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CORPO - FESTIVAL DELLE ARTI PERFORMATIVE, Roma, Pescara, Chieti, Nocciano
Autore: ArsKey
Data: 13.05.2013

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Vai all'evento: CORPO. Festival delle Arti Performative (III ed.): travestimenti e travestitismi

Vai alla sede: MAAAC - Museo e Archivio degli Artisti Contemporanei Abruzzesi


Si è conclusa domenica la terza edizione di CORPO - Festival delle Arti Performative, una tra le maggiori realtà nazionali dedicate alla performance e ai suoi protagonisti storici e attuali. Il Festival, quest’anno dedicato al tema del travestitismo e del travestimento, a cura di Sibilla Panerai e Ivan D’Alberto, in collaborazione con il MAAAC Museo di Arte Contemporanea di Nocciano si conferma quale luogo privilegiato per la ricerca sull’arte performativa, attraverso un ricco programma itinerante di convegni, dibattiti e performance.

Inaugurato il 20 aprile a Roma, nello Spazio TRAleVOLTE, con la personale di Angelo Colangelo Integumenta Angelii, omaggio all’artista e performer di origini abruzzesi che lavora da più di quarant’anni con la performance, creando azioni dall’alto impatto emotivo, il Festival è entrato nel vivo del suo programma dal 3 al 5 maggio, affrontando senza inibizioni le tematiche Queer e invitando i partecipanti a liberarsi da ogni maschera o convenzione sociale che offuschi la propria realizzazione e la libertà di pensiero. Dai travestimenti di Urs Luthi ai tableaux vivant di Luigi Ontani, fino ai camaleontici cambi di immagine di David Bowie e ai dilemmi identitari di Shakespeare, CORPO ha analizzato nelle sue diverse accezioni il linguaggio performativo e il monologo teatrale, facendo interagire arte, letteratura, cinema e estetica.

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Angelo Colangelo, Offendicula, 2009

A partire dal fashion show ironico e dissacrante Coochie Mondi della videomaker e art director Antonella Sigismondi, che ha lavorato con la sorella Floria alle maggiori produzioni video e musicali di Marilyn Manson, David Bowie, Cure, Daniel Lanois, Renee Beach, Faith Hill e Blue. La Sigismondi ha presentato per la prima volta in Italia, nello Spazio He5 a Pescara, la sua nuova creazione, la video-performance Coochie Mondi e lo store omonimo, una serie di abiti lingerie-opera unica, appositamente realizzati, che prendono vita dalla morbidezza dei cuscini e dal gioco dei tessuti. 

E’ stata poi la volta dell’attore e regista Umberto Marchesani che, nel suo monologo Amleto 1.3, presso il Piccolo Teatro dello Scalo a Chieti Scalo ha messo in scena un’innovativa post-produzione di Shakespeare, tutta giocata sull’interazione di manichini meccanici e effetti audio live di Globster, musicista e dj.

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Umberto Marchesani, Amleto 1.3, Corpo Festival di Arti Performative, Piccolo Teatro dello Scalo Chieti Scalo

Il Festival ha raggiunto il suo picco sabato 4 maggio al Florian Teatro Stabile d’Innovazione a Pescara con la performance Tip Tap di Nicola Ruben Montini. Tra i più giovani e affermati performer italiani, ha studiato al Central Saint Martin’s di Londra per poi partecipare alle maggiori manifestazioni dedicate all’arte performativa, tra cui PerFormative (2011), Sartorial Contemporary Art Gallery, Londra; Matter of Action (2012), O’, Milano; Theatre of Life (2012), Center of Contemporary Art Znaki Czasu, Torun, Fuck Taboo (2013), GalleriaCamera16, Milano.  E attualmente’ in corso fino al 17  maggio la sua personale The Crisis and a Crisi in the Life of an Actress alla Galleria Massimodeluca a Mestre, a cura di Andrea Bruciati. Tip Tap, realizzata per  la prima volta in Italia, è un’ardua camminata in bilico sul concetto di genere: Ruben Montini, nudo e  che tenta di nascondersi il sesso tra le gambe, porta all’estremo il concetto di equilibrio e instabilità emotiva, muovendosi su alte scarpe a spillo con il tacco tagliato, sottoponendosi a un profondo sforzo muscolare per cercare di reggersi in piedi e non perdere il controllo del suo corpo. Il lavoro di Montini si incentra sul concetto di diversità e rivendica i diritti di genere, come nelle performance Eva-cquazione del 2008, dove l’artista, ingurgitando più di sette litri d’acqua, si mostra al pubblico come un uomo in gestazione (realizzata in occasione della mostra Real Presence, a cura di Dobrila Denegri e Biljana Tomic al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea); Frocio, realizzata nel 2009 alla Galleria Contemporaneo di Mestre, a cura di Riccardo Caldura, tatuandosi l’epiteto offensivo per riportare l’attenzione sulla mancata approvazione della legge contro l’omofobia; Registro per  le coppie di fatto, progetto a lungo termine, realizzato per la prima volta alla Galleria Piacentia Arte di Piacenza nel 2010, quando persone dello stesso sesso hanno avuto la possibilità di unirsi almeno nel sacro vincolo dell’arte.

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Nicola Ruben Montini, Tip-Tap, 2013, Corpo Festival di Arti Performative, Teatro Florian Pescara, photo Silvia Mariotti, Courtesy Galleria Massimodeluca, Mestre

Il Festival CORPO ha proseguito sulle tematiche di genere anche nella performance di Maura Chiulli Searching me, in cui l’atto dell’ingoiare chiodi è poi togliersi il velo che le copre il volto è per l’artista  (e scrittrice da sempre legata alla rivendicazione dei diritti LGBT e portavoce dell’Arcigay) simbolo dell’accettazione sociale della propria omosessualità.

Chiude il Festival, all’interno del Museo di Arte Contemporanea di Nocciano (PE), appositamente riaperto dopo i lavori di ristrutturazione per i danni causati dal terribile terremoto de L’Aquila e completamente rinnovato nell’allestimento e nella collezione, con prestiti privati di artisti internazionali legati all’ambito performativo, come Hermann Nitsch, Jospeh Beuys, Padraig Timoney, Eliseo Mattiacci e Leo Herrera, il travestitismo giocoso di uno spettacolo drag queen, realizzato con gusto e attenzione ai linguaggi dell’arte. L’ultima provocazione di un Festival che riesce a unire l’omaggio storico alle nuove generazioni, la ricerca e la sperimentazione, superando di gran lunga, a livello di tematiche proposte, gli stretti confini nazionali.


In copertina: Maura Chiulli, Searching me (particolare), 2013, Corpo Festival di Arti Performative, Museo di Arte Contemporanea Nocciano, photo Loredana Cacciatore, courtesy Maura Chiulli





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