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Intervista a Nina Stricker e Valerio Dehò, su kunStart 12 e The Glocal Rookie of the Year
Autore: Melania Rossi
Data: 15.03.2012

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Vai all'evento: KunStart 12





Alla sua ottava edizione, la fiera biennale d’arte contemporanea di Bolzano kunStart 12 da quest'anno organizzata da una nuova responsabile progetto, Nina Stricker, mantiene ancora una particolare attenzione verso le gallerie e gli artisti emergenti, verso un’arte contemporanea accessibile, periferica ma assolutamente internazionale. Per questo 2012, un fitto programma di mostre, incontri, performance ed interessanti dibattiti, con una novità che incuriosisce e su cui si incentrano i lavori dell’artista di fama internazionale Rainer Ganahl e di Baruchello, in collaborazione con la RAM di Roma: l’ambiente e la sostenibilità. Dopo il successo del 2010, anche quest’anno kunStart si abbina inoltre alla fiera di interior design “Arredo” per accogliere un pubblico sempre più ampio. E’ chiaro il forte radicamento nel territorio alto atesino, ma è sempre di più emerge un’apertura verso gallerie e spazi espositivi attivi a livello internazionale. Quest’anno, in particolare, un focus dedicato alla Korea, “South Tyrol vs. South Korea”. Proprio in questa direzione ‘glocale’, tra apertura internazionale e sviluppo locale, vanno molti dei progetti di questa nuova edizione. Primo tra tutti il premio The Glocal Rookie of the Year, alla sua terza edizione, è rivolto agli artisti under 35 con l’obiettivo di sostenere la carriera di giovani talenti che sappiano interpretare la dimensione ‘glocal’. Ideato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano in collaborazione con kunStart, ha una giuria coordinata dal critico d’arte e curatore Valerio Dehò, che consegna il premio il 17 marzo 2012.

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Saejin Hwang, Together but Different Dream, 2011,
acrylic on canvas with fabric, 116.8×91cm,
courtesy Studio Akka, Seoul


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Hyon Soo Kim

 
Melania Rossi:
Tra le fiere decentrate kunStart è senza dubbio una delle più apprezzate e visitate. A partire da quest’anno è organizzata direttamente da Fiera Bolzano Spa e inoltre diventa biennale e sceglie di specializzarsi nel mercato dell’arte contemporanea emergente. Come si inserisce questa fiera, a suo parere, all’interno del sistema fieristico italiano e quali sono i suoi punti di forza?
Nina Stricker:
Con il nuovo titolo di "Biennial Art Fair for Emerging Contemporary Art" kunStart 12 si rivolge a gallerie e spazi espositivi attivi a livello internazionale nella ricerca di proposte artistiche nuove, privilegiando in particolare la produzione dei giovani e i contesti geografici emergenti e credendo innanzitutto nella creatività spesso autoctona e meno contaminata delle periferie culturali. In realtà sin dalla sua nascita, kunStart, come del resto espresso nello stesso nome della manifestazione seguiva questo sogno, di essere una fiera per le giovani gallerie e per l'arte emergente, una specie di piattaforma di lancio, ma i tempi in periferia non erano maturi e i compromessi commerciali in passato sono stati tanti. Situata in un contesto esso stesso periferico, questa giovane fiera anche grazie alla propria posizione geografica di confine può costituire un luogo di incontro e interscambio ideale per le gallerie emergenti da diverse realtà europee e specie collegando i paesi contigui dell'arco alpino tedesco alla consolidata realtà del mercato italiano. L'essere una regione trilingue sicuramente agevola anche i contatti con le realtà geografiche extraitaliane. La ricetta è sicuramente quella opposta rispetto alle altre fiere del Nord-Italia: non una chiusura nel mercato italiano, tra l'altro poco innovativo, ma ancora più apertura internazionale. Dalla scorsa edizione abbiamo anche introdotto la formula del focus geografico (praticato con successo da fiere estere come la stessa Arco di Madrid, ma pressoché sconosciuto a quelle italiane) e dopo il focus Japan del 2010 una sezione speciale vedrà protagonista la Corea del Sud. L'organizzazione biennale non solo limita la saturazione del mercato e delle idee, ma favorisce l'ampliamento delle attività collaterali e il coordinamento delle iniziative realizzate in collaborazione con le realtà museali ed associazioni culturali del territorio grazie a una pianificazione di medio-lungo termine.


M.R: Che si intende con il termine “glocal” e come viene tradotto all’interno della fiera di Bolzano?

N.S: Oltre alle etichette emergente ed accessibile (da applicare sia da un punto di vista dei contenuti che dei prezzi) quella che meglio descrive le ambizioni di questa edizione è sicuramente la definizione di "glocale". Per rilanciare una fiera periferica come kunStart, darle una ragione di esistenza, un'identità che la distinguesse dalle troppe altre, l'unico punto di partenza possibile ci sembrava quello di una solida base locale. Ecco perché abbiamo costituito un gruppo di lavoro di tutti gli operatori pubblici e privati attivi nel contemporaneo a livello regionale per rendere questa fiera innanzitutto una manifestazione condivisa da loro, una loro fiera: è la prima edizione in cui parteciperanno tutte (o quasi) le gallerie private e le realtà non profit più significative della regione, mentre coloro che non espongono nei padiglioni, saranno coinvolti nel programma collaterale della fiera. Oltre a cercare un forte radicamento territoriale, attraverso la creazione di una fitta rete di collaborazioni con le realtà presenti, la fiera ha tentato di ampliare anche la propria dimensione internazionale, avviando dialoghi con realtà geografiche distanti e meno conosciute dal punto di vista artistico. In questa direzione tra apertura internazionale e sviluppo locale, vanno molti dei progetti di questa nuova edizione.


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Baruchello, Gianfranco Baruchello, La Scorta (Ecologia e Potere), 2012 - courtesy the artist

M.R:
Valerio Dehò, ci può raccontare la sua esperienza all’interno di kunStart con il premio The glocal Rookie of the Year? Qual è la specificità di questo premio rivolto agli artisti emergenti e quali i criteri per la sua assegnazione?
Valerio Dehò: Il premio The Glocal Rookie of the Year, istituito dalla fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano è giunto alla sua terza edizione ed è rivolto agli artisti under 35 con l’obiettivo di sostenere la carriera di giovani talenti che sappiano appunto interpretare una dimensione 'glocale'. Il Glocal Rookie è parte integrante della scelta della Fondazione della Cassa di Risparmio di Bolzano di investire in cultura e in particolare sui giovani. L’idea poi del Glocal Rookie vuole riprendere la geniale formula del sociologo Zygmunt Barman del “glocalismo” come adattamento alle realtà locali dell’ondata di globalizzazione che attraversa il mondo attuale dagli anni Novanta.. La provincia di Bolzano è un esempio di questa attenzione a un equilibrio tra local e global, inoltre kunStart come fiera dell’arte internazionale diventa un luogo di scambio artistico privilegiato tra il territorio dell’Alto Adige-Südtirol e il resto del mondo. Anche quest’anno al primo classificato andranno i 5.000 euro del premio acquisto per l’opera che la giuria riterrà migliore e che verrà acquisita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano. Rimane la caratteristica del Glocal Rookie che è quella di dare una straordinaria visibilità all’opera vincitrice perché diventa l’immagine guida della prossima edizione. Non solo l’acquisizione presso la collezione della Fondazione, ma un investimento a favore del vincitore in pubblicità difficilmente valutabile. Nessun premio offre tutto questo, l’arte diventa realmente comunicazione, ciò comporta anche che la scelta del lavoro vincitore venga condizionata dalla filosofia del premio. Lo stesso secondo premio è stato modificato in un’opportunità di pubblicizzare l’opera e l’artista per una cifra di 1.500 euro su riviste e altri media. Questa scelta fa parte integrante della filosofia di dare l’opportunità a dei giovani artisti di avere una visibilità nel sistema dell’arte oltre che presso il pubblico. Lo status stesso dell’opera d’arte contemporanea ha un aspetto legato alla comunicazione che è fondamentale e determinante.

M.R: Il progetto speciale di quest’anno è “Focus Korea”, una panoramica della produzione emergente della Corea del Sud con una decina di gallerie partecipanti coordinate da Chris H. Cheon, affiancate a gallerie europee che espongono artisti coreani. Oltre a conferenze, presentazioni e artist talk, una personale di Hyon Soo KIM curata da lei. Già presentata alla ArtSinergy di Bologna nel 2008 con la serie M.A.R.I.A., ci può anticipare il lavoro dell’artista sudcoreana per questa edizione di kunStart?

V.D: Il lavoro di Hyon Soo Kim elabora da anni un concetto di vita che si trasmette all’idea di maternità. La madre è un contenitore di possibilità genetiche, di trasmissione della specie, ma anche un simbolo di speranza e di futuro. Nella serie di lavori M.A.R.I.A (2004-2006) l’artista ha rappresentato tutte le madri del mondo ispirandosi anche ai colori tradizionali dei rispettivi popoli. Le sculture in bianco riprendono questa filosofia, la donna si semplifica nelle forme, diventa un vaso, qualcosa che ha la funzione di accogliere, di contenere la vita, il futuro. Nei disegni domina ancora il bianco, come colore della spiritualità. Il colore è appena accennato, i segni neri si contrappongono per superficie e gestualità, sempre all’interno di un equilibrio compositivo rigoroso. Tutto ciò che è inutile viene eliminato, l’essenzialità grafica scandisce lo spazio del foglio di carta. Il video “A Casa Rosanna” (55 min.) è stato girato a Capri presso l’abitazione della gallerista e organizzatrice di eventi artistici, Rosanna Chiessi. La ripresa è stata rovesciata, quello che accade attorno alla tavola imbandita, i discorsi, il cibo, il vino, sono visti da una prospettiva capovolta. La Chiessi ha portato per la prima volta Hyon Soo Kim in Italia negli anni Novanta. Il video è una metafora dello stare insieme, del legame che unisce le persone che amano l’arte e di come questa cambi la prospettiva di guardare la realtà.

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Rainer Ganahl, The Passion Considered as an Uphill Bicycle Race, 2011 – courtesy KOOIO Innsbruck

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Armando Lulaj, Back news / Flying news, 2011,
Digital C-Print, montaggio Diasec, 140x93cm –
courtesy Paolo Maria Deanesi Gallery


M.R: Infine, in un momento di profonda crisi economica parlare di arte accessibile è quanto di più contemporaneo e coerente si possa pensare, accessibile nei prezzi ma anche nell’innovazione dei format fieristici, nel dialogo con un pubblico vasto e diversificato. La fiera, proprio in questa direzione, presenta soprattutto opere del segmento affordable under 5000 Euro”. Inoltre, il tema della sostenibilità, sia riferita alla produzione di opere d'arte che alla realizzazione di eventi artistici, è affrontato all’interno di questa edizione con lo “Special bike project”. Ci può dire la sua su questi due temi?
N.S: Dal 2010 kunStart è abbinata con biglietto d'ingresso unico alla fiera di interior design “Arredo”. Questa concomitanza ha segnato una vera e propria svolta commerciale per la fiera in quanto, chiaramente per le opere sotto le 5.000 euro, le vendite sono state incrementate grazie ai 20.000 visitatori di “Arredo”. Per kunStart non solo si apre così un'opportunità di allargamento del mercato nel segmento "affordable" attingendo concretamente al potenziale economico specifico di un contesto sempre apprezzato ma mai sfruttato pienamente, ma anche una nuova responsabilità di mediazione culturale nei confronti di nuove fasce di utenza dell'arte contemporanea a cui è dedicato un ampio programma di visite guidate e attività di mediazione rivolte anche alle famiglie e ai bambini. kunStart 12 suggerisce anche inediti percorsi che cercano di cucire trame tra diversi settori e discipline, non solo fra arte e settori contigui come l'architettura e il design attraverso l'abbinamento con la fiera “Arredo” ma anche con altre branche economiche apparentemente estranee alla produzione artistica: gli Special Bike Projects uniscono infatti l’arte contemporanea alla mobilità sostenibile. L'artista di fama internazionale Rainer Ganahl è protagonista di un artist talk che ha luogo al Museion alla vigilia di kunStart, il 15 marzo, e di una personale dal titolo “I WANNA BE…” realizzata in collaborazione con lo spazio d'arte kooio di Innsbruck, visitabile negli spazi della fiera dal 16 al 18 marzo, nella quale gioca con le eco-biciclette Dinghi offrendo una riflessione sul tema della tecnologia green.
Negli spazi del Museion sarà esposta invece l’installazione di Baruchello “La Scorta” (Ecologia e Potere) opera del 2012 realizzata appositamente per kunStart 12 in collaborazione con RAM radioartemobile, Roma. Si tratta una scorta insolita composta da 7 bici blu con lampeggiatore che con taglio ironico lascia intendere una scelta reale per quel che di fatto -anche se non sarà certamente adottato- rappresenterebbe una possibile soluzione sia ecologica che economica. Per collegare le 2 sedi espositive durante la fiera sarà anche attivato un noleggio gratuito di e-bike, disponibili per i visitatori. Infine il 16 Marzo nel II appuntamento DAC: tavola rotonda PRODUCERS vs ARTISTS organizzato e promosso da RAM i due protagonisti coinvolti con progetti site specific Gianfranco Baruchello e Rainer Ganahl nonché un terzo artista Daniele Puppi, si confronteranno con gli imprenditori altoatesini attivi nel settore della mobilità sostenibile Maurizio De Concini e Ingrid Dellago, amministratori della TC Mobility SRL, Franz Viehweider titolare della PimpGarage by Vasc. Ital. SAS, Gianfranco Pizzuto (Fisker Italia) e Hugo Götsch presidente dell’associazione “Südtirol Rad – Bici Alto Adige“. Le aziende locali in questione hanno attivamente collaborato come partner tecnici alla realizzazione ed installazione delle opere in loco, gli uni mettendo a disposizione l'hardware (come la bici elettrica Dinghi alla base dell'opera di Ganahl), gli altri intervenendo con la riverniciatura e il restyling (PimpGarage) delle bici di seconda mano messe a disposizione e così rivalorizzate del noleggio biciclette "Bici Alto Adige" per l'opera di Baruchello. Lo stesso riciclo di materiali e le partnership tecniche costituiscono in se una modalità per rendere accessibili anche i costi di realizzazione spesso proibitivi delle opere di arte contemporanea, favorendo allo stesso tempo un'apertura di altri settori economici verso la produzione artistica contemporanea. L'obiettivo consiste nella costituzione di un rapporto reciproco in cui l'azienda non è semplicemente sponsor finanziario o prestatrice di manodopera, ma parte attiva nel progetto e in cui a sua volta rovesciando la prospettiva l'artista non è mero esecutore di opere su committenza oppure beneficiario di mecenatismo, ma sponsor di idee e promotore di nuovi impulsi per l'attività aziendale.

In copertina: Hyon Soo Kim 1. "M.A.R.I.A " - " To all Mother of the World" , " Allen Müttern der Welt" 2003 Diözesan Museum Freising, Germany – courtesy the artist






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