ArsKey Magazine | Articolo


L' Art brut, fuori dall'ordinario
Data: 19.03.2012

vai alla pagina
Vai all'evento: ArtistInMostra





Quest'anno ArtistInMostra, Parma, la manifestazione dei creatori d’arte contemporanea, ha regalato la grande opportunità di conoscere e interagire con una corrente pittorica criticata e discussa, l'Outsider art o Art brut. Onore ad una fiera d'arte che propone realtà difficili ma legate al contesto socio-culturale, un traguardo che arriva in ritardo in Italia nonostante alcuni suoi rappresentanti siano tra i protagonisti nei musei mondiali. Il concetto di Art brut, in italiano, letteralmente, arte grezza, è stato definito nel 1945 dal pittore francese Jean Dubuffet per indicare le produzioni artistiche realizzate da non professionisti o pensionanti dell'ospedale psichiatrico che operano al di fuori delle norme estetiche convenzionali. Intendeva definire un'arte spontanea, senza pretese culturali e senza alcuna riflessione. Secondo Dubuffet, deve: «naître du matériau [...] se nourrir des inscriptions, des tracés instinctifs. (sorgere dal materiale [...] nutrirsi delle iscrizioni, delle disposizioni istintive)» Persone che operano solitarie, al di fuori del condizionamento di canoni, movimenti, mercati, e che traggono dalle profondità della propria personalità, per se stessi e non per altri, opere eccezionali nel concetto, nell’oggetto, nelle tecniche.

L'Art brut, secondo i suoi adulatori, va distinta dall'arte popolare, dall'arte naïf, dai disegni dei bambini. «L'Outsider art – sempre secondo Dubuffet – designa lavori effettuati da persone indenni di cultura artistica, nelle quali il mimetismo, contrariamente a ciò che avviene negli intellettuali, abbia poca o niente parte, in modo che i loro autori traggano tutto dal loro profondo e non stereotipi dell'arte classica o dell'arte di moda. Quei lavori creati dalla solitudine e da impulsi creativi puri ed autentici, dove le preoccupazioni della concorrenza, l'acclamazione e la promozione sociale non interferiscono, sono proprio a causa di questo, più preziosi delle produzioni dei professionisti» Il sinonimo inglese di Art brut è Outsider art, termine coniato nel 1972 dal critico d'arte inglese Roger Cardinal, mentre in Italia, Bianca Tosatti, tra i più grandi studiosi nazionali del settore la definisce "Arte Irregolare". Il termine del Dubuffet è abbastanza specifico, quello inglese, Outsider art, è applicato spesso più largamente, per includere gli autodidatti o i creatori di arte naïve che non si sono mai istituzionalizzati. Hanno poco o nessun contatto con le istituzioni del mondo tradizionale d'arte; in molti casi, il loro lavoro viene scoperto soltanto dopo la loro morte. L’interesse verso questa corrente risale alle avanguardie artistiche del Novecento. È tuttavia attorno agli anni Cinquanta che le opere escono dagli ospedali psichiatrici per essere acquisite da artisti e collezionisti. Con Dubuffet e la fondazione della Compagnie de l’Art brut nel 1948 si assiste alla consacrazione del genere. All’Art culturelle ufficiale si contrappone l’art non-culturelle, grezza, ma pulsante, viva. La collezione di Dubuffet viene acquisita dalla Svizzera, che nel 1971 la ospita all’interno del Castello di Beaulieu, vicino a Losanna, dov’è tuttora.

A Vienna gli Essl, grandi collezionisti, iniziano ad acquistare gli artisti di Gugging, l’ospedale psichiatrico dove a lungo hanno operato personaggi le cui opere sono conosciute e altamente quotate. Nel 1970, il francese Serge Tekielski apre il “Petit Museée du Bizzarre". Nel 1967 viene organizzata dal Museo di Arti Decorative di Parigi la prima mostra di Art Brut, a cui farà seguito, nel 1974, quella al Walzer Art Center di Minneapolis, Minnesota. Nel 1979 all’Art Council of Great Britain e nel 1982 al Corcoran Gallery of Art di Washington. Sono gli anni in cui in Francia cominciano a nascere nuovi centri espositivi: tra i più prestigiosi, L’Aracine, La Fabuloserie, il Site de la Creation Franche e il mad musée. Nel 1994, apre a Lagrasse un museo che ospita la collezione di Ceres Franco e recentemente due giovani collezionisti svizzeri hanno aperto al pubblico la raccolta Mermod ed Eternod. Nel 1996 nasce a Baltimora il primo museo specializzato in Outsider e Visionary Art. Nel 1992 al Moca, Los Angeles, viene inaugurata un'importante retrospettiva di Outsider Art, "Parallel Visions", in seguito nel 1993 prende il via a New York l’Outsider Art Fair, l'ultima edizione si è conclusa lo scorso gennaio, riscuotendo fortissimo interesse di critica e pubblico. Milano ha visto una delle esposizioni più significative nel 2003 presso Finarte Semenzato, conclusa con un’asta che ha visto vendute quasi tutte le opere, con un notevole rialzo rispetto alla base di partenza. Non ancora paragonabile all’appuntamento di Christie’s, dove è stato venduto l'80% delle opere provenienti dalla collezione di Robert M. Greenberg, con un incasso che supera il milione di dollari, riconoscendo a questo genere d'arte un regolare valore di mercato. Tra le opere più apprezzate un disegno a penna del messicano Martin Ramirez realizzato venduto per 95.600 dollari e un collage di Henry Darger a 89.625 dollari. Mentre oltre confine l’Outsider art è inserita nel circuito dell’arte contemporanea a pieno titolo, il mercato italiano, vede gli artisti promossi per lo più tramite atelier, che spesso fanno riferimento a distretti sanitari, e alcune gallerie specializzate, che faticano a inserirsi nel mercato. Infatti troppo preconcetto la definisce arte di "serie b", o "arte dei matti", un vero e proprio paradosso visto che autori italiani come Carlo Zinelli, Giovanni Battista Podestà, Pietro Guizzardi, sono ampiamente musealizzati all’estero ad esempio a Losanna, Liegi, Bruxelles, e le loro quotazione vanno dai 20 mila ai 50 mila euro.






© ArsValue srl - P.I. 01252700057