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Gioco nel Caos di Piero Lerda
Data: 03.12.2013

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Il 7 dicembre alle ore 17,30 inaugura la mostra “GIOCO NEL CAOS” del Maestro Piero Lerda (Caraglio 1927- Torino 2007) a cura di Barbara Vincenzi, mostra che proseguirà fino al 22 dicembre presso la GAMeC CentroArte Moderna di Pisa.

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Torre verticale - Flash, 1954, china e cera su carta, 31x21,5

La mostra propone un tragitto significativo con opere che vertono sul tema del gioco e del Caos universale, argomento che ricorre nel suo intero percorso artistico. Per l’esposizione sono state selezionate le chine degli anni ’54-’62, gli Aquiloni, e le città giostre degli anni ’60-‘70, tutte opere che trattano i concetti del Caos e del gioco, come ricerca incessante per l’artista del raggiungimento di un “mondo oltre i confini”. La mostra “Gioco nel Caos” si propone di essere una tappa, cui seguiranno altre esposizioni Italiane, prima che la produzione artistica del Maestro parta per l'Art Museum of Georgia (Museo Statale della Georgia USA), Museo in cui sono già presenti numerose opere in collezione permanente e, in cui sarà presentata nel 2015 una Mostra Antologica.

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Uomini in trappola, 1961, china e cera su carta, 21,5x31,5

Linguista e artista, Piero Lerda si misura costantemente con le novità intellettuali e artistiche a lui contemporanee, pur rimanendo sempre in una posizione appartata rispetto alle dinamiche del mercato. Con rigore e discrezione ha condotto la sua ricerca artistica riconoscendo le sue radici in un mondo arcaico e come un alchimista ha trasformato la materia primigenia in “rivelazione” cercando, nel corso della sua intera esistenza tramite appunti, schizzi, tele, di dare risposta alla grande questione dell’Ordine nel Caos primordiale ineluttabile.

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Interno rosso, 1962, china e cera su carta, 48x25

Le prime, preziosissime chine, ci rivelano un linguaggio che si orienta velocemente verso la riduzione di pochi segni, teso a una radicale sintesi di rapidi tratti, a profili e figure eteree, in un equilibrio che porta con sé una forza ascetica. Opere che se da una parte subiscono il fascino della nascente corrente informale, dall’altra non ne rimangono mai “intrappolate”, portando sempre in sé un residuo di figurazione in una rappresentazione portata ai limiti che si compone tramite pochi segni e tonalità, dove le luci si esaltano tra la cera che filtra e la china che riempie solchi di colore, lasciando ampi respiri di bianchi e neri, creando magie di pieni e vuoti, ombre e lampi, spazi e vortici di pensieri inquieti riordinati nello spazio.

Tutte le opere di Piero contengono in sé emotività e ragione, pulsione e rigore; dualità che permane anche quando Piero affronta il tema del Gioco: il “gioco” della vita e ancora Caos primigenio, dove elementi contrapposti vivono all’interno dello stesso linguaggio.

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Aeroporto, 1963, olio su legno, 90x70

Non abbandonerà mai l’uso raffinato dei bianchi e neri, ma negli anni dal ’63-‘78, viene sedotto dal colore, periodo che vede l’artista dar luce a soggetti quali aquiloni, elicotteri, areoplani e aeroporti in tutta la loro intensa forza creativa e carica espressionistica. Il tema dell’Aquilone e del gioco porta con sé il costante dualismo che caratterizza il suo linguaggio: la gioia e la tragedia, la libertà e la soggezione. Il tema dell’Aquilone e del gioco porta con sé il costante dualismo che caratterizza il suo linguaggio: la gioia e la tragedia, la libertà e la soggezione. L’aquilone è visto come elemento che si eleva in alto, che guarda da una prospettiva altra, che si libera nello spazio simboleggiando la libertà. Un gioco che ricorda l’infanzia, l’autonomia di movimento e la leggerezza. Gli aquiloni sono “momenti”, frammenti di memorie che riaffiorano, luoghi dimenticati, ricordi lontani che sono restituiti con fantasia e come metafore di pensieri più complessi e tragici. L’aquilone “come cifra universale”, si libra nel cielo limpido, va in alto quasi a toccare il sole, volteggiando libero, ma allo stesso tempo vincolato: un impercettibile filo lo tiene legato al suolo e lo riporta alla terra.

In queste opere vi è un recupero delle forme, di griglie e geometrie che si uniscono a piccolissime trame di carte colorate raccolte da qualche rivista dell’epoca, dove forti sono i richiami alla Pop americana. Elaborazioni che rendono visibile la sua idea di caos riorganizzato, composizioni che rimandano a un’energia, una linfa vitale che parte dal centro dell’opera per propagarsi in nuove geometrie esterne, con l’inserimento di piccolissimi frammenti di collage colorati che creano nuovi percorsi visivi, leggeri, eleganti, ma di forte carica espressiva.


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Aquilone, 1972, tecn. mista su carta, 102x71

Piero, uomo e artista, che ha cercato sempre, di dare risposte con un linguaggio moderno, al suo amato concetto di “cosmogonia”, cercando in ogni opera di penetrare nel mistero dell’arte che è poi il segreto della vita stessa. Un instancabile ricercatore che si è fatto interprete di un’arte che scava nel profondo, negli abissi più reconditi dell’animo umano e nelle dinamiche del mondo che lo circonda.

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Senza titolo, 1973, t.m su carta, 70x50


GAMeC CentroArteModerna - Lungarno Mediceo, 26 Pisa - www.centroartemoderna.com - Direttore Massimiliano Sbrana tel 050.542630 – orari 10,00-12,30/16,00-19,00 Chiuso il lunedì mattina Festivi su appuntamento 

Info:
centroartemoderna@gmail.com


http://www.pierolerda.it/



In copertina: Excursion dans le ciel (particolare), 1972, china, paraffina su carta 33x47,8





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