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Regione Piemonte: Le cifre della Cultura
Data: 01.03.2012

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Vai all'evento: RELAZIONE ANNUALE 2010 e 2011 cultura in Piemonte





In periodo di crisi si parla spesso di tagli alla cultura, sembrando questo essere l’unico campo in cui poter tagliare fondi senza che nessuno alzi la voce. In questa congiuntura troppo sovente i bilanci che vengono fatti sembrano sempre arrivare alla conclusione che “con la cultura non si mangia”, per fare una dotta citazione.
Mercoledì 22 febbraio a Torino è stata presentata la Relazione Annuale dell’Osservatorio Culturale del Piemonte in relazione alla produzione e al consumo di cultura in regione nel 2010 con anticipazioni dei dati del 2011 e le notizie sono state sorprendenti e confortanti.

L’Osservatorio Culturale del Piemonte, nato nel 1998 con un Protocollo d’intesa tra Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, AGIS, IRES Piemonte, Fondazione Fitzcarraldo, ha come obiettivo proprio il monitoraggio del sistema culturale regionale, confrontandolo con le dinamiche nazionali ed internazionali e realizzando delle ricerche sul campo e servizi di documentazione. Il loro scopo è aiutare gli operatori ed i programmatori del settore.
Nonostante i finanziamenti pubblici e privati in Piemonte per la cultura abbiamo visto una diminuzione del 4,9% nel 2009 e del 15% nel 2010, i 202 musei del Piemonte monitorati hanno avuto 4.631.729 ingressi e le mostre per 2,6 milioni di visite.

Torino, divenuta una realtà forte nell’offerta turistica e culturale, fa da traino al resto della regione diventando un vero e proprio polo di richiamo che allarga le sue propaggini sul territorio circostante. La riapertura ed il restauro di alcune strutture, come la bellissima Palazzina di caccia di Stupinigi, ha sicuramente giocato a favore dell’aumento di pubblico. Nel 2011 i 53 Musei dell’area Metropolitana di Torino hanno attirato infatti 4,2 milioni (pensate che nel 1995 i visitatori erano 1 milione) di visitatori incrementando il pubblico del 25% rispetto al 2010.

I festeggiamenti per i 150 dell’Unità d’Italia con la loro ricaduta di eventi, mostre, spettacoli hanno aiutato l’incremento delle cifre degli utenti, portando Torino tra le prime 10 sedi espositive a livello nazionale con 440 mila visitatori.
Nonostante questo incremento il grande problema della contrazione delle risorse coinvolge direttamente le strutture che hanno problemi di gestione, mantenimento, tutela e personale e che rischiano di rovinare l’immagine e l'attrattiva ottenuta dalla città e dal territorio danneggiando così le risorse che da questa possono derivare.

Il sistema creato dal Comune di Torino della tessera Abbonamento Torino Musei che permette l’ingresso libero o agevolato in molte strutture non solo a Torino, ma sul territorio piemontese ha visto un innalzamento della vendite agevolando quindi l’aumento dei visitatori.
L’Osservatorio Piemontese evidenzia, alla luce dei dati, “la necessita di una riforma strutturale del sistema dei beni e delle attività culturali” alla luce del fatto che i fondi stanziati per il settore cultura andranno incontro ad un ulteriore taglio nel prossimo futuro. Appare ancora una volta evidente come la cultura in Italia, fonte ricchissima, per sopravvivere debba innescare dei processi virtuosi in alleanza con il settore turistico e di sviluppo locale.

Aprire nuove sedi, fare restauri grandiosi e super spettacoli una tantum non può bastare se non è possibile poi il mantenimento di queste strutture e degli operatori. Le cifre dei visitatori urlano il fatto che non è vero che la cultura non interessa più e che le persone non sono disposte a spendere o muoversi per vedere cose belle. La bellezza, la storia, la cultura muovono ancora, ma questo non basta. La necessità di un disegno politico forte che non punti solo sull’evento singolo appare sempre più necessario. Le risorse non economiche ma di beni e professionalità non mancano.







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