0100101110101101.org / Dettaglio evento
Nato a: Brescia
Italia
Due Mostre + Caveau + Uncertain Museum
Dal sabato 09 ottobre 2004
al domenica 09 gennaio 2005
Gli artisti correlati
0100101110101101.org, Adamo Modesto, Adriano Tetti, Aldo Mondino, Allan Kaprow, Andy Warhol, Anette Baldauf & Katharina Weingartner, Antoni Miralda, Arman, Barbara Kruger, Ben Vautier, Bertozzi & Casoni, Ceroli, César, Collectif Fact, Dan Steinhilber, Denis Santachiara, Eliezer Sonnenschein, Enrico Baj, Erwin Olaf, Franz West, Gabriele Picco, George Brecht, Giacomo Manzù, Giovanni Albanese, Giovanni Mundula, Graziano Spinosi, Guillaume Paris, Jan Albers, Jeanne Susplugas, Jiri Cernicky, Jiri Kolar, Joseph Beuys, Kristof Kintera, Lucia Koch, Luciano Ori, Mauro Luccarini, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella, Minerva Cuevas, Olaf Nicolai, Olafur Eliasson, Oliviero Toscani, Petulia Mattioli, Rhonda Weppler, Ricky Swallow, Russell Mills, Tom Sachs, Tony Cragg, Umberto Buscioni, Vedovamazzei, Vittorio Brocadello, Zwelethu Mthethwa
Comunicato stampa evento: Due Mostre + Caveau + Uncertain Museum
Sabato 9 Ottobre 2004 alle ore 18:00, Palazzo delle Papesse apre il terzo ciclo espositivo dell’anno presentando due nuovi appuntamenti, cui viene dedicato un piano ciascuno.
A questi si aggiungono l’ottava edizione del progetto Caveau più The Uncertain Museum, un'opera di Olafur Eliasson appositamente realizzata per gli spazi del Palazzo.
I° piano : Ipermercati dell’arte. Il consumo contestato
A cura di Omar Calabrese
La mostra Ipermercati dell’arte, curata da Omar Calabrese, ripercorre quella che, fin dai tempi delle prime avanguardie storiche, è stata una delle tendenze fondamentali dell’arte contemporanea: tenere in conto la nascente, e sempre più aggressiva, cultura di massa, e soprattutto i suoi elementi più caratteristici: gli oggetti di consumo.
Ipermercati dell’arte si concentrerà soprattutto sulla ricerca degli ultimi quarant’anni. Palazzo delle Papesse ospiterà la sezione Il consumo contestato, ove saranno esposte opere di: Giovanni Albanese, Jan Albers, Anette Baldauf & Katharina Weingartner, Vittorio Brocadello, Jiri Cernicky, collectif_fact, Minerva Cuevas, Kristof Kintera, Lucia Koch, Zwelethu Mthethwa, Olaf Nicolai, Erwin Olaf, Guillaume Paris, Gabriele Picco, Tom Sachs, Denis Santachiara, Eliezer Sonnenschein, Dan Steinhilber, Jeanne Susplugas, Ricky Swallow, Oliviero Toscani, vedovamazzei, Rhonda Weppler, 0100101110101101.org.
Catalogo: Silvana Editoriale, edizione biligue. Il manifesto della mostra è di Oliviero Toscani.
II° piano : Invisibile
A cura di Emanuele Quinz
Invisibile, a cura di Emanuele Quinz, è un’esposizione di opere interattive che nasce da un’idea ben precisa dello spazio espositivo: quest’ultimo non è occupato da oggetti, ma apparentemente vuoto. Le opere di Invisibile non mettono in scena oggetti, ma segni, istanze, apparenze, architetture materiali e non. Ogni sala è ambiente sensibile e interattivo, che percepisce e reagisce in presenza degli spettatori. Invisibile proporrà da un lato installazioni storiche raramente esposte in Italia, quali Very Nervous System di David Rokeby e The Golden Calf di Jeffrey Shaw, inedita in Italia, e dall’altro un nucleo di opere di giovani artisti. Gli artisti di Invisibile : Jeffrey Shaw, David Rokeby, Jean-Louis Boissier, Antoine Schmitt , Akitsugu Maebayashi, Hehe.org, Cristobal Mendoza, sonorizzazione dello spazio a cura di Tempo Reale, equipe diretta da Jacopo Baboni Schilingi.
Catalogo: Gli Ori, edizione biligue.
Caveau: Petulia Mattioli e Russell Mills – Hold
Per l’ottava edizione del progetto Caveau, che ha visto alternarsi Studio Azzurro, Vittorio Corsini, Vedovamazzei, Jason Middlebrook, Isabella Bordoni, Richard Wilson, Laura Vinci - la sala blindata della ex-Banca d’Italia, utilizzata come project room, vedrà l’artista italiana Petulia Mattioli confrontarsi con Russel Mills, artista inglese già noto creatore di copertine per molti dischi leggendari. La videoinstallazione, intitolata Hold, avrà una colonna sonora appositamente creata da Eraldo Bernocchi, Russel Mills, Mike Fearon, per la quale sono anche stati chiesti contributi a nomi del calibro di Bill Laswell, Harold Budd e la cantante etiope Gigi.
Catalogo: Gli Ori, edizione biligue.
Di seguito i comunicati in dettaglio
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Olafur Eliasson - The Uncertain Museum
9 Ottobre 2004 - 9 Gennaio 2005
Palazzo delle Papesse apre il terzo ciclo espositivo dell’anno presentando due nuovi appuntamenti, cui viene dedicato un piano ciascuno. A ciò si aggiunge l’ottava edizione del progetto Caveau più un progetto speciale site-specific di Olafur Eliasson.
The Uncertain Museum è la nuova opera che Olafur Eliasson ha specificamente pensato per gli spazi del Palazzo delle Papesse. Dopo The Weather Project (l'installazione alla Tate Modern di Londra, visitata da oltre un milione di spettatori) e la partecipazione all'ultima Biennale di Venezia, Eliasson torna ad affrontare il tema della luce con un lavoro inedito concepito per il centro d'arte senese. L'opera si compone di un ambiente rotondo, accessibile al pubblico, animato sia al suo interno che all'esterno da proiezioni di luce emesse da sette vetri specchianti in continua e diversa rotazione. The Uncertain Museum costituisce un ulteriore sviluppo nella ricerca dell'artista, che combina al rigore scientifico e al processo di dematerializzazione dell'oggetto artistico, una poetica e un'estetica del fenomenologico. Il progetto senese di Olafur Eliasson si inserisce all'interno della mostra Invisibile dedicata all'interattività e all'esperienza sensoriale sollecitata dalla tecnologia se applicata alla pratica artistica.
Il primo piano del Palazzo ospiterà Ipermercati dell'arte. Il consumo contestato, curata da Omar Calabrese, di cui Palazzo delle Papesse è una delle tre sedi espositive, oltre al Palazzo Pubblico (Il consumo rappresentato) e al Santa Maria della Scala (Il consumo ironizzato).
Nello spazio sotterraneo della ex-Banca d’Italia si apre l’ottava edizione del progetto Caveau con un’opera di Petulia Mattioli e Russel Mills intitolata Hold.
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Petulia Mattioli - Russell Mills. Caveau
Hold
Soundscape di Eraldo Bernocchi, Russell Mills, Mike Fearon
Palazzo delle Papesse apre il terzo ciclo espositivo dell’anno presentando due nuovi appuntamenti, cui viene dedicato un piano ciascuno. A ciò si aggiunge l’ottava edizione del progetto Caveau più un progetto speciale site-specific di Olafur Eliasson.
L'ottava edizione del progetto Caveau, la sala blindata della ex-Banca d’Italia, utilizzata come project room, vedrà la video artista italiana Petulia Mattioli confrontarsi con Russel Mills, artista inglese già noto creatore di copertine per molti dischi leggendari. La ricerca dell'artista italiana si è sempre rivolta all'interazione tra arte e musica utilizzando il suono come parte fondamentale delle proprie installazioni. Oggi la sua sperimentazione si spinge oltre, inserendo per la prima volta non solo la musica appositamente creata da Eraldo Bernocchi, Russel Mills, Mike Fearon (per la quale sono anche stati chiesti contributi a nomi del calibro di Bill Laswell, Harold Budd e la cantante etiope Gigi) ma lascia che la materia degli object poems appositamente creati da Mills si smaterializzi e ricomponga al volere della tecnologia video.
Il secondo piano sarà invece apparentemente spoglio per le esperienze di arte interattiva della mostra Invisibile, a cura di Emanuele Quinz. All’interno di Invisibile, The Uncertain Museum, un progetto site-specific di Olafur Eliasson commissionato dal Palazzo delle Papesse.
Note biografiche
Petulia Mattioli. Nel 1994 crea insieme al musicista e produttore Eraldo Bernocchi il progetto Verba Corrige Production, basato sulla totale interazione tra arte e musica. Realizza progetti grafici, scenografie, light design, installazioni multimediali esposte live on stage sul palco in spazi e teatri per musicisti quali: Bill Laswell, Toshinori Kondo, Dj Disk, Raiss, Somma (con i monaci tibetani), Ashes, Sigillum S in Italia, Francia, Germania, Stati Uniti e Canada. Dal 1994 lavora su fotografia digitale, installazioni, scenografie, video e multivisioni create in real time utilizzando ogni mezzo e linguaggio, dalla fotografia alla materia. E’ tra i dieci artisti segnalati dalla critica in occasione della Biennale dei Giovani Artisti del 1998. Nel 1998 vince il concorso Arti Visive 2 e i suoi lavori vengono esposti al Palazzo Ducale di Genova.
L’opera Fragments from the inside, ispirata alle poesie di Mara Bressi e sonorizzata da Eraldo Bernocchi e Harold Budd è stata fra le opere incluse nella collettiva Il palazzo delle libertà (Palazzo delle Papesse, Giugno 2003).
Russell Mills. Pittore, musicista, creatore delle più suggestive copertine di alcuni fra i dischi più importanti degli ultimi anni (tra questi quelli di Brian Eno, David Sylvian, Harold Budd, Nusrat Fateh Ali Khan, Robert Fripp, Nine Inch Nails). Ha collaborato con Eno per il libro More Dark than Shark e con Sylvian per la videoinstallazione Ember Glance: The Permanence of Memory. Il debutto musicale di Mills è del 1982, con il progetto Mzui/Waterloo Gallery a nome Dome in collaborazione con Bruce Gilbert e Graham Lewis (ex-Wire). Il primo album con il suo nome, Strange Familiar, è del 1996, in cui spicca la presenza di Michael Brook. Il secondo album di Mills è Undark del 1998 (fra gli ospiti del disco ancora Brook, Brian Eno, David Sylvian), cui seguirà nel 2000 Pearl & Umbra, una suggestiva miscela di world music, elettronica e rock, ove si alternano ‘amici’ quali Bill Laswell, Harold Budd, Roger Eno, Paul Schutze, Robin Guthrie, Brian Eno, David Sylvian.
Eraldo Bernocchi. Musicista e fine scultore di suoni. Membro del progetto Sigillum S, con cui durante gli anni ’80 gira il mondo in tour. Durante gli anni ’90 la sua attività di musicista, produttore e remixer si espande, e con ciò anche le collaborazioni prestigiose: Bill Laswell e Raiss degli Almamegretta (con i quali dà vita al progetto Ashes, del 1997), Mick Harris, Percy Howard, Toshinori Kondo, Russell Mills, Scisma, DJ Olive, Jah Wobble, Thomas Fehlmann. E’ noto al pubblico italiano per avere prodotto Co.Dex, l’album solista del 2001 di Giovanni Lindo Ferretti, sodalizio artistico che continua tuttora: Bernocchi dirige infatti la divisione “Musica e Suono” de La Bottega di Musica e Comunicazione di Ferretti, con sede a Bologna.
Bill Laswell. Uno dei musicisti più prolifici in assoluto (la discografia dei soli titoli principali, dal 1982 al 2004, è di 54 album senza contare le centinaia di partecipazioni), Bill Laswell - unitamente all’inconfondibile cifra stilistica del suo basso - può essere a ragione considerato un artista a tutto tondo: non solo musicista, ma anche performer, produttore e manager della propria etichetta. Il suo debutto è del 1979 con l’EP Temporary Music. Nel 1983 collabora alla parentesi elettronica di Herbie Hancock, co-scrivendo Rock it, un brano che resterà settimane nelle vette delle classifiche di tutto il mondo. Bill Laswell ha suonato il basso per personaggi del calibro di Mick Jagger, Peter Gabriel, Yoko Ono, Laurie Anderson. Avendo impostato la propria carriera sul concetto di contaminazione degli stili, è facile immaginare le incursioni di Laswell in tutti i generi musicali possibili: dall’ hip-hop (sotto il nome Praxis, l’album del 1992 Transmutation (Mutatis Mutandis), fino alla techno, all’ambient (grazie all’etichetta di sua formazione Axiom), al dub (un esempio è nel bellissimo Radioaxiom: a dub transmission del 2001, con Jah Wobble), la musica tradizionale irlandese (Emerald Aether: Shape Shifting/Reconstructions Of Irish Music, 2000), la drum’n’bass (Oscillations, Vol. 2: Advanced Drum’n’Bass, 1998), per non citare fra gli altri il jazz, la musica sacra e quella cubana. Fra le ultime produzioni citiamo quelle per Dub Syndicate, Pete Namlook, Buckethead e DJ Spooky.
Mike Fearon. Ingegnere del suono, musicista, insegnante di chitarra. Molto interessato alle interazioni fra musica tradizionale ed elettronica.H apartecipato a progetti collettivi con Russell Mills, Michael Brook, David Sylvian. Dal 1999 collabora con Russell Mills e Ian Walton per la sonorizzazione di installazioni.
Caveau
Caveau è un ciclo espositivo che si articola all’interno di uno degli spazi più singolari del Centro Arte Contemporanea: la camera di sicurezza fatta costruire nel 1952 dalla Banca d’Italia che allora aveva sede a Palazzo delle Papesse. L’ambiente, intatto e fornito degli arredi originali, dagli armadi in ferro alla porta blindata, si presta assai bene a divenire una sorta di project room di volta in volta affidata ad artisti che sappiano misurarsi con un luogo cosi’ fortemente caratterizzato e di difficile interpretazione. L’opera deve qui trovare necessariamente canali altri di interazione per non correre il rischio di essere annullata. Il caveau, pertanto, non si configura mai come ‘contenitore’ ma aspira a farsi opera esso stesso o, quanto meno, a divenire una delle sue parti costitutive.
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Invisibile, a cura di Emanuele Quinz, è un’esposizione di opere interattive che nasce da un’idea ben precisa dello spazio espositivo, il secondo piano del Palazzo: quest’ultimo non è occupato da oggetti, ma apparentemente vuoto. Le opere di Invisibile non mettono in scena oggetti, ma segni, istanze, apparenze, architetture materiali e non, spazi semantici.
Ambienti nei quali lo spettatore entra ed agisce: ogni sala è pertanto un ambiente sensibile e interattivo, che percepisce e reagisce in presenza degli spettatori. Sollecitando la partecipazione sensoriale e l’implicazione diretta dello spettatore nell’attivazione del sistema, Invisibile propone una definizione dell’opera sia come ambiente ed esperienza, sia come gioco e relazione.
Invisibile propone da un lato installazioni storiche raramente esposte in Italia, quali VNS di David Rokeby e The Golden Calf di Jeffrey Shaw - quest’ultima inedita nel nostro paese - e dall’altro un nucleo di opere di giovani artisti.
A confronto la generazione dei pionieri (Jeffrey Shaw, David Rokeby, Jean-Louis Boissier, Marcos Novak) e quella degli artisti emergenti (Antoine Schmitt, Akitsugu Maebayashi, Chris Mendoza, HeHe.org, ESC).
Come tradizione del Palazzo delle Papesse, accanto ad opere storiche ci saranno progetti realizzati appositamente per gli spazi del Palazzo in occasione di Invisibile.
All’interno di Invisibile, inoltre, verrà presentato un progetto speciale inedito di Olafur Eliasson, The Uncertain Museum, realizzato appositamente per gli spazi del Palazzo.
Nello spazio sotterraneo della ex-Banca d’Italia si apre la ottava edizione del progetto Caveau con un’opera di Petulia Mattioli e Russell Mills.
Il primo piano del Palazzo sarà invece sede della mostra Ipermercati dell’arte. Il consumo contestato, curata da Omar Calabrese, offre un ampio spaccato sulla produzione artistica influenzata dagli oggetti del supermercato (alimentari e no) e sulle loro confezioni. L’excursus prende le mosse dalle oramai classiche rappresentazioni pop e iperrealiste fino a giungere alle ricerche degli ultimi anni, segnate dal post-human e dal trash. Tre le sedi espositive: Palazzo Pubblico (Il consumo rappresentato), Santa Maria della Scala (Il consumo ironizzato) e Palazzo delle Papesse (Il consumo contestato), ove saranno esposte opere di: Giovanni Albanese, Jan Albers, Anette Baldauf & Katharina Weingartner, Vittorio Brocadello, Jiri Cernicky, collectif_fact, Minerva Cuevas, Kristof Kintera, Lucia Koch, Zwelethu Mthethwa, Olaf Nicolai, Erwin Olaf, Guillaume Paris, Gabriele Picco, Tom Sachs, Denis Santachiara, Eliezer Sonnenschein, Dan Steinhilber, Jeanne Susplugas, Ricky Swallow, Oliviero Toscani, vedovamazzei, Rhonda Weppler, 0100101110101101.org.
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La mostra Ipermercati dell’arte. Il consumo contestato, curata da Omar Calabrese, in collaborazione con Palazzo delle Papesse, ripercorre quella che, fin dai tempi delle prime avanguardie storiche, è stata una delle tendenze fondamentali dell’arte contemporanea: tenere in conto la nascente, e sempre più aggressiva, cultura di massa, e soprattutto i suoi elementi più caratteristici, gli oggetti di consumo. Il progetto espositivo segue in dettaglio tre fondamentali maniere di rappresentare/presentare gli oggetti di consumo nelle opere d’arte: il puro "ritratto" delle merci, come è avvenuto nella pop art, nell’iperrealismo, e in molti casi anche isolati di artisti figurativi (sezione Il consumo rappresentato della mostra); l’ironia sulla merce: trasformazione delle dimensioni, dei colori, delle forme, in modo da ri-creare, sulla base del già visto e conosciuto, nuovi oggetti estetici (sezione Il consumo ironizzato); la contestazione della merce: artisti che, attraverso i loro mezzi espressivi, criticano e mettono in discussione il modello fondamentale della civiltà industriale e dei consumi di massa (sezione Il consumo contestato, ospitata dal Palazzo delle Papesse).
Ipermercati dell’arte, ospitata al primo piano del Palazzo, si concentrerà soprattutto sulla ricerca degli ultimi quarant’anni, attraverso circa 150 opere di altrettanti artisti distribuite nelle tre sedi sedi espositive: Palazzo Pubblico (Il consumo rappresentato), Santa Maria della Scala (Il consumo ironizzato) e Palazzo delle Papesse (Il consumo contestato), ove saranno esposte opere di: Giovanni Albanese, Jan Albers, Anette Baldauf & Katharina Weingartner, Vittorio Brocadello, Jiri Cernicky, collectif_fact, Minerva Cuevas, Kristof Kintera, Lucia Koch, Zwelethu Mthethwa, Olaf Nicolai, Erwin Olaf, Guillaume Paris, Gabriele Picco, Tom Sachs, Denis Santachiara, Eliezer Sonnenschein, Dan Steinhilber, Jeanne Susplugas, Ricky Swallow, Oliviero Toscani, vedovamazzei, Rhonda Weppler, 0100101110101101.org.
Affianca il curatore un comitato scientifico formato da Achille Bonito Oliva, François Burckhardt, Laurent Busine, Max Hollein.
Il catalogo sarà edito da Silvana Editoriale. Il manifesto della mostra è di Oliviero Toscani.
Qui di seguito alcuni degli artisti le cui opere saranno ospitate nelle altre sedi :
Santa Maria della Scala. Il consumo ironizzato: Antonio De Pascale, Alain Arias Misson, Mirella Bentivoglio, Gianni Castagnoli, Guglielmo Achille Cavellini, Philip Corner, Nina Childress, Michele Cossyro, Vittorio Doralice, Jan Fabre, Gianni Fanello, Claudio Francia, Michel François, Dario Ghibaudo, Lucy Jochamowitz, Raymond Hains, Claudio Maccari, Antonio Marchetti, Antoni Miralda, Aldo Mondino, Marco Papa, Silvio Pasotti, Javier Perez, Fabrizio Plessi, Gianni Ruffi, Maurizio Savini, Luigi Serafini, Daniel Spoerri, Karel Trinkewitz, Wolf Vostell.
Palazzo Pubblico. Il consumo rappresentato: Arman, Enrico Baj, Bertozzi & Casoni, Joseph Beuys, George Brecht, Umberto Buscioni, Ceroli, Cèsar, Tony Cragg, Allan Kaprow, Jiri Kolar, Barbara Kruger, Mauro Luccarini, Giacomo Manzù, Antoni Miralda, Adamo Modesto, Aldo Mondino, Giovanni Mundula, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella, Luciano Ori, Graziano Spinosi, Adriano Tetti, Ben Vautier, Andy Warhol, Franz West.
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