegnato agli altri soggetti interessati un termine inferiore a 48 ore per la presentazione delle offerte. Per l'Antitrust 'una scadenza così imminente è inadeguata a consentire l’esperimento di una effettiva competizione tra i soggetti convocati'. Inoltre, in caso di finanziamento e realizzazione di interventi di restauro, lo sponsor deve assumersi la responsabilità del completamento dell’attività di progettazione e direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza, l’appalto a terzi o l’esecuzione diretta dei lavori, anche mediante imprese esecutrici dei lavori. L’accordo con la Tod's SpA, invece, prevede il mero finanziamento dell’opera. Inoltre, è parsa eccessiva la durata del periodo di sfruttamento dei diritti 'pari a due anni oltre il termine di conclusione dei lavori in favore di Tod’s e a 15 anni in favore dell’Associazione che deve essere istituita da Tod's.

Dopo le anomalie evidenziate dall'Autorità per la concorrenza, lo scorso gennaio, la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta per verificare se vi è stato o meno il reato di abuso d'ufficio. Nei giorni seguenti in cui è stato sollevato un gran polverone intorno alla vicenda, il patron della Tod's ha espresso al ministro per Beni e le Attività Culturali la volontà di recedere dal contratto. Il ministro Ornaghi lo ha diplomaticamente invitato ad aspettare pazientemente l'esito delle indagini, convinto 'che il buon esito dell'iniziativa, la quale vede per la prima volta affiancati pubblico e privato in una così importante operazione di tutela e valorizzazione di un bene culturale straordinario qual è il Colosseo' dovrebbe essere 'significativo e paradigmatico in una fase in cui il Paese intende rilanciare fattori e motivazioni del proprio sviluppo'. Diego Della Valle ha manifestato la speranza che 'l'indagine chiarisca che la situazione è cristallina, ma senza lasciar passare troppo tempo anche perché il nostro gruppo è quotato in Borsa e non vogliamo ci siano incidenti di sorta. Avevamo voglia di sponsorizzare l'immagine del Colosseo senza nulla in cambio, non volevamo fosse un'operazione commerciale....Volevamo raccontare il restauro in giro per il mondo, costruire una Onlus quindi senza fini di lucro e un centro servizi. La cifra di 25 milioni di euro è relativa al fabbisogno dei lavori. Nelle casse del ministero ce ne sono già 10. Speriamo li usino quanto prima e da quello che mi hanno detto, i bandi dovrebbero partire'. In effetti lo scorso 10 febbraio, mentre il Colosseo, chiuso per alcuni giorni come previsto dal 'piano neve', riapriva ai visitatori, l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha stabilito che il contratto da 25 milioni di euro per la sponsorizzazione del restauro del Colosseo è del tutto regolare. Ma, nei giorni immediatamente successivi, il Tar, al quale il Codacons aveva fatto ricorso, ha chiesto nuovi documenti per approfondire la questione. L' udienza di discussione è già stata fissata per il prossimo 7 marzo.

La polemica sorta intorno alla legittimità del contratto Tod's per la sponsorizzazione degli interventi di restauro del Colosseo è stata costruita soprattutto su basi evidentemente mediatiche. Ha però involontariamente dato l'avvio a una riflessione circa la necessità di una ridefinizione normativa in tema di contributi privati a favore del patrimonio. Il Sole 24 Ore, ad esempio, riferisce che entro un paio di mesi dovrebbero andare in porto le nuove regole del ministero per i Beni e le Attività Culturali sulle sponsorizzazioni per gli interventi di restauro del patrimonio da parte dei privati. Insomma, molto rumore sì, ma forse non per nulla.







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