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Nacht und Nebel. L’ultimo progetto di Iván Navarro alla Volume!
Data: 19.03.2012

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Nella notte e nella nebbia, attraverso angusti cunicoli, si svelano come luminose epifanie sette pozzi in mattoni e cemento, rifugio dalla morte e dall’oblio. Questa l’atmosfera creata da Iván Navarro (Santiago del Cile, 1972) con il suo ultimo lavoro alla Fondazione Volume! a Roma. Inaugurata lo scorso 2 marzo e visitabile fino al 5 maggio “Nacht und Nebel” si ispirata dichiaratamente al decreto del 7 dicembre 1941 con il quale Hitler condannava a morte “nella notte e nella nebbia” chi avesse commesso atti contro il Terzo Reich nei territori occupati.

Aperta da una toccante performance di Patricia Rivadeneira, che ha re-interpretato una famosa azione di Valie Export sulle violenze naziste, accompagnata da una rielaborazione della musica di Wagner da parte del musicista Pedro Pulido, la mostra é a cura di Antonio Arévalo, in collaborazione con l’Ambasciata del Cile in Italia. L’evento di apertura ha coinvolto lo spettatore in un percorso labirintico tra salvezza e morte, ricreando l’atmosfera della città di Roma durante i bombardamenti e le persecuzioni naziste tra settembre del 1943 e giugno del 1944 dove, al buio della notte si mescolava la nebbia opaca dei bombardamenti. Un percorso fatto di anfratti e cunicoli bui, come quelli in cui la popolazione cercava riparo in quegli anni, trovando però a volte la morte.

I rifugi-pozzo di Navarro ci parlano, quasi ipnoticamente, attraverso la riflessione di scritte al neon. Odio, occhio, ecco, eco, ex, becco, eccidio, le parole di luce che tracciano nello spazio della Volume! un percorso senza direzione né orientamento, ma solo delle pause in cui lo sguardo si smarrisce. “Questa installazione esplora la semiotica di alcune parole, ma è un lavoro che mette in discussione il loro stesso segno linguistico”. Spiega Navarro. Nessuna assonanza tra le parole infatti, ma molti i fili rossi che le accomunano. Ciò che interessa l’artista è la contaminazione tra l’aspetto visivo della scritta ed il suo significato: laddove il disegno interviene a modificare il senso dei vocaboli.

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Iván Navarro
Nacht und Nebel, 2012
Performance inaugurale performer: Patricia Rivadeneira / musicista: Pedro Pulido Fondazione VOLUME!, Roma
ph: Federico Ridolfi
courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma


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Iván Navarro
Nacht und Nebel, 2012
Veduta dell’istallazione
ph: Federico Ridolfi
courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma


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Iván Navarro
Nacht und Nebel, 2012
particolare dell’istallazione alla Fondazione VOLUME!, Roma
ph: Federico Ridolfi
courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma


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Iván Navarro
Nacht und Nebel, 2012
particolare dell’istallazione alla Fondazione VOLUME!, Roma
ph: Federico Ridolfi
courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma


Nelle mie opere l’effetto speculare fittizio è assolutamente protagonista, perché fa si che le parole intere esistano solo nello specchio (rappresentazione)”. Risponde Navarro nell’intervista che accompagna la mostra. “Come un’immagine che si ripete infinitamente fino a dissolversi nell’abisso. Il neon reale è solo la metà della parola, il resto è un riflesso”. Ogni scritta con la sua consistenza reale ed al contempo illusoria è realizzata solo per metà, infatti, con il neon curvato dentro il pozzo, l’altra metà si legge solo grazie alla riflessione in uno specchio che ne provoca una suggestiva quanto estraniante duplicazione. “La ripetizione infinita delle parole nel vuoto, attraverso lo specchio, è un riferimento poetico alla domanda costante e continuativa di significato e alla sua molteplicità legata alle diverse contingenze” – spiega l’artista.

Immerso in uno straniante clima bellico, osservando ciascuno dei sette pozzi, lo spettatore vacilla quasi colto dalla paura di cadervi dentro, sorpreso dalla sensazione di udire l’eco di quelle parole che l’effetto luminoso del neon contribuisce ad urlare nel buio dello spazio, moltiplicandole.

Iván Navarro, cresciuto sotto la dittatura di Augusto Pinochet (1973- 1990), affronta da sempre con sguardo critico il contesto politico in cui è vissuto, influenzato dalla corrente Minimalista le cui forme iconiche spesso rivisita e sovverte. Nel suo lavoro, dai risvolti sociali e psicologici, sviluppa il concetto di conversione dell’energia attraverso la costruzione di oggetti ed installazioni luminose con neon e materiali d’uso quotidiano in cui la corrente elettrica serve ad illuminare quelle nebulose nefaste (tanto autoritarie quanto democratiche) sottese alla società contemporanea. Con “Nacht und Nebel” anche questa volta Iván Navarro scuote le coscienze usando il linguaggio come strumento di riflessione. Uscire dalla mostra e restare indifferenti, infatti, non è possibile.

In copertina:
Iván Navarro
Nacht und Nebel, 2012
particolare dell’istallazione alla Fondazione VOLUME!, Roma
ph: Federico Ridolfi
courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma








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