Sabato 18 ottobre 2008 alle ore 12 presso la Fondazione Spinola Banna per l’Arte, nella tenuta di Banna a Poirino (To), si inaugura la mostra delle opere degli otto giovani artisti che hanno partecipato al workshop tenuto da Adrian Paci nei locali della Fondazione durante le prime due settimane di ottobre.
La mostra resterà aperta gratuitamente al pubblico nei giorni di venerdì, sabato e domenica dal 19 Ottobre fino al 23 Novembre 2008 con i seguenti orari: 16.00/18.00
Adrian Paci (Shkoder, Albania 1969), nelle le sue opere riflette sui temi della casa, dei vincoli affettivi, intesi sia come valori della vita privata che della sfera pubblica. Nel far questo egli non esita a mettere in scena ciò che sta fra immaginazione e realtà come le scene dipinte del suo matrimonio, o le immagini di un video molto noto in cui una delle sue due figlie canta una filastrocca albanese a cui rispondono da uno schermo diverso, opposto e più in basso, i parenti rimasti in Albania. Il tema dell’errare è al centro delle fotografie di
grande formato in cui l’artista si ritrae come un moderno cristo che al posto della croce è costretto a portare il tetto rovesciato di una casa.
Ha partecipato a numerose personali in Italia e all’estero tra cui ricordiamo nel 2008 una personale al Center for Contemporary Art CCA di Tel Aviv, al Kunstverein di Hannover , al P.S.1 MOMA di New York , al Moderna Museet di Stoccolma nel 2005 e al Baltic Art Center di Gotland nel 2003.
Tra le collettive ricordiamo la Biennale di Praga nel 2007, la Biennale di Busan, Korea e la Biennale di Sydney nel 2006, la Biennale di Venezia nel 2005, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e la Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento nel 2002.
Il workshop si è sviluppato sul tema dell’incontro inteso come scambio con il luogo, la tenuta di Banna, con il master e tra i giovani artisti partecipanti. Il dialogo tra master e studenti si è focalizzato su alcune parole chiave suggerite da Adrian Paci: semplicità, naturalezza, immediatezza, intensità e vitalità. Ruotando intorno a questi concetti il workshop ha avuto come obiettivo quello di spostare dalle consuete modalità di lavoro i singoli partecipanti, costringendoli ad un diverso rapporto con i ritmi della creazione e della convivenza. Tale esercizio comporta l’abbandono delle proprie sicurezze e la sperimentazione di nuovi territori tematici ed espressivi. Tramite l’analisi collettiva dei progetti, ogni ospite si apre a nuovi contributi, nati dalla combinazione delle singole individualità e competenze. E’ richiesta fondamentale la sedimentazione delle discussioni e delle analisi teoriche in un’opera compiuta, che sappia far tesoro tanto dei limiti temporali del workshop, che dello spazio a disposizione.
Al workshop hanno preso parte in qualità di studenti otto giovani artisti selezionati da Gail Cochrane, direttrice della Fondazione:
Matteo Fato, Davide Gennarino, Sabina Grasso, Giovanni Kronenberg, Renato Leotta, Enrico Morsiani, Alice Schivardi, Emily Verla Bovino.
L’attività della Fondazione Spinola Banna per l’Arte è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.
Info
Tania Mielke
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