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MIA Fair - Intervista a Lorenza Castelli
Data: 08.04.2015

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Vai all'evento: MIA FAIR FOTOGRAFA EXPO

Vai alla sede: The Mall - Porta Nuova Varesine


A pochi giorni dall'apertura di MIA abbiamo incontrato la direttrice Lorenza Castelli che ci ha parlato della nuova location della fiera e ci ha suggerito qualche giovane fotografo da tenere sotto osservazione...

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Lorenza Castelli, Ph. Angela Lo Priore

Nuova location quest'anno per MIA. Cosa vi ha spinto a trasferirvi nel nuovo quartiere di Porta Nuova?
Per l’edizione 2015 di MIA Fair, la zona Tortona non risultava più compatibile con l’anticipazione della fiera ad aprile, mese in cui si svolge anche il Salone del Mobile. Da un’esigenza contingente, si è però deciso di spostarsi nella nuova location di The Mall, in zona Porta Nuova Varesine, trasferendo la fiera in un’area totalmente rinnovata, simbolo della Milano che cambia e guarda al futuro.

MIA/Miart incontro/scontro quest'anno? Saranno maggiori i vantaggi o gli svantaggi?
I giorni che abbiamo scelto per MIA Fair si collocano in una settimana davvero ricca e importante per l’arte. Più che teatro di scontro, Milano diventa palcoscenico per tanti eventi che incrementano il suo ruolo di centro nevralgico per la cultura, sia italiana che internazionale. Nell’anno di Expo 2015, la città è già protagonista a livello mondiale e queste manifestazioni da un lato ne arricchiscono il prestigio, dall’altro ottengono sicuramente maggiore visibilità. MIA Fair dà quindi  il suo contributo a questa primavera dell’arte, senza per questo dimenticare la sua identità, le sue peculiarità e il suo pubblico. Certamente, un vantaggio fondamentale sarà a favore dei tanti appassionati, che in una sola settimana potranno godere di una grande varietà di iniziative ed eventi legati al mondo dell’arte.

Riproporrete anche per questa edizione Codice MIA, un'opportunità per i giovani fotografi di farsi conoscere e “giudicare” ma anche per il pubblico e gli operatori per entrare in contatto con queste nuove personalità.
Codice MIA giunge quest’anno alla sua terza edizione, riconfermando il successo di questa straordinaria iniziativa ideata e curata da Enrica Viganò. La Portfolio Review è ormai uno degli appuntamenti più rinomati della fiera, che raccoglie ogni anno feedback positivi, sia da parte degli artisti, sia da parte dei reviewers. Si tratta ovviamente di un’opportunità unica per i fotografi mid-carreer, che hanno la possibilità di mostrare i propri lavori e far conoscere il proprio talento, ma si delinea anche come importante momento di condivisione con i più prestigiosi collezionisti e curatori di collezioni corporate internazionali, invitati ogni anno da MIA Fair. Oltre ad essere fonte di stimoli e  confronto, Codice MIA diventa anche strumento di connessione che alimenta il rapporto tra artisti e collezionisti, avvicinandoli al mercato della fotografia. Come sempre, il premio consiste in uno stand, a titolo gratuito, per l’edizione successiva della fiera: quest’anno MIA Fair ospita Mattia Insolera, vincitore del Premio Codice MIA 2014.

Qual è la partecipazione delle gallerie internazionali rispetto a quelle italiane?
MIA Fair accoglie soprattutto gallerie italiane, che tuttavia rappresentano molti artisti stranieri, provenienti da diverse paesi, dal Messico alla Cina. Ad ampliare il panorama della fotografia internazionale, non mancano comunque le gallerie dall’estero, europee ed extraeuropee. Il respiro internazionale della fiera non si scontra però con la volontà di valorizzare gli artisti italiani di ieri e di oggi, per farli conoscere al pubblico più esperto, così come ai neofiti della fotografia.

Se per quanto riguarda il mercato dell'arte si stanno sempre più consolidando le vendite definite “sicure”, i grandi nomi insomma, per la fotografia invece? Quali sono i trend?
Anche per la fotografia i nomi storici e consolidati costituiscono delle vendite “sicure”, in quanto restano ovviamente importanti riferimenti dal valore indiscusso e sempre al centro dell’interesse dei collezionisti. Un occhio di riguardo va tuttavia riservato ai fotografi emergenti, i cui lavori hanno prezzi indubbiamente più abbordabili. Nell’ambito della fotografia emerge in effetti un alto rapporto qualità-prezzo, in cui lavori di valore autentico possono essere facilmente acquistati da collezionisti ormai esperti, così come da tanti appassionati.

Spesso la fotografia è considerata il trampolino di lancio del collezionismo, anche per via delle quotazioni “più accessibili”. Qualche consiglio pratico e qualche nome da consigliare tra le giovani promesse?
Tra i consigli pratici per l’acquisto di un’opera, il primo criterio può essere certamente quello di valutare il piacere stesso che un’opera ci trasmette: dobbiamo in qualche modo sentirla nostra e conviverci. Parlando di trend, punterei - al di là dei grandi nomi consolidati - sui tanti artisti emergenti che hanno buone opportunità di crescita: tra gli italiani ad esempio il duo Tania & Lazlo, Massimiliano Gatti, Marco Lanza, Piero Mollica, Malena Mazza e Marco Maria Zanin, tra gli stranieri, Julia Khran e Jaceck Ludwig Scarso.

MIA non è solo mercato. Tra le tante attività collaterali anche diversi incontri, tra cui quelli organizzati con Hans-Ulrich Obrist e Alice Rawsthorn. Momenti importanti di scambio d'idee.
MIA Fair ha sempre puntato molto sul suo programma culturale, che ogni anno si arricchisce di approfondimenti e talk. La nostra fiera non ha mai perso di vista l’aspetto della formazione, con l’obiettivo di offrire occasioni di confronto e diffondere un collezionismo consapevole. Anche quest’anno il programma culturale è stato curato in modo dettagliato, invitando personalità internazionali di rilievo. In particolare, il celebre critico e curatore Hans-Ulrich Obrist e Alice Rawsthor, critica di design, sono stati coinvolti nella grande novità di questa edizione: “Années Barthes”, ciclo d’incontri dedicati a Roland Barthes, ideati da Gianluigi Ricuperati, scrittore e direttore artistico di Domus Academy, nonché Cross Disciplinary Curator per MIA Fair. Tra i tanti temi che ogni anno vengono affrontati, un’attenzione speciale è sempre rivolta a sensibilizzare artisti e collezionisti sugli aspetti giuridici legati all’immagine a alla fotografia, grazie al prezioso contributo di Cristina Manasse, legal advisor di MIA Fair, esperta in proprietà intellettuale e diritto dell’arte. Altri eventi in programma prevedono la partecipazione di direttori e ideatori di alcuni tra i festival di fotografia più importanti d’Europa: Oliva María Rubio, direttore artistico di PhotoEspaña Madrid; Krzysztof Candrowicz, già direttore dell’International Festival of Photography di Lodz, direttore artistico della Triennale di Amburgo e ideatore del network PhotoFestival Union; Tatyana Franck, direttrice del Musée de l’Elysée di Losanna, che festeggia i primi 30 anni di attività.

Per la prima volta in Italia sarà anche messo in scena il progetto Economic Body, performance ideata e condotta dalla coreografa svedese Anna-Mi Fredriksson per la Fluxum Foundation di Ginevra. Come si inserisce questo progetto in MIA?
Il progetto Economic Body - presentato dalla Fluxum Foundation e Flux Laboratory di Ginevra - nasce da una collaborazione a livello internazionale tra più istituzioni e università, che si prefigge di esplorare, attraverso uno studio coreografico e la diretta partecipazione dell’audience, le teorie delle scienze sociali ed economiche. La performance s’inserisce quindi tra le novità di questa edizione, ricalcando tuttavia quella che è l’essenza stessa di MIA Fair, che - oltre ad essere fiera di fotografia – è anche fiera dedicata all’immagine in movimento, di cui la performance si avvale per fissarsi nel tempo. Con questo progetto, MIA Fair conferma la sua capacità di accogliere e allo stesso tempo proporre nuovi spunti di riflessione, attivando una feconda commistione di discipline nella società contemporanea. 





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