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ARDISCO NON ORDISCO. Mostre musica e cultura
Data: 08.03.2015

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Vai alla sede: Il Vittoriale degli Italiani

Gli artisti correlati: Filippo di Sambuy


Per essere sempre, per non dormire


La mostra Per essere sempre, per non dormire si potrebbe tranquillamente aprire con un motto in stile Adolfo de Carolis, ARDISCO NON ORDISCO, peraltro perentoriamente trascritta su uno dei dodici ritratti di Sambuy, presenti al Vittoriale e inaugurati il 01 marzo da Giordano Bruno Guerri e tutte le autorità.
In un’iniziativa, la personale di Sambuy, incastonata tra altre trenta, che fa risplendere il Vittoriale appunto di luce propria, come se, chi ardisse fare cultura sembrasse tramare contro un paese d’ignoranti, lassismo culturale e veline, cionostante Guerri ha saputo appunto scatenare la sua “guerra” personale contro tale disfacimento.
Come un vero tsunami di contatti, arte, bellezza e sponsors è riuscito a ristrutturare un magnifico boschetto di magnolie, a creare una fusione cosmica tra uomo e natura nel giardino di Pan con opere scultoree, a trovare i fondi per risistemare il canile, alimentare musica jazz e festival canori, produrre mostre, in una concezione olistica del bello e dell’opera d’arte totale. Senza tregua. Così come dovrebbe avvenire sempre in questo paese, la civiltà e la creatività dell’angolo di paradiso di Gardone Riviera vanno clonate! Come fossero Ebola. Ovunque.

Rivolgiamo ora alcune domande all’artista Filippo di Sambuy, a bordo lago, in una domenica assolata a Salò.

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Ritratti Omeopatici - Julian Schnabel - Tecnica Mista su Tela, 2014- 2018 - 60 X 30 CM

GSS: Come è nata l’idea di questa mostra Per essere sempre, per non dormire, curata da Giordano Bruno Guerri?
FS:
E’ nata perchè Guerri ha visto il ritratto di D’annunzio che ho fatto per l’anniversario della nascita. Poi lui mi ha parlato e mi ha invitato al Vittoriale. Proprio li, mi venne un’idea, quella di parlare di D’annunzio al contemporaneo, dato che conosco molte persone che vivono “dannunzianamente”.

GSS: Cosa s’intende per Vivere “dannunzianamente”
FS:
Beh è un modo di intendere e vivere la vita, basandola interamente sull’estetica, l’arte, la passione, la follia, il non vivere come gli altri di sola routine, insomma fuori dalle righe e da ogni schema.

GSS: Lei ha scelto di donare delle sculture al parco del Vittoriale.
FS:
Si. Già il giardino era ricco di sculture di Paladino, Pomodoro e altri. Guerri sta pensando di creare una collezione permanente anche attraverso le donazioni degli artisti come le mie.

GSS: Com’è nata la scelta di questi amici tra attori, cantanti lirici, ambasciatori, principi o nobili?
FS:
Innanzitutto ho scelto questi 12 amici per il divertimento nel fare una mostra così..
La sensuale Monica Guerritore è in tutto simile alle Duse, Angelica Cirillo, soprano, è una donna vitale e piena di passione per quello che canta e fa. Antonio Morabito, ambasciatore italiano a Montecarlo, è un tifone. Ha rifatto tutta l’ambasciata, rifatto i marmi di tutto, e a me ha fatto fare una scultura portabandiera dell’ambasciata. Oggi c’è bisogno di creazione e lui la rappresenta in pieno. Come gli altri.

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GSS: Com’è nato invece il ritratto di Schnabel, molto intenso?
FS:
Quello fa parte della serie sui creatori, i bellissimi. In questa c’erano pure Brian Ferri, Cavalli, o creatori in senso lato, o star della creatività, della bellezza.
E’ tempera coi pigmenti su carta e li ho chiamati ritratti omeopatici, perchè più li vedi più ti fanno bene, come l’omeopatia.

GSS: Qual è il tuo lato dannunziano?
FS:
Poter parlare di D’annunzio e fare una cosa su di lui che ha fatto quell’epoca li. Se non ci fosse stato saremmo stati pascoliani. La pittura dell’ottocento è stata sottovalutata. In Italia tutti si vergognavano di dire che piaceva D’annunzio.

GSS: Dove hai studiato?
FS:
Accademia a Ginevra, laureato in semiologia dell’arte e poi ho studiato a Parigi.

GSS: Prossimi progetti?
FS:
Al castello di Moncalieri e castello Maniace a Siracusa.

GSS: Non resta che chiudere con un altro motto NUNQUAM DEORSUM “mai in basso” quindi!      





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