ArsKey Magazine | Articolo


Una banda di falsari e ricettatori sgominata a Venezia
Data: 28.03.2012

vai alla pagina


Un nobile degenerato, o chiunque sia orgoglioso della sua nascita, è come una rapa, che soltanto sottoterra ha qualcosa di buono”. (Samuel Butler, Taccuini, 1912 )

Da quanto reso noto dai Carabinieri della compagnia di Mestre (VE), vivere nel “sotterraneo” sembrava essere piuttosto redditizio per Cristiano Barozzi, fregiato “Principe di Sartorini”, e per i suoi complici: Claudio Mella, dipendente presso la soprintendenza ai beni culturali di Padova; e Claudio Celadin, falsario. Nobiltà e passione per l’arte continuano a suggerire un felice binomio, non troppo intento stavolta, a nutrire valori morali quanto piuttosto economici: i tre, infatti, costituivano una banda di falsari e ricettatori, impegnati da dieci anni, in una raffinatissima impresa di sostituzione di opere d’arte originali, conservate nelle ville veneziane, con serigrafie verosomiglianti, perfettamente riallocate entro la propria cornice. Un lavoro certosino, svolto decine e decine di volte, dei quali nessuno sembra essersi mai accorto.

Fondamentale un altro ruolo, seppure sottopagato, quello del basista; svolto con estrema padronanza dal domestico cingalese Rodrigo Joseph Marshall Bastiankoralage, il quale si preoccupava di intessere reti favorevoli di rapporti con i domestici delle abitazioni signorili, finite nel mirino della banda. Un’organizzazione complementare, nei suoi ruoli, e ben congeniata: Mella, ovviamente, era in grado di accedere ai dati circa il patrimonio contenuto all’interno di ciascuna villa, e riferire se e quando, fossero abitate o disabitate, indicando dunque, il momento propizio all’azione nonché le condizioni del piazzamento sul Mercato nero; Celadin era in possesso dell’attrezzatura di stampa, inoltre, le serigrafie venivano invecchiate con apposite vernici e sostituite tagliando la tela dall’esterno, scegliendo in particolar modo, quelle tenute in zone d’ombra o comunque non particolarmente evidenti.

Le copie individuate, rivelano un bottino prezioso: tra cui Luca Carlevarijs, maestro del Canaletto, e il Guardi, allievo del Giorgione… perdita stimata intorno al milione di euro complessivo di valore nominale. Lo scorso 5 Marzo sono state rese esecutive tre ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei tre complici, mentre il referente, il nobile principe Santorini si è visto costretto a modificare la sua permanenza all’estero in una vera e propria latitanza. I Caribinieri stanno svolgendo nuove indagini per riportare “a casa” le tele defraudate.







© ArsValue srl - P.I. 01252700057