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MAXXI. PREMIO ITALIA 2012: VINCE GIORGIO ANDREOTTA CALÓ
Data: 02.04.2012

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Vai all'evento: Premio Italia Arte Contemporanea 2012

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L'artista è una figura considerata marginale. Il suo ruolo è dimostrare il contrario.” Così ci aveva salutato Giorgio Andreotta Calò in una recente intervista e, a quanto pare, la sua non irrilevanza gli è stata riconosciuta. É lui infatti il neo vincitore del Premio Italia Arte Contemporanea 2012 del MAXXI di Roma. Dopo la nomina dei quattro finalisti dello scorso 27 gennaio Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979), Patrizio Di Massimo (Jesi, 1983), Adrian Paci (Shkoder/ Albania, 1969) e Luca Trevisani (Verona, 1979), è giunto venerdì scorso l’attesissimo momento della premiazione, seguito dal pubblico anche in diretta streaming su http://www.fondazionemaxxi.it/ e su http://www.vogue.it/. La giuria - coordinata da Bartolomeo Pietromarchi e composta da Elena Filipovic, curatore al WIELS Contemporary Art Center (Bruxelles); Udo Kittelmann, Direttore Staatliche Museen (Berlin); Anna Mattirolo, Direttore MAXXI Arte; Jessica Morgan, The Daskalopoulos Curator alla Tate Modern (Londra) e Luigi Ontani, artista - ha assegnato il premio, consegnato da Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, a “Prima che sia notte”, l’opera che l’artista Veneziano (classe 1979) ha realizzato appositamente per il MAXXI. “Non ho vissuto il MAXXI come un museo - aveva detto nell’intervista il vincitore - é stato un laboratorio. Un luogo dove l'arte si genera e rigenera e non solo dove si conserva. Non è un cimitero. E' un luogo vivo osmotico di scambio con la città. Così l'ho vissuto, questo ha influenzato il mio lavoro e in questi termini vorrei che il pubblico lo percepisse”.

Un messaggio che è sembrato molto evidente anche alla giuria che dell’opera ha apprezzato, tra le altre, la facoltà di “riattivare le connessioni del museo, e del Maxxi in particolare, con la città.Giorgio Andreotta Calò, proposto da Chiara Parisi, Direttore Centre international d’art et du paysage (Ile de Vassivière, Francia), sviluppa il suo lavoro a partire dal luogo, sia esso un edificio o un paesaggio e arriva a trasfigurarlo, restituendo allo spettatore un’inedita visione della realtà. Il suo intervento per il MAXXI mette in relazione l’architettura del museo con il paesaggio esterno, grazie all’utilizzo della stenoscopia, il procedimento fotografico che sfrutta il principio della camera oscura per la riproduzione delle immagini. Attraverso l’opera l’artista compie un’indagine sul significato del vedere inteso come processo mentale, proponendo uno spazio di riflessione in continuo divenire, legato al ciclo del giorno e al fluire del tempo, un paesaggio onirico, dove lo spettatore stesso diventa la materia fotosensibile su cui si sedimenta l’immagine.

A Giorgio Andreotta Calò il MAXXI dedicherà una pubblicazione monografica su tutto il suo percorso artistico con interviste, saggi e una sezione antologica dei più importanti testi critici che ne hanno accompagnato la crescita.

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