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DE RERUM NATURA - Annalù alla Galleria Gagliardi di San Gimignano
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Data: 01.10.2012

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Ognuno di noi, immerso in una vita  frenetica, è circondato da siepi che impediscono di vedere oltre, siepi che, nel nostro quotidiano, non permettono di essere se stessi e di lasciarsi andare a sincere emozioni, siepi che impongono maschere per essere graditi o temuti.
“.. Ma sedendo e mirando..”* lo sguardo riesce ad andare oltre, ad essere catturato e superare la siepe perché lo spirito si acquieta e si dispone ad accogliere la magia e la libertà delle opere di Annalù.
Sediamo e miriamo le farfalle che, leggere, si posano su rose trasparenti create ad arte con una resina simile alla spuma delle onde, immaginiamo il vento che passa tra petali e foglie facendole stormire, miriamo altre foglie che, invece, sembrano essere di ghiaccio appoggiate su frammenti di tronchi d’alberi trovati nel mondo incantato dove il silenzio è sovrannaturale.
Sediamo e miriamo libri dalle cui pagine sgorga il fiume della parola: sono lettere in disordine che indicano, attraverso un alfabeto criptico, la strada della sapienza interiore.
“…E il naufragar m'e' dolce in questo mare.”*
Sono pochi gli elementi che Annalù usa nel comporre le sue sculture, ma ognuno di questi è custode  della memoria in dinamico divenire.
La terra, origine della vita e custode della morte, le radici, la cui forza riesce a sconfiggere le barriere più solide e resistenti, la sabbia, che dall’origine della terra raccoglie i racconti del tempo e le farfalle, messaggere del sussurro divino.
Le sculture di Annalù affascinano, opere di una artista-donna che, con ferma determinazione, ha iniziato un percorso arduo: non è semplice combinare una materia poco emozionale, quale la resina, con un linguaggio espressivo pregno di meraviglia, di freschezza, di lieve poesia.
Annalù, un’artista di grande forza interiore che ha perseguito una sua idea della bellezza aprendoci le porte di mondi incantati, facendoci gioire della luce, permettendoci di strappare il sipario, di superare la siepe per ritrovare la gioia di godere in armonia della  bellezza e della leggera eleganza.

Isabella Del Guerra, 2012


*tratto da: Giacomo Leopardi, Infinito






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