ArsKey Magazine | Articolo


Gianfranco Notargiacomo
Data: 24.05.2013

vai alla pagina

Gli artisti correlati: Gianfranco Notargiacomo


Che cosa succede se in una mostra d'arte ci si imbatte in una moltitudine colorata di duecentocinquanta omini di plastilina, un esercito di figurine alte circa 30 cm sparpagliate sul pavimento, o arrampicate dove possibile, che se ne stanno immobili a guardare lo spettatore? Succede che lo spirito si allieta, ciascuno dei visitatori si cala in una dimensione gioiosa e si trova a riflettere, ad osservare uno ad uno quegli omini che paiono tutti uguali e uguali non sono. Chi è in piedi, chi a braccia conserte o con le mani in tasca, qualche omino è seduto, qualcuno è sdraiato, altri sono appoggiati al muro e tutti sono rivolti nella stessa direzione. Tutti vestiti allo stesso modo, ma la camicia ora è gialla, ora è blu, ora è rossa o bianca e i colori dei pantaloni, come quelli delle scarpe, sono realizzati in una alternanza cromatica che non consente di mettere subito a fuoco le uguaglianze e le diversità. Tutti gli omini hanno lo stesso volto abbozzato e tutti sembrano aspettare qualcuno o qualcosa che potrebbe accadere.

lart_notargiacomo_foto_morellini_2008_400

Tutti uguali, eppure diversi per un'opera intitolata “Le nostre divergenze”, ed è lo stesso titolo, mutuato dal “Che fare”? di Lenin, a guidarci nella riflessione. Era il 1971 quando Gianfranco Notargiacomo presentava a Roma, per la prima volta, questa suggestiva installazione alla Tartaruga, la galleria di Plinio De Martiis. Riproposta nel 2009 alla Galleria Nazionale, sempre a Roma, l'occasione per rivederla è quella della mostra “A grandi linee” - fino a Novembre 2013 - al Forte Malatesta di Ascoli, con la sapiente cura di Stefano Papetti e Mariastella Margozzi.

Una mostra grandiosa che raccoglie oltre cinquanta opere del grande maestro romano che oggi ha sessantasette anni e ne aveva appena ventiquattro quando fece scalpore con la performance degli abiti usati venduti come opere d'arte nella galleria di Mara Coccia. Erano gli anni in cui non si poteva sfuggire al concettuale, un vestito che a Notargiacomo stava stretto e desiderava il ritorno alla pittura. Quella pittura di cui si riappropria con un personale linguaggio astratto. Pittura delle grandi superfici, “Tempesta ed assalto”, opere come mondi nati da cromie intense, istinto, creatività, forza ed inquietudine. La conquista dello spazio come cifra della dimensione interiore, grandi tele e larghe pennellate di colore, itinerari immaginari che diventano materia. Elementi di metallo che vanno ad abitare la tela e il rosso, il verde come protagonisti, il nero, il blu, i lampi di luce di una “Battaglia navale”, le vibrazioni di una “Pittura estrema” e, “un quadro non rappresenta altro che se stesso” dirà l'autore.

foto53_400

Fra i più significativi interpreti dell'arte contemporanea, un artista curioso e instancabile che ha studiato filosofia per cercare di comprendere e scoprire le ragioni ultime della pittura. Quando, per lui, l' arte pura risiede nella intuizione, “c'è un flash, il resto è solo lavoro. L'insight è la vera opera d'arte, anche se essa diviene tale nel momento in cui la si realizza. E allora occorre fare in fretta, non ci possono essere ripensamenti perché la creazione non sia diluita rispetto all'intuizione”. Sarà per questo che anche le grandi sculture di metallo verniciato con squillanti colori hanno forme scattanti come fulmini.

Sono una astrazione umana, dirà l'autore, l'ultimo strascico del concettuale, appunti di viaggio attraverso il cammino dell'arte e Takete è il titolo di queste opere, una parola nonsense che rimanda a forza, velocità. E c'è il dinamismo di una dimensione futurista nell'opera di Notargiacomo dove tutto trasuda volontà di potenza e l'arte è domanda ed insieme risposta. Nelle memorabili stanze dell'antica fortezza ascolana sfila la serie dei grandi “Tondi”, i quadri più recenti, nati da accese cromie attraversate dalla luce. Chissà, forse un brandello di quiete che emerge da un “porto sepolto”.

foto4_400_04








 






© ArsValue srl - P.I. 01252700057