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Josef Koudelka - Traces
Data: 15.03.2012

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La Fondazione Merz, grazie alla collaborazione con la celebre agenzia fotografica Magnum Photos ospita fino al 8 aprile 2012, una mostra dedicata all’opera del fotografo ceco Josef Koudelka intitolata Josef Koudelka / Traces.

La visita si apre attraverso la selezione di 12 fotografie panoramiche in bianco e nero di grande formato commissionate dalla Regione Piemonte nel 2004 in occasione dei Giochi Olimpici Invernali del 2006. Attraverso immensi paesaggi in cui la presenza dell’uomo è scomparsa a favore della rappresentazione del suo segno, Koudelka racconta il ricco territorio piemontese catturando la velata malinconia di un paesaggio interamente manipolato dalla mano dell’uomo. I frammenti dello spazio naturale ed architettonico sembrano assumere un nuovo significato, muovendosi fra il Ponte di Settimo Torinese, la strada del Colle del Nivolet ed il paesaggio roccioso del Gran Paradiso.

Prospettive imponenti, forme conturbanti, dirupi, crateri, geometrie spezzate e ricomposte delineano una realtà in continuo divenire ove è possibile immaginare passato e futuro, senza alcuna forma di retorica o giudizio. Le istantanee dedicate ai cantieri sono forse tra le più affascinanti, impossibile non restare ammaliati da una così poetica prospettiva dove domina il cemento in tutte le sue forme e si trasforma nel riflesso di una costruzione gotica, difficile non cogliere la silenziosa magia di imponenti distese di sabbia che divengono profonde macchie di colore come nella fotografie dedicate ai lavori di costruzione a San Sicario, al cementificio Robilant o alla costruzione della pista di sci di fondo di Pragelato. È un viaggio nei ricordi di un tempo molto recente che attraversa alcuni luoghi storici della città quale la ristrutturazione di Piazza San Carlo, la salita alla pista di collaudo del Lingotto e la Porta Palatina.

Al centro dello spazio espositivo si apre come un lungo serpente, la selezione dei più importanti libri pubblicati nel corso della carriera da Koudelka; opere nelle quali si susseguono alcuni dei principali temi che hanno definito il suo percorso. Nella sala attigua si possono incontrare, oltre ad alcuni testi dell’autore, la serie di ottantadue scatti intitolata Piemonte, anch’esse fotografie in bianco e nero ma di piccolo formato che esplorano la regione in ogni suoi anfratto. Paesaggi desolati e poetici si alternano a schegge di vita nelle quali compaiono per la prima volta animali o elementi nei quali si intravede l’opera creativa dell’uomo nelle sue più svariate espressioni. Attraverso una lunga elaborazione del concetto stesso di visione Kouldelka, lascia trasparire una costante traccia di vissuto in ogni suo scatto; ogni vuoto viene percepito quale contenitore di una presenza importante che si trasforma in testimonianza storica. Svuotati dell’energia originaria che contraddistingue ogni luogo, gli scatti di questo straordinario fotografo riportano l’accento sulla traccia invisibile del ricordo e dell’immaginazione.

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Rene Burri
FRANCE. IDF. Val de Marne department. Ivry sur Seine. Czech photographer Josef KOUDELKA at home. 2006
© Rene Burri/Magnum Photos


Nel piano interrato, a concludere l’esposizione, tre video raccontano i grandi reportage dell’artista: Invasion – 1968 – che cristallizza l’invasione sovietica di Praga attraverso la precisa raccolta dei volti e delle macerie della città; Gypsies – 1975 – suggestivo ritratto sulla popolazione gitana della Slovacchia e della Romania; Chaos – 1999 – serie di fotografie panoramiche che rivelano imponenti paesaggi aspramente modificati dalla mano dell’uomo.
Il fotografo qui si trova alla prese con la figura umana, ora protagonista assoluta della sua ricerca nella quale conferma l’uso del formato panoramico usato per i paesaggi. Il dispiegarsi del percorso artistico che si palesa dinnanzi a noi, dona una sensazione di progressivo distacco del fotografo dalla figura umana a favore di un imperante desiderio di approfondita indagine verso il paesaggio. In effetti alla grande stagione dei reportage che documentarono clandestinamente ciò che accadeva nel suo paese, è evidente un sempre maggior interesse per il paesaggio svuotato dalla presenza dell’uomo.


Nato nel 1938 in Moravia e naturalizzato francese, ha diviso la sua esistenza fra le città di Parigi e Praga. Inizia le sue sperimentazioni nel campo fotografico nel 1950 quando è ancora uno studente e risale al 1961 l’inizio della sua carriera come ingegnere aeronautico. In questi anni inaugura il percorso volto ad indagare la popolazione zingara cecoslovacca e dal 1967 rivolge tutte le sue attenzioni alla professione di fotografo. L’anno seguente, grazie al suo lavoro, dona al mondo una delle testimonianze più importanti e struggenti dell’invasione sovietica di Praga. In questo frangente, pubblica le fotografie con l’acronimo PP (Prague Photographer) per il timore di subire ritorsioni. Nel 1969 gli viene conferita anonimamente la Overseas Press Club's Robert Capa Gold Medal per il suddetto reportage e l’anno successivo lascia la Cecoslovacchia chiedendo asilo politico all’Inghilterra. Al 1970/71 risale la sua entrata nella Magnum Photos. Negli anni successivi videro la luce i suoi più famosi progetti dedicati agli zingari ed ai paesaggi.

In copertina:
Josef Koudelka
ITALY. Piedmont. Province of Turin. Sansicario. 2004. Site of the Olympic Games.
© Josef Koudelka/Magnum Photos







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