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UN NETWORK DI LUOGHI PER LA SESTA EDIZIONE DEL FESTIVAL LO SCHERMO DELL’ARTE
Data: 13.11.2013

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Lo Schermo dell’Arte, appuntamento tra i più attesi nell’ambito dei 50 giorni di cinema internazionale a Firenze, giunge alla sua 6° edizione (13-17 novembre) con un carico di nomi, contenuti e luoghi di grande interesse per tutti coloro che lavorano sul contemporaneo o semplicemente ne osservano le evoluzioni. “Il progetto è molto cresciuto”, così la Direttrice del Festival Silvia Lucchesi durante la presentazione alla stampa al cinema Odeon, fino a ieri location esclusiva e arrivata col 2013 a rappresentare invece uno dei tanti contesti pro-evento. 

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Toxic Camera di Jane and Louise Wilson, UK, 2012

La vera crescita, infatti, non è soltanto nella maggiore ricchezza e qualità del programma, quanto nella diversificazione del contenitore, ora la sala di Piazza Strozzi, ora il CCC Strozzina, il Centro Pecci e ancora il Museo Marino Marini, Il Rettorato e Villa Romana. Un cinema in cammino, fuori dalle solite rotte, proprio come si conviene ad un progetto di respiro internazionale che per farsi conoscere deve fare rete con altri soggetti, parlare ad un pubblico più ampio, creare sul fine un circuito culturale che migliori i processi di comunicazione di settore e sottolinei al contempo il contributo di questa città sul versante dell’arte contemporanea. Tanti i film in calendario, 25 per la precisione, di cui 16 anteprime italiane, segno che questo territorio è un alleato indispensabile sul fronte della diffusione e dell’orientamento degli investitori culturali, sempre più convinti del fatto che l’identità locale passi anche da esperienze interculturali di tipo visivo. E di qualità.

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The Column di Adrian Paci, Italia, 2013

Lo schermo dell’arte ha fatto passi da gigante in sei anni di vita, li ha fatti grazie ad uno staff convinto che esiste un altro modo di immaginare la città, di farla più al passo con i tempi, più in sintonia con quella curiosità e vivacità intellettuale che popola le piazze e giustappunto i cinema. Freschi di festeggiamenti per la riapertura dello storico Alfieri, ponte vivo tra la cultura di quartiere e la scena artistica internazionale, ci accingiamo a tirare il cordone di un altro sipario, svelare una realtà che ha fatto del dialogo sull’arte contemporanea il suo universo visivo, editoriale, produttivo, didattico. Declinazioni che ben si addicono alla sesta edizione del Festival, vestita obliquamente per comprendere tutti i sensi del confronto. Dai ritratti d’autore, passando per la presentazione di libri, finendo per transitare da un Museo (il Marini), gli sguardi sull’arte – avverte Silvia Lucchesi – sono molteplici e grazie al sostegno di Enti quali la Regione Toscana e l’Ente Cassa di Risparmio possono persino essere attivati. Ritratti d’autore a parte – il 13 novembre si proietta il film Fifi Howls sullo scultore e pittore iraniano Bahman Mohassess – un altro punto distintivo della rassegna è il focus dedicato alla fotografia, in particolare quella giornalistica, e al video-reportage. Ne è un esempio il docu-movie firmato dalle inglesi Jane e Louise Wilson (sabato 16 novembre, Odeon), Toxic Camera, sul viaggio senza ritorno del videomaker Vladimir Shevchenko nella zona rossa di Chernobyl, tre giorni dopo l’esplosione del reattore nucleare. Un paesaggio audiovisivo sospeso tra verità e immaginazione tocca varie sponde e quella esplorata dall’artista francese JR si forma sotto la spinta dell’arte a partecipazione sociale.

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Fifi Howls From Happiness di Mitra Farahani, USA/Francia, 2013

Lasciata la cronaca il racconto si fa più specificatamente performativo: JR firma un progetto dal titolo Inside Out: The People’s Art Project che ha coinvolto gli abitanti di vari luoghi del mondo in una serie di giganteschi ritratti incollati sui tetti di Rio de Janeiro, sul muro di separazione tra Palestina e Israele e così via. In arrivo nel capoluogo toscano anche il famoso fotografo Hiroshi Sugimoto, Ogni passaggio e meticolosità del suo lavoro è oggetto del documentario Memories of Origin - Hiroshi Sugimoto realizzato seguendo l’artista per 200 giorni tra Australia, Francia, Giappone e America (NY). La guerra e le miserie del mondo sono il giro di scatto che porta diretti verso Dans un Ocean d’Images di Helen Doyle, opera realizzata da dieci artisti e fotografi internazionali tra cui Alfredo Jaar, Paolo Ventura e Letizia Battaglia.

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Legend Of The Stone di Richard Widmer, Cina, 2012

Il potere delle immagini passa ugualmente attraverso la parola, così la ricognizione dell’arte si fa verbale, mediata. A consentire uno sguardo “parlato” è la sezione Festival Talks, corner dedicato alla presentazione di libri (o di case editrici appena nate come la milanese Humboldt Books) e autori (Adrian Paci, Rettorato, 14 novembre – Simon Starling, Accademia delle Belle Arti, 15 novembre). Lo scultore e film maker lituano Deimantas Narkevicius ha un palcoscenico tutto suo, anzi due: al Museo Marino Marini è presente con “da capo”- progetto pensato per Early one morning, ciclo di mostre ideato e a cura di Alberto Salvadori – mentre allo Schermo dell’arte si squaderna la sua filosofia cinematografica con la proiezione di ben cinque opere. Last but non least il riflettore si sposterà sul Premio che ogni anno il Festival consegna a opere video di artisti under 35 e che quest’anno si è aperto al panorama internazionale. I designati dalla Giuria sono i portoghesi Mariana Calò e Francisco Queimadela che riceveranno un riconoscimento di 10 mila Euro per la produzione di un progetto video che sarà presentato durante l’edizione del 2014.  La sigla del Festival è realizzata dall’artista toscano Paolo Meloni.

Per info: www.schermodellarte.org

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Mastequoia Op. 09 - 013. Rotterdam, Tokyo, Fès di Carlo Gabriele Tribbioli, Giacomo Sponzilli, Gabriele Silli; courtesy Mastequoia & Federica Schiavo Gallery


In copertina: Inside Out: The People’s Art Project di Alastair Siddons, UK/Francia, 2013








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